Prada torna a crescere nel 2018, ma la sua redditività cala

Dopo quattro anni non buoni, Prada riguadagna terreno nel 2018, dimostrando che il suo piano di rilancio inizia a dare frutti. Per la prima volta dal 2013, il gruppo milanese di moda e lusso (Prada, Miu Miu, Church's, Car Shoe e Marchesi) mostra una progressione del fatturato di quasi il 3%, a 3,142 miliardi di euro (+6% a cambi costanti), secondo i risultati pubblicati venerdì. In compenso, mentre la maggior parte dei suoi concorrenti ha chiuso l'anno con rendimenti record, Prada accusa una contrazione di tutti i suoi indicatori rispetto al 2017, anche se rimangono positivi.

Un outfit dell'ultima sfilata di Prada a Milano in febbraio - © PixelFormula

L’utile netto della holding milanese è in effetti diminuito del 17,5% nel 2018, a 205,4 milioni di euro, e l’utile operativo (Ebit) del 10%, a 324 milioni, con un margine del 10,3%, contro l’11,8% del 2017. Il margine operativo lordo (Ebitda) è diminuito del 6,3%, a 551,2 milioni di euro. “La variazione sfavorevole dei tassi di cambio ha comportato una diluizione dei margini operativi di 140 punti base, mentre i margini a cambi costanti sono rimasti relativamente stabili”, sottolinea la società, che ha deciso di proporre ai suoi azionisti un dividendo di 6 centesimi per azione, contro i 7,5 centesimi di un anno prima.
 
Per migliorare i margini, il boss del gruppo, Patrizio Bertelli, ha annunciato, nel corso di una conferenza con gli analisti, che l'azienda non praticherà più sconti nei propri negozi a partire da quest'anno. Secondo la direttrice finanziaria, Alessandra Cozzani, “le vendite a perimetro comparabile sono positive all’inizio di quest’anno, mentre hanno rallentato del 3% nella seconda metà del 2018”.
 
L’anno scorso, la crescita della casa di moda milanese è stata trainata principalmente dal suo marchio di riferimento, Prada, che ha generato un fatturato di 2,56 miliardi di euro, pari all’82,6% dell’attività complessiva del gruppo, registrando un incremento del 3,9% a dati riportati e del 7% a cambi costanti. Le vendite della linea giovane Miu Miu (pari a 453,5 milioni di euro) valgono il 14,6% del giro d’affari totale, sono calate dell’1,3% nel 2018, ma scrivono un +2% a cambi costanti. Anche quelle delle calzature Church’s sono scese, del 2,7%, a 69 milioni di euro.
 
L’Europa resta il primo sbocco del gruppo (38,4% della sua attività), seguita dall’Asia-Pacifico (33,4%), con una progressione delle vendite rispettiva dell’1,6% e del 6,4% nel 2018. A cambi costanti, in quest’ultima regione il fatturato è salito del 10%, e dell’8% nella Greater China. In Giappone, le vendite del gruppo italiano sono aumentate del 4%. Nelle Americhe sono diminuite dell’1,3%, ma aumentano del 4% a cambi costanti.
 
Con le sue 634 boutique nel mondo (di tutti i suoi marchi considerati insieme), contro le 625 di fine 2017, la rete retail continua ad assicurare l’81,7% dei ricavi di Prada, con una crescita del 7% a cambi costanti lo scorso anno (+3,6% a dati riportati).

Patrizio Bertelli e suo figlio Lorenzo (a sinistra). Il gruppo organizzerà la Prada Cup nel 2020 - DR

“Il rinnovamento strategico e la riorganizzazione che ne è seguita, e che sarà completata nei prossimi mesi, conferiscono all'azienda una struttura più dinamica e una nuova capacità di interpretare l'evoluzione culturale delle nuove generazioni con le quali condividere l'identità dei nostri marchi”, ha commentato Patrizio Bertelli, che ha indicato di voler continuare ad investire nelle tecnologie digitali e nell’infrastruttura industriale. “È ormai evidente che la trasformazione digitale ha completamente cambiato il rapporto con il consumatore”, ha sottolineato.
 
In questo senso, la galassia Prada aumenterà notevolmente i suoi investimenti nella comunicazione, ha dichiarato Lorenzo Bertelli, il figlio maggiore della stilista Miuccia Prada e di Patrizio Bertelli, la coppia che guida la casa di moda italiana, che nel suo ruolo di direttore marketing e comunicazione ha partecipato per la prima volta alla conferenza post-risultati. Pilota di rally, il trentenne nel 2015 è entrato a far parte del Consiglio d’Amministrazione dell’azienda, prima di approdare nel management del gruppo nel settembre del 2017 per accompagnare la sua trasformazione digitale.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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