Prada: reti fantasma in Nuova Zelanda nel terzo episodio di 'What we carry'

Dalle “reti fantasma” del Camerun a quelle della Nuova Zelanda. Prada svela il terzo episodio della serie realizzata con National Geographic, What We Carry, nata per mostrare le diverse fonti di materiali riciclati che danno vita al filato green ‘Econyl’ di recente adottato dalla griffe milanese per le sue collezioni.


Girato a Mahana Bay, il corto torna così ad affrontare il tema delle reti da pesca perse o abbandonate, che rappresentano il 10% di tutti i rifiuti plastici presenti negli oceani. Ogni anno, infatti, vengono riversate in mare circa 640.000 tonnellate metriche di reti, in cui rimangono impigliati mammiferi e pesci marini con conseguenze devastanti sull’ecosistema subacqueo.
 
L’attore australiano e reporter per Prada, Alex Fitzalan, e la biologa marina dello Sri Lanka ed esploratrice di National Geographic, Asha de Vos, accompagnano Rob Wilson, co-fondatore di Ghost Fishing New Zealand, e un gruppo di volontari mentre ripuliscono il fondo del mare dalle “reti fantasma” nell’ambito dell’iniziativa promossa da Healthy Seas, l’Ong che si occupa di bonificare i mari dalla spazzatura.
 
Le reti così raccolte vengono poi portate in Europa presso l’impianto dell’azienda produttrice di fibre tessili Aquafil, depolimerizzate insieme ad altri materiali di scarto in nylon e trasformate in nylon rigenerato Econyl. Interamente riciclato e riciclabile all’infinito, il tessuto è la risposta di Prada alle nuove esigenze in fatto di sostenibilità poste dal mercato del lusso e rappresenta il primo passo verso la conversione di tutto il nylon vergine della maison in Prada Re-Nylon entro il 2021.

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