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Di
Reuters
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 mar 2021
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Prada punta a vendite comprese tra 2,9 e 3,1 miliardi di euro nel 2021

Di
Reuters
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 mar 2021

Patrizio Bertelli, l’AD del gruppo di prodotti di moda e lusso Prada, ha parlato all’agenzia Reuters. L’imprenditore aretino, marito dal 1987 della stilista del brand Miuccia Prada, punta ad ottenere ricavi compresi tra 2,9 e 3,1 miliardi di euro nell’esercizio 2021, dopo il crollo a 2,42 miliardi di euro nel 2020 a causa della pandemia.

Prada - Autunno-Inverno 2021 - Menswear - Milano - © PixelFormula


Secondo Bertelli, l’azienda vuole prima di tutto conservare la propria indipendenza e concentrarsi su una crescita interna, senza per questo escludere possibli acquisizioni, nel caso in cui un’opportunità interessante si presentasse.
 
Nel 2019, Prada aveva registrato entrate annue per 3,23 miliardi. Il maggiore gruppo italiano del lusso potrebbe dunque ritrovare livelli di vendite vicini a quelli dell’era “pre-pandemia” a partire da quest’anno, se la parte più elevata della forchetta all’interno della quale ha posto le sue previsioni si rivelerà realistica. In novembre, la società di revisione Bain ha avvertito che, secondo le sue proiezioni, il settore di lusso non ritroverà una salute finanziaria equivalente a quella del 2019 prima di fine 2022/inizio 2023, dopo lo choc pandemico.

Naturalmente, le performance per l'anno in corso dipendono in gran parte dall'evoluzione della pandemia di Covid-19 e dalle restrizioni che vi sono legate, come ha sottolineato lo stesso Patrizio Bertelli in una conferenza su Zoom dal suo ufficio nel quartiere generale della casa di moda in Toscana. “Per quest’anno, le nostre previsioni oscillano tra i 2,9 e i 3,1 miliardi di euro”, ha affermato.
 
Ma la buona salute dell’attività del gruppo, ha sottolineato Bertelli, dipende anche molto dalle restrizioni sui viaggi. “[Il turismo] sarà veramente il motore della ripresa, secondo me. È vero che i consumi locali in Cina stanno andando molto bene, ma c’è anche bisogno che riprendano i viaggi”. “Se i viaggi potranno ricominciare, sperimenteremo sicuramente un miglioramento delle vendite”, ha aggiunto.
 
Le vendite e gli utili di Prada hanno mostrato un rimbalzo positivo a fine 2020, soprattutto grazie alle buone prestazioni in Cina e nel resto dell’Asia. Questo trend positivo sembra confermarsi nel 2021. D’altra parte, Patrizio Bertelli ha confermato di non avere intenzione di privarsi dei suoi marchi più piccoli, come la griffe di calzature formali Church o l’etichetta di mocassini in pelle Car Shoe, ma che in compenso potrebbe prendere in considerazione “delle acquisizioni”. “Attualmente, Siamo concentrati sul nostro stesso sviluppo. Pensiamo di avere ancora un grosso potenziale di crescita e non vogliamo sprecare la nostra energia in altri progetti se non si tratta di opportunità davvero imperdibili”. “Ma restiamo aperti alla possibilità che un’opportunità reale si presenti, come nel caso di un marchio di grande levatura, o anche una label di taglia media o piccola con un enorme potenziale di crescita”.
 
La famiglia Bertelli-Prada, che controlla l’80% del gruppo, quotato alla Borsa di Hong Kong, non ha mai preso in considerazione la possibilità di vendere e non ha alcun progetto in questa direzione. “È impensabile. Anche in futuro, L'indipendenza del gruppo non sarà mai messa in discussione”, conferma deciso Patrizio Bertelli, che in passato aveva già dichiarato l’intento di passare il testimone a suo figlio Lorenzo.
 
Con la moglie Miuccia Prada, che come accennato cura la direzione creativa della società, Patrizio Bertelli ha trasformato una storica firma milanese di pelletteria in un gruppo di lusso all’avanguardia della moda a partire dagli anni Settanta. Una strategia che ha portato frutti, perché il successo commerciale all'estero di Prada è cresciuto in modo costante dalla fine degli anni Novanta. Il gruppo si è quotato in Borsa a Hong Kong nel 2011.

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