Prada dice addio alle pellicce

Prada entra nella famiglia fur free. Dalle collezioni donna della primavera/estate 2020 il gruppo italiano del lusso quotato ad Hong Kong non userà più pellicce animali per realizzare nuovi prodotti.

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Prada - A/I 2019 - Menswear - Milano - © PixelFormula

La decisione è stata annunciata con la Fur Free Alliance (FFA), che riunisce oltre 50 organizzazioni in più di 40 Paesi, ed è frutto di un dialogo positivo tra il gruppo, FFA, LAV e The Humane Society of the United States.

Per Miuccia Prada si tratta di un traguardo importante per un gruppo che ha in innovazione e responsabilità sociale i suoi valori fondanti. "La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi”, ha spiegato, “consentirà all'azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili".

Prada è solo l'ultima delle aziende del lusso a dire addio alle pellicce, in un settore sempre più attento ai temi della sostenibilità, anche per il ritorno mediatico connesso. Tra le maison più blasonate che già hanno detto stop alle pellicce ci sono Giorgio Armani, Versace, Burberry, Michael Kors, Ralph Lauren e Gucci, fino alle paladine del fur free Stella McCartney e Vivienne Westwood.

Miuccia Prada, a settembre 2018, alla presentazione della collezione primavera-estate 2019, aveva annunciato che la svolta era vicina: "Io le pellicce non voglio più farle”, aveva detto la stilista, “già oggi rappresentano solo lo 0,1% del prodotto, ma non amo gli annunci, dirò che non le faccio più quando sarà cosa fatta e finita".

Il momento è arrivato. Dalla prossima primavera-estate 2020, quindi, Prada non utilizzerà più pellicce per nuovi prodotti, mentre lo stock continuerà ad essere in vendita fino ad esaurimento delle scorte.

Congratulazioni sono arrivate da Fur Free Alliance attraverso il presidente Joh Vinding. Plauso anche dalla LSV, con Simone Pavesi, manager dell'area Animal Free Fashion, che parla di una decisione "coerente con una nuova idea di lusso più etico e sostenibile" che "risponde alle aspettative dei consumatori". Per Pj Smith di The Humane Society of the United States "uno dei più grandi gruppi nel settore del lusso è diventato un player importante in materia di rispetto degli animali e di innovazione, a vantaggio delle generazioni future".

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