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18 mar 2020
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Prada cresce del 3% nel 2019, cala il wholesale ma il retail tiene

Pubblicato il
18 mar 2020

La ripresa di Prada continua. Dopo quattro anni insoddisfacenti e un ritorno alla crescita nel 2018 (+3%), il gruppo milanese replica la performance positiva anche nel 2019, archiviando l’esercizio fiscale a 3,2 miliardi di euro, in salita del 3% a cambi correnti.

Prada, sfilata womenswear primavera/estate 2020

 
In crescita anche l’utile netto, attestatosi a 256 milioni di euro (7,9% dei ricavi netti), rispetto ai 205 milioni del 2018, mentre cala l’EBIT, che è stato pari a 307 milioni di euro, ossia il 9,5% dei ricavi netti (era di 324 milioni, 10,3% dei ricavi, nel 2018).
 
“Il 2019 è stato un anno di grandi progressi. L’insieme degli investimenti e delle iniziative gestionali messe in atto negli ultimi anni ha ampliato l’interesse verso i nostri brand, testimoniato dal positivo trend delle vendite”, ha commentato Patrizio Bertelli, CEO del gruppo Prada, aggiungendo: “Il Gruppo Prada ha iniziato il 2020 registrando un’ottima performance; tuttavia, l'epidemia di coronavirus ha interrotto il nostro percorso di crescita. (…) Sebbene sia difficile prevedere l'evoluzione dell'epidemia, ci aspettiamo un impatto negativo sui risultati di quest'anno. Stiamo mettendo in atto un piano di azione articolato per mitigarne gli effetti, forti della flessibilità della nostra supply chain e dell’agilità della nostra organizzazione”. 

Contattata da FashionNetwork.com, l’azienda ha precisato che tali misure si applicano in diversi ambiti. Il gruppo sta annullando o posticipando alcune iniziative nelle regioni maggiormente colpite dall’emergenza, come la sfilata cruise prevista a Tokyo nel mese di maggio, oltre a ridurre gli investimenti retail legati a pop up store, installazioni speciali, rinnovi o rilocazioni, sia in Europa che in Cina. Dall’inizio dell’epidemia la società ha iniziato a rinegoziare gli affitti, prima in Cina, Macao e Hong Kong e ora anche in Italia, in Europa e nel Resto del mondo.
 
Il gruppo sta inoltre gestendo con attenzione l’allocazione della produzione, per evitare eccessi ma al contempo essere pronti per la ripresa. Gli stabilimenti produttivi italiani sono al momento aperti e lavorano a circa il 50% della loro capacità, con tutte le misure sanitarie necessarieper proteggere la salute dei dipendenti; per le persone che lavorano in ufficio, lo smart working è promosso e incoraggiato in tutto il mondo. L’azienda non sta riscontrando problemi nel reperimento delle materie prime, grazie a una rete di fornitura ampia e flessibile.
 
Nel corso del 2019, Prada ha registrato performance positive soprattutto per quanto riguarda le vendite e prezzo pieno (+6% su base annua), cresciute a doppia cifra nella seconda parte dell’anno (+10% nei sei mesi e +15% nel quarto trimestre), che hanno più che compensato la forte riduzione delle vendite a saldo e la flessione del -3% del canale wholesale, L'eliminazione dei saldi di fine stagione ha inoltre influito sul trend delle vendite retail.
 
Dal punto di vista geografico, buoni i risultati in Europa (+6%), America (+11%) e Giappone (+9%), mentre hanno registrato leggere flessioni la regione APAC (-2%) e il Medio Oriente (-1%).
 
Per quanto riguarda invece le categorie merceologiche, la crescita è stata trainata soprattutto dall’abbigliamento, in salita del 12% e con risultati a doppia cifra in tutte le aree geografiche, ma in positivo anche pelletteria e calzature (soprattutto sneaker e lifestyle), entrambe in rialzo del 2%.
 
“La solidità della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo ci consente di guardare con serenità al futuro, sicuri che saremo in grado di affrontare questo periodo di crisi imprevista e che ci troveremo pronti per ripartire al termine di questa emergenza”, conclude Bertelli.
 
Il Gruppo Prada ha nel proprio portfolio i brand Prada, Miu Miu, Church’s e Car Shoe, prodotti attraverso 22 stabilimenti di proprietà e presenti in 70 Paesi nel mondo con una rete di 641 store diretti e numerosi multimarca e department store. La società è attiva anche nel settore food con il brand Marchesi 1824 e nel settore degli occhiali e dei profumi tramite accordi di licenza.

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