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Pitti Uomo: una lieve flessione non frena la corsa di un campione

Pubblicato il
today 14 giu 2019
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L’edizione estiva del salone fiorentino Pitti Uomo si è chiusa il 14 giugno con 30.000 visitatori e 18.500 buyer, dei quali 8200 esteri, provenienti da 100 Paesi. Numeri in calo di circa il 3% rispetto a quelli registrati dalla rassegna un anno fa, a causa di una leggera flessione delle presenze da Cina, Germania, Spagna, Giappone, Stati Uniti e dalla stessa Italia. Bene e in crescita, invece, alcuni importanti Paesi come Francia, Turchia, Hong Kong, Belgio e Russia. Nella classifica dei primi 15 mercati esteri sempre in testa la Germania, seguita da Giappone, Spagna, Regno Unito, Olanda, Francia, Turchia, Stati Uniti, Svizzera, Cina, Belgio, Corea del Sud, Russia, Austria e Hong Kong.

Pitti Uomo 96 - EP FashionNetwork.com


Gli espositori incontrati da FashionNetwork.com durante i quattro giorni della manifestazione, dai principali rappresentanti del sartoriale, a quelli del lifestyle, dello sportswear o ancora degli accessori, hanno espresso un parere univoco. Il calo delle presenze è stato percepito, sì, ma Pitti Uomo si conferma di volta in volta L’Appuntamento della moda maschile nel mondo, il crocevia delle tendenze, il punto di incontro non solo dei principali marchi del menswear nazionali e internazionali, ma anche dei più importanti buyer italiani e stranieri. Un luogo dove scoprire nuovi brand, giovani designer, inediti progetti, conoscere potenziali collaboratori per nuovi mercati, osservare i concorrenti, trarre ispirazione dagli eventi speciali...
 
Per molti dei protagonisti con cui ci siamo confrontati, responsabile di un minor afflusso di compratori a Pitti non sarebbe solo un innegabile contesto economico globale sempre non facile per il commercio, ma anche “la politica economica” di ristoratori e albergatori della città di Firenze che, triplicando o quadruplicando i prezzi in occasione della fiera, scoraggiano molti a fermarsi più di uno o due giorni.


Pitti Uomo 96 - AKAstudio


“Se vediamo le cose dall’alto, questo è un anno difficile", ha dichiarato Raffaello Napoleone, Amministratore Delegato di Pitti Immagine. "Lo sanno tutti: i principali indicatori dell’andamento del commercio internazionale mostrano rallentamenti quasi ovunque, fenomeno che si verifica immancabilmente quando c’è una forte frenata dell’economia globale, a cominciare da paesi chiave come Cina e Germania. Tutto ciò si riverbera in modi e misure non uniformi sui singoli settori e i singoli mercati, ma è certo che i consumi di moda in Europa sono molto poco dinamici, ci vogliono stimoli forti per scuotere compratori e consumatori. Per quanto riguarda Pitti Uomo, già in conferenza stampa avevamo previsto che poteva esserci qualche rallentamento nel positivo trend di affluenza delle ultime stagioni. Ma, grazie alla nostra salda posizione di leadership, abbiamo retto molto bene: alcuni importanti mercati sono aumentati, altri hanno perso qualche punto percentuale. Ma è vero anche che la distribuzione sta cambiando tanto sotto i nostri occhi: oggi un compratore di una grande piattaforma online pesa quanto decine di boutique specializzate anni fa. Quindi restiamo ottimisti e prendiamo le misure con realismo”. 

Certo di effervescenza se n’è respirata, tanto in Fortezza da Basso, quanto in città dove, tra le innumerevoli presentazioni, alcuni grandi eventi si sono distinti e si faranno ricordare a lungo. Dalla Sfilata di Salvatore Ferragamo, che la sera dell'11 giugno si è regalato come passerella niente meno che Piazza della Signoria e come sfondo il suo sontuoso Palazzo Vecchio.

La sfilata di Salvatore Ferragamo in Piazza della Signoria


O ancora Givenchy che, il 12 giugno, ha portato la collezione uomo firmata da Clare Waight Keller tra i labirinti dei giardini di Villa Palmieri.

La sfilata di Givenchy a Firenze durante Pitti Uomo


Per concludere, la sera del 13 giugno, con la sfilata-colossal da 5 milioni di euro di Luisaviaroma a Piazzale Michelangelo.

Runway x Luisaviaroma - EP FashionNetwork.com


Tra le luci del tramonto con vista sull'Arno, tra qualche critica per certi dettagli di organizzazione e contenuto, su una passerella di 180 metri, davanti a 4000 ospiti, si sono susseguiti 90 look proposti da 50 dei marchi più famosi al mondo.

La vista su Firenze da Piazzale Michelangelo in occasione della sfilata di Luisaviaroma - EP FashionNetwork.com


Una quattro giorni da immortalare e da ricordare, come suggeriva il tema dell’edizione estiva: Pitti Special Click. Sì, perché la Fortezza da Basso, con i suoi oltre 1200 espositori, si è trasformata in un gigantesco set, dove guardare, studiare, fotografare. Set nel set, il piazzale centrale: 1000 metri quadri che l'estro creativo di Sergio Colantuoni ha reso per la prima volta interamente fruibili costruendo una gigantesca palafitta con un percorso circolare, postazioni di bar e ristorazione, divani bianchi a baldacchino, terrazze da cui godersi la vista sulle sorprese sottostanti o tuffarsi virtualmente nella cascata che sgorgava da un maxi schermo. Il tutto incorniciato in un sottofondo di suoni della natura, cinguettii, fruscio di fronde e defluire d’acque, capaci di regalare inattesi attimi di relax.  

Il Piazzale della Ghiaia a Pitti Uomo 96 - AKAstudio


Un palcoscenico nel cuore della Fortezza, che ha ospitato diverse presentazioni, come quella di The Woolmark Company e Luna Rossa Prada Pirelli Team, ma anche lo show inedito "I Go Out", che ha visto sfilare proprio sulle palafitte del Piazzale della Ghiaia le collezioni di 25 aziende che hanno saputo sintetizzare anima outdoor, ispirazione fashion ed esigenze della città, proponendo non solo accessori e total look, ma anche oggetti environmentally friendly o ideati per il viaggio.

Un momento dello show "I go Out" - AKAstudio


Un palcoscenico, quello del Pitti, che ha ospitato per la prima volta, sotto le capriate lignee originali della Sala della Scherma, anche il brand A/X Armani Exchange, che per la PE 2020 ha presentato una collezione uomo e donna con capi e accessori che attingono dall'immaginario streetstyle, in un continuo gioco di richiami cross-gender.

Un set che non poteva esimersi dal dedicare ampi spazi alla memoria di Karl Lagerfeld, celebrato non solo all'interno di un'area dove sono state esposte le collezioni di abbigliamento uomo, donna, calzature, occhiali, denim e beachwear per la spring summer prossima, ma anche attraverso un'installazione di 5 metri per 9, allestita sempre sul piazzale della Ghiaia, dove la street artist londinese Endless ha dipinto ritratti dell'intramontabile icona della moda per tutti e 4 i giorni della manifestazione.

Il murale dedicato a Karl Lagerfeld - AKAstudio


Un immenso set, che ha inglobato come sempre anche la città di Firenze, con rendez-vous immancabili fino a tarda notte. Oltre agli strepitosi eventi già citati di Ferragamo, Givenchy e Luisaviaroma, che hanno realizzato show imponenti in location che tutto il mondo ci invidia, la famiglia Coveri ha accolto selezionati ospiti nell’elegante Maison dello stilista sul lungarno per presentare un murale, «Seasons», realizzato nella corte interna del palazzo dall’artista Chris Ellis, in arte Daze, personalità di spicco nel graffitismo americano. Movimento e colore caratterizzano l'opera che ha ispirato tessuti e stampe per la collezione primavera-estate 2020 della griffe.

Enrico Coveri, alcuni modelli della PE 2020 - EP FashionNetwork.com


Lo storico marchio di cravatte E. Marinella ha festeggiato 105 anni di sartorialità partenopea all’interno della Limonaia del fiabesco Giardino Corsini, presentando anche una limited edition innovativa, realizzata con Orange Fiber, PMI che produce tessuti sostenibili dagli agrumi ed ha permesso all'azienda di potersi avvalere del primo tessuto sostenibile estratto dalle arance, dalla texture impalpabile e setosa al tatto.

Brunello Cucinelli, indiscusso Re del cachemire, ma anche tra gli indicussi Re del Pitti, ha, come ad ogni edizione, scelto un luogo magico di Firenze per deliziare la prima serata fiorentina dei suoi buyer e della stampa: questo giugno ha regalato ai suoi ospiti una cena tra i profumi e i colori delle Serre Torrigiani.

Insomma, una rassegna talmente ricca di appuntamenti da poter durare 4 mesi, non 4 giorni. Una kermesse che ogni volta fa pensare che sia stata più incredibile della volta precedente. Ma che la volta successiva costringe a ricredersi. E quindi cosa aggiungere su un Pitti che lamenta un calo del 3% dei suoi buyer ? Forse solo che capita anche ai più grandi di rallentare la propria corsa, senza che questo impedisca loro di arrivare al traguardo da campioni.

Questo è stato, ancora una volta, il caso di Pitti Immagine Uomo.

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