Pitti Uomo 87: un uomo elegante, linee slim e tecno

La maison Marni, menswear guest designer di Pitti Uomo 87, ha chiuso questa edizione del salone della moda maschile fiorentina, con la sua sfilata al Museo Marino Marini. La stilista del brand del Gruppo OTB ha riletto il passato guardando, agli anni Settanta, a un cliente giovane ma attento ai dettagli e alla qualità dei capi. Un giovanotto che non disdegna la pelliccia colorata innestata sulla maglia, il gilet di cavallino, il cappotto di montone senza collo, le borse di shearling rovesciate, la sciarpa di astrakan.
Marni, collezione uomo, autunno/inverno 2015-16

Ora il testimone del menswear passa a Milano, dal 17 al 20 gennaio, mentre a Pitti è in programma il salone del Bimbo dal 22 al 24 gennaio. L'edizione 87 del salone maschile fiorentino chiude con segnali positivi rispetto agli ultimi anni rilevato dai primi dati pervenuti sull'afflusso, che registra a ieri l'aumento consistente dei compratori: dall'Italia + 20%, aumento del 13% per gli stranieri.

Certo l'offerta di questa edizione di Pitti Uomo era davvero completa, dedicata al gentleman più maturo e al nuovo cliente giovane, al quale comunque hanno pensato un po' tutti i grandi marchi 'classici': Cucinelli, Paoloni, Manuel Ritz, Lardini, Massimo Rebecchi. Le nuove proporzioni degli abiti maschili sono accattivanti e piacciono a tutti, anche nell'abito più formale: linee asciutte, fit slim, pantaloni a tubo, corti al malleolo, ma di nuovo con la piega, giacche strette, donanti alla figura maschile. Nella collezione Tailored di Tommy Hilfiger, F.A.M.E., ispirata ai protagonisti dell'arte newyorkese, dalla fotografia con Richard Avedon fino alla scena jazz degli anni '50 a New York, i vestiti da red carpet sono strutturati addirittura con il bottone della giacca che tira. Anche da Andrea Incontri la giacca è slim ma si porta con la camicia di nylon con colletto polo in maglia, senza cravatta.

Felice il connubio tra sportswear e sartoriale, che mischia i materiali in modo sempre più sofisticato: lane abbinate a pelle e nylon, seta e cashmere assieme, per un comfort "senza quei noiosi pallini sulla maglieria". Giacche e capospalla coniugano tessuti sportswear e fodere di lusso, in cachemire o in pelliccia. Torna il cappottino corto, stretto, anni '70, alla Gigi Rizzi (Landini), e segna la ricomparsa del casentino (Roy Roger's e Paoloni). E ancora tessuti dalle mani mosse diventano capispalla perfetti per vivere all'aria aperta. Giacche e pantaloni dalla vestibilità asciutta scelgono morbide lane a quadri grandi e piccoli, puntando su abbinamenti inusuali. Focus su lane pregiate (Cucinelli), da classici quali flanella cardata e più leggeri pesi di lane stretch, fino a temi di micro e macro fantasie a colori rivisitate con trame jacquard, stampe e ricami. Un lusso caldo e sensoriale fatto di filati mossi, tessuti boucle', effetti dalla mano corposa.

Il nuovo guardaroba invernale racconta di viaggi ad Aspen o a St.Moritz, con piumini in pelle d'agnello con inserti in pelliccia, maglieria in puro cachemire, parka waterproof traspiranti in cotone canvas dalle forme over (Dekker, Bogner, Herno, Husky), montgomery multitasche (Malbrun) e sfoderati con interni staccabili, giacconi e field jacket double in nylon e lana stampata. Capi che prendono spunto dal mondo country, dove tessuti lanieri dall'aspetto raw incontrano pelli di montone, pelle stampata cervo, flanelle denim e nylon imbottito e/o trapuntato. Le camicie rinnovano l'offerta soprattutto con gli stampati floreali, come quelle mostrate da Marni.

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