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Piquadro si fa più digitale con Bandyer e rilancia l’espansione di Lancel

Pubblicato il
15 lug 2020
Tempo di lettura
6 minuti
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L’attenzione del gruppo Piquadro alla Digital Transformation trova una nuova declinazione negli occhiali Google Glass, che vengono per la prima volta utilizzati dalla società bolognese di pelletteria durante la Digital Fashion Week di Milano per presentare le collezioni Primavera-Estate 2021 in tempo reale implementando una tecnologia di videochiamata ideata dalla start up italiana Bandyer. Intanto, il fondatore Marco Palmieri aggiorna per FashionNetwork.com i progetti della sua azienda per i marchi Lancel e The Bridge.

Marco Palmieri, presidente e AD di Piquadro


“Ci stiamo attrezzando per un nuovo mondo fatto di relazioni diverse, almeno nel medio termine. Alla spinta a questa virtualità fatta di videoconferenze e incontri sociali a distanza senza il contatto umano dovremo fare l’abitudine”, racconta a Fashion Network il Presidente, AD e fondatore di Piquadro, Marco Palmieri. “Vogliamo costruire degli eventi, dei momenti d’incontro virtuali, e per farlo abbiamo realizzato una divertente esperienza con un occhiale Google Glass. Un cliente può partecipare a una videoconferenza interattiva senza software aggiuntivo da qualsiasi dispositivo schiacciando solo un pulsante. A differenza delle altre videoconferenze con pc statico e telefonino molto instabile, l’occhiale è stabilissimo - perché come esseri umani dobbiamo soddisfare l’orizzontalità dello sguardo per stare in equilibrio - e consente di avere le mani libere”, spiega. 
 
Nella tecnologia sviluppata da Bandyer, il cliente vede sul proprio smartphone o laptop quello che il venditore vede con i suoi smartglass grazie a un minimonitor integrato, e i due soggetti possono interagire. Inoltre, il cliente può registrare la conversazione o scattare screenshot per valutare un articolo successivamente da un carrello. Entrando in uno showroom, dopo aver fatto vedere un’immagine d’insieme, si possono avere dei close-up sui singoli prodotti, che possono essere anche toccati o fatti indossare a una modella virtuale. A vendita conclusa, l’acquirente fissa un appuntamento per il ritiro o il prodotto gli viene spedito.

“Bandyer è stata fondata da tre giovani italiani nel 2016”, precisa Palmieri. “La loro tecnologia è stata già integrata in 12 postazioni ripartite tra i nostri showroom di Milano e Parigi e in 6 negozi Piquadro (tra cui quelli di Bologna e Buenos Aires)”.
 
Secondo Palmieri, questa tecnologia fa anche “vincere il timore dell’ingresso in store, che molti clienti purtroppo ancora hanno”. Da settembre, questa funzione, dotata di assistente integrato che consiglia sugli acquisti, verrà integrata anche nel sito e-commerce del gruppo, oltre alle classiche chat. Dall’e-shop si potrà prendere appuntamento e fare un tour nello showroom aziendale. “Un modo tutto integrato per lavorare in modo molto più interattivo delle classiche call”, assicura Palmieri.

Nella PE 2021, Piquadro presenta linee ispirate all’universo business contemporary e dynamic, ma anche all’outdoor


Il CEO del gruppo Piquadro fa anche parte del Consiglio d’Amministrazione di Bologna Fiere. “Spero, ma sono anche convinto che le fiere torneranno ad essere quello che erano”, afferma a tale proposito. “Il digitale può fare tanto, ma noi abbiamo bisogno di contatto umano, creatività, idee, pensieri, di odorare e toccare le cose. Sicuramente questo sarà un anno complicato, con cali degli ordini e dei volumi nell’ordine mediamente del 30-40% per il comparto e non credo che neanche nel 2021 ci riprenderemo completamente. Ci vorranno almeno due anni buoni per tornare ad una certa normalità”.
 
Tra i piani strategici che il gruppo felsineo ha deciso di adottare per far fronte alla crisi pandemica del virus covid, c’è stato un “importante taglio dei costi operativi”, puntualizza l’AD del gruppo nato nel 1987 con sede a Silla di Gaggio Montano (BO), “unito ad un’estrema attenzione nella gestione del circolante, quindi degli stock. Abbiamo effettuato una pratica di supporto, concedendo a tutti i nostri clienti wholesale di ritardare i pagamenti di 60 giorni”, aggiunge, “e poi abbiamo consentito un annullo degli ordini ai nostri clienti retail in difficoltà. Nonostante ciò abbiamo comunque realizzato le collezioni previste, pur riducendo l’offerta di circa un 25%. Riteniamo che questa riduzione delle collezioni rimarrà, così come quella delle campagne vendite – ne taglieremo probabilmente un paio, e ci concentreremo sulle rimanenti. Forse c’era troppa offerta, e troppo convulsa, in tutto il settore. Si doveva tornare a una certa lentezza”, sostiene Palmieri.
 
In origine focalizzato principalmente sul segmento ‘Business & Travel’ con produzione cinese, alcuni anni fa Piquadro ha diversificato realizzando anche prodotti orientati sulla moda e riportando parte della produzione in Italia. La sua rete distributiva attuale, che si estende su oltre 50 Paesi nel mondo, conta su 183 monomarca complessivi, che includono 98 punti vendita a insegna Piquadro, 12 negozi The Bridge e 73 boutique Lancel.
 
Con un fatturato consolidato di gruppo arrivato a 152,2 milioni di euro (+3,2%) nell'esercizio chiuso il 31 marzo, le vendite del pellettiere bolognese nell'ultimo trimestre hanno subito l'impatto della pandemia. I lockdown della Cina a febbraio e dell’Europa a marzo hanno determinato cali a doppia cifra sia per Piquadro (-27,8), che per The Bridge (-28,7%) e la Maison Lancel (-16,5%). “Peccato, perché fino al 31 dicembe ci stavamo muovendo su cifre per noi da record”, indica Palmieri. Nel periodo l’unico segno ‘+’ è venuto – naturalmente – dall’e-commerce, salito del 50%, “a parte quel mese di lockdown (seconda metà di marzo/prima metà di aprile) in cui si è fermato anch’esso, perché le logistiche non funzionavano”, ricorda l’AD.
 
Nella primavera del 2018, Piquadro aveva acquistato lo storico marchio francese di pelletteria Lancel, fondato nel 1876 a Parigi da Angèle Lancel, per il quale nutriva sostanziosi progetti di sviluppo nei giorni immediatamente precedenti il lockdown. “Il nuovo negozio monomarca Lancel di Macao previsto a marzo aprirà invece nei prossimi giorni”, assicura a tale proposito Palmieri. “Confermo anche che da qui a fine esercizio si concretizzeranno le inaugurazioni dei previsti punti vendita ad insegna Lancel in Cina, che sono solo state rinviate - e diminuite di qualche unità dalle 12 previste”.

La collezione Lancel, PE 2021 è disegnata dalla stilista Barbara Fusillo


“Siamo riusciti a ridurre le perdite di Lancel di un terzo e rimangono attivi tutti i negozi della label in Francia, tra monomarca, corner e shop-in-shop in department store, a cui si aggiungono altri punti vendita in Russia (GUM), negli Emirati (Dubai Mall), in Cina (Tianjin Outlet), in Spagna (El Corte Inglés Madrid) e in Italia (all’interno di Rinascente Roma), mentre l’opening dentro a Rinascente Milano è stato rimandato, sempre causa lockdown”, ha spiegato l’imprenditore.

E nel prossimo futuro di Lancel, di cui esistono negozi anche in Svizzera, Croazia, Grecia, Lussemburgo e Australia? “La campagna vendite è iniziata adesso, cosa succederà d’ora in poi non lo sa nessuno”, risponde Palmieri. “Diciamo che Lancel aveva dati di sell-out poderosi. Questo ci fa ben sperare”.
 
Per The Bridge, il marchio toscano di pelletteria acquisito nell’autunno del 2016, Palmieri conferma il lancio quest’anno di un nuovo format per i negozi monomarca dell’etichetta. “The Bridge stava continuando a performare molto bene addirittura fino allo scorso giugno e si sta rivelando un ‘diesel’ che cresce con il suo passo, ma costantemente nel tempo”.
 
Secondo Marco Palmieri, la crescita di The Bridge è stata bloccata da un provvedimento che definisce “un errore madornale”: la scelta di positicipare i saldi. “Un provvedimento incomprensibile, adottato in Italia come in Francia. Era uno stimolo che si poteva dare alle persone per consumare qualcosa. Irrigidirsi sul mantenere il prezzo pieno, a mio parere è stato un tremendo errore”, sostiene. “E mi sembra che i risultati lo stiano confermando: alle riaperture di maggio-inizio giugno c’era un miglioramento dei consumi di settimana in settimana, ma a luglio i negozi sono ripiombati nell’oblio, dovendo confrontarsi con il periodo di saldi dell’anno scorso”. Comunque, “per The Bridge stiamo sviluppando un progetto per sostituire parte della distribuzione wholesale con dei franchising”, conclude Marco Palmieri.

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