Peuterey Group rivoluziona Geospirit e pensa all’acquisizione di un’azienda italiana di maglieria

Grandi novità in vista per Geospirit e Peuterey, brand specializzati nel capospalla che fanno capo a Peuterey Group, come ha raccontato a FashionNetwork.com durante la seconda giornata di Pitti Uomo 93 Francesca Lusini, Presidente del gruppo.

Il "fuoco" nella nuova collezione Geospirit presentata a Pitti Uomo 93 - Photo: Elena Passeri - FashionNetwork

“Su Geospirit, primo marchio dell’azienda nato nel 1990, abbiamo optato per una vera e propria rivoluzione, che parta però dall’identità del marchio e dal significato del suo nome: spirito della terra”, ha spiegato Lusini. “Oltre a scelte coraggiose in ottica ecosostenibile, come quella del fur free, abbiamo presentato una collezione che si basa sui 4 elementi principali, aria, fuoco, acqua e terra, rappresentati da altrettanti animali attraverso 4 stampe pittoriche realizzate da un’artista. Il mood si ispira alla pellicceria anni ’50 per volumi e stile, senza l’uso della pelliccia ma con materiali ultraleggeri e di grande qualità, dettagli curati e un prezzo competitivo, che spazia tra i 350 e i 500 euro. Volevamo dare un messaggio forte al mercato”.

Geospirit, che oggi è presente in circa 400 negozi multimarca, realizza il 90% del proprio fatturato in Italia; il primo Paese estero è la Russia. “Con la nuova collezione miriamo a far crescere il peso dell’estero, anche aprendoci a nuovi mercati; molti buyer internazionali che l’hanno vista si sono dichiarati entusiasti. In virtù dei cambiamenti effettuati, siamo anche aperti a rivedere il network di vendita italiano”, ha proseguito Lusini.

Le proposte Geospirit legate all'elemento "aria" - Photo: Elena Passeri - FashionNetwork

Per quanto riguarda Peuterey, la novità è rappresentata dal lancio con la stagione autunno/inverno 2018-19 della prima vera collezione di maglieria uomo e donna, circa 250 capi progettati dal Direttore Creativo Federico Curradi: “Abbiamo sempre avuto in collezione qualche proposta knitwear, così come di pantaloni e accessori, ma grazie alla competenza di Curradi in quest’ambito abbiamo deciso di creare una linea completa, che possa vivere al di là del capospalla. Non escludiamo in futuro la possibilità di acquisire un’azienda italiana specializzata nella maglieria, in modo da raggiungere in quest’ambito lo stesso grado di eccellenza che abbiamo nel capospalla”.

Peuterey è presente in circa 1.200 doors a livello mondiale e realizza il 30% del proprio fatturato all’estero, dove i mercati principali sono Germania e Benelux. Fuori dai confini europei, il marchio è posizionato negli Stati Uniti nei principali department e independent store e ha una presenza capillare in Asia: in Giappone e Corea tramite distributori e in Cina direttamente con negozi monomarca. “L’Italia è un mercato maturo per Peuterey, che però continuiamo a stimolare con progetti speciali, come la linea Icon. Abbiamo una grande attenzione nei confronti della clientela: abbiamo inserito in azienda la figura del Chief Customer Officer, che coordina tutti i team in ottica customer service”, ha precisato Lusini.

Nell’esercizio 2016, chiuso il 31 marzo 2017, il gruppo ha realizzato un fatturato di 70 milioni: “Per quest’anno prevediamo una crescita a due cifre all’estero, ma anche incrementi one digit in Italia, cosa che ci fa molto piacere non solo come azienda, ma anche come cittadini, perché significa che il mercato si sta riprendendo”.

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