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Pubblicità

Per Bernard Arnault, LVMH è un “affare di famiglia”

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
today 19 apr 2019
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Tra i grandi gruppi francesi, LVMH è quello più prospero; a guidarlo, Bernard Arnault, suo Presidente e principale azionista, l’uomo più ricco d’Europa. Tuttavia, il 18 aprile, all’assemblea annuale degli azionisti, il barone del lusso ha parlato del colosso come di un semplice “affare di famiglia”. Ha inoltre espresso il suo stupore per le critiche degli internauti in merito alla decisione di LVMH di donare 200 milioni di euro per il restauro di Notre-Dame.

Il Comitato Esecutivo all'Assemblea Generale di LVMH, il 18 aprile 2019 a Parigi


Parlando davanti a una platea di 2.000 azionisti riuniti nello spazio espositivo del Carrousel del Louvre, Bernard Arnault ha anche previsto che il cognac Hennessy arriverà presto al primo posto nelle vendite mondiali di liquori, e si è rallegrato del “rinnovamento dei talenti creativi” delle maison di moda e accessori di LVMH. Louis Vuitton, Christian Dior e Celine.
 
Il patron ha anche rivelato che Fendi organizzerà il prossimo luglio a Roma una speciale sfilata commemorativa dedicata al lavoro di Karl Lagerfeld. Lo stilista tedesco ha diretto lo stile della griffe specializzata in pellicceria per più di cinque decenni. “È con immensa tristezza che abbiamo detto addio a Karl, che era il cuore e l’anima della griffe. Senza dubbio la più lunga relazione tra una maison e il suo Direttore Artistico”.

Ma il manager ha detto di non sapere nulla quando FashionNetwork.com gli chiesto dei suoi progetti futuri con Rihanna. Come si è appreso qualche settimana fa, LVMH ha creato una società chiamata Project Loud, come il nome del quinto album della cantante. Il gruppo ha in seguito inserito 60 milioni di euro nella nuova società e nominato un Presidente, Jean-Baptiste Voisin. Ultimo indizio, la sede di Project Loud si trova nella stesso edificio della divisione moda di LVMH, in rue Jean Goujon.
 
“Sì, siamo interessati a Rihanna. Anche voi, immagino. È una cantante straordinaria. Ma mi avete sorpreso, e siccome è una sorpresa, non posso dire nulla di più”, ha risposto Bernard Arnault, dissimulando a malapena una strizzatina d’occhio.
 
Ha però confermato un altro rumour riportato da FashionNetwork.com, secondo il quale Christian Dior ha acquistato un grande spazio commerciale al civico 127 di avenue des Champs-Elysées, "un pop-up temporaneo, che utilizzeremo durante i lavori nel nostro flagship di avenue Montaigne, che sarà oggetto di un importante rinnovamento. Spero che quando cominceranno i lavori nel nostro temporary, i problemi con i gilets jaunes saranno risolti”.
 
Ma Bernard Arnault ha negato le recenti voci secondo le quali LVMH avrebbe discretamente approcciato dei potenziali acquirenti per Pucci, la maison fiorentina celebre per i suoi colori accesi. “Oh, non è per niente vero, l’azienda non è in vendita”.
 
Arnault ha anche rifiutato di rivelare la quota di partecipazione di LVMH nel capitale del magazine online specializzato The Business of Fashion. BoF, come spesso viene chiamato, pubblica un avviso in seguito a tutti i suoi articoli su LVMH per precisare che “LVMH fa parte di un gruppo di investitori che detengono una partecipazione minoritaria in The Business of Fashion. Tutti gli investitori hanno firmato dei documenti che garantiscono la piena indipendenza editoriale di BoF". “È un piccolo investimento che abbiamo fatto tanto tempo fa”, minimizza Arnault.

Notre-Dame in fiamme, il 15 aprile 2019 - AFP


Il patron di LVMH ha ricevuto una marea di applausi quando un azionista si è complimentato per la decisione del gruppo di donare 200 milioni di euro per il restauro di Notre-Dame. “Questa decisione non ci dà diritto a un alleggerimento fiscale. È una polemica sterile. Ma è abbastanza sconcertante che in Francia si venga criticati anche quando si decide di fare qualcosa che riguarda l’interesse generale. Purtroppo, la nostra decisione è stata oggetto di critiche in alcune trasmissioni televisive, dove regna la meschineria piuttosto che la ricerca del bene comune. Per me, Notre-Dame è un simbolo eterno della Francia”, ha sottolineato.
 
I risultati di LVMH nel 2018 sono stati impressionanti, sotto tutti i punti di vista: quasi 47 miliardi di euro di giro d’affari, di cui più di 25 miliardi solo nel secondo semestre. Inoltre, nel primo trimestre 2019 il gruppo ha registrato una crescita del 16%, a 12,53 miliardi di euro.
 
In una presentazione dedicata ai risultati del gruppo, Jean-Jacques Guiony, Direttore Finanziario di LVMH, ha ricordato che i due mercati principali rimangono Cina e Stati Uniti, con rispettivamente il 29% e il 24% del fatturato totale. Anche l’utile netto è aumentato, del 18%, a 6,354 miliardi di euro, mentre l’utile operativo ha raggiunto i 10 miliardi, con una progressione di quasi 2 miliardi di euro. LVMH soffre di un indebitamento relativamente modesto, di soli 5,487 miliardi di euro, e di un flusso di cassa di 5,4 miliardi: la situazione ideale per finanziare le sue future acquisizioni.
 
Sul palco, Bernard Arnault, che indossava un completo blu con la spilla della Legione d’Onore ben in vista sul bavero della giacca, si è detto estasiato della “performance eccezionale di Louis Vuitton”. “Per la prima volta, il brand ha superato i 10 miliardi di euro di fatturato”, si è rallegrato.
 
Il patron ha evidenziato “il rinnovamento delle nostre maison di moda”, le “sfilate eccezionali” di diversi brand, così come l’arrivo di Virgil Abloh alla guida del prêt-à-porter maschile di Louis Vuitton. "Quasi tutti i modelli che ha disegnato sono sold out. Le sue collezioni si vendono come delle bottiglie di Romanée Conti, con la qualità Vuitton. E dopo qualche ora, sono vendute a prezzi più alti su Internet. Non è il nostro obiettivo, ma dimostra il successo unico di questa proposta”.

La futura boutique Christian Dior sugli Champs-Élysées


Per quanto riguarda Christian Dior, il miliardario ha segnalato “una performance molto buona”, aggiungendo che “Pietro si intende molto bene con il nostro Direttore Creativo, visto che sono entrambi italiani”, facendo l’occhiolino al CEO Pietro Beccati e al Direttore Artistico Maria Grazia Chiuri. Decisamente di buon umore, Bernard Arnauld ha parlato anche del successo della mostra su Dior al Victoria & Albert Museum di Londra: “Molte persone volevano vederla, è stato necessario prolungarla. Una buona notizia per Pietro, visto che il museo ha chiesto di pagare per questo prolungamento”, una battuta che ha fatto scoppiare una risata del pubblico, composto prevalentemente da persone di una certa età.
 
“Un’altra novità molto importante di quest’anno è stato l’arrivo di Hedi Slimane, sotto la direzione di Sidney Toledano. Risultato: un grande successo. È uno stilista eccezionale, che ha conosciuto un successo mondiale da Dior Homme. La sua ultima sfilata uomo, in Place de la Concorde, è stata sensazionale. C’è già una lista d’attesa per i suoi modelli. Speriamo di riuscire a produrne a sufficienza”.
 
“Il nostro gruppo ha un qualcosa di famigliare, non è gestito da un gruppo anonimo, ma da una famiglia, come del resto tutte le maison al suo interno, nate dall’ambizione di una famiglia. Ed è questo spirito di famiglia che vogliamo mantenere”, ha dichiarato Bernard Arnault, i cui figli Delphine (Direttrice Generale di Vuitton), Antoine (CEO di Berluti e Presidente di Loro Piana) e Alexandre (CEO di Rimowa) erano in prima fila nel pubblico. Si stima che il gruppo Arnault, la holding di Bernard Arnault, controlli circa il 47% del capitale e il 63% dei diritti di voto di LVMH.
 
Era impossibile non notare che della cinquantina di brand di LVMH, solo una dozzina comparivano sul gigantesco backdrop: un abito Vuitton indossato da Alicia Vikander, delle calzature Berluti, una valigia Rimowa, delle bottiglie Dom Pérignon e Hennessy, delle borse Dior, l’ingresso di un negozio Sephora e la Fondazione Louis Vuitton.
 
Dei cinque figli di Bernard Arnault, solo Delphine è nel Comitato esecutivo di LVMH, presente al gran completo per la sessione di domande e risposte. Curiosamente, solo Bernard Arnault ha risposto alle domande, anche a quelle indirizzate direttamente ad alcuni dei suoi CEO. Ad eccezione di Delphine Arnault e di Chantal Gaemperle, Responsabile delle Risorse Umane, il CdA di LVMH è interamente maschile. Ma Bernard Arnault ha assicurato: "In LVMH, la parità tra uomini e donne sarà presto raggiunta!”.

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