Paul Smith: confezionare su misura la fine dell’athleisure

La sfilata parigina del menswear di Sir Paul Smith ha mostrato un ritorno al potere della sartorialità, ma con un tocco trasgressivo, nell'ultimo segnale proveniente da Parigi che l'intero movimento dell’athleisure nella moda potrebbe aver definitivamente fatto il suo corso.

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Paul Smith - Primavera-Estate 2020 - Menswear - Parigi - © PixelFormula

“Vendiamo molto sportswear, ma sento che tutta questa cosa dell’athleisure sia stata sfruttata in modo eccessivo e sia inflazionata”, ha detto il cavaliere più longevo della moda.
 
Le sue osservazioni arrivano pochi minuti dopo che il baronetto inglese ha messo in scena il suo show più sartoriale da decenni. Lo stilista britannico ha tagliato alcuni grandi abiti doppiopetto da idolo di matinée, extra lunghi per la passerella e tagliati con rever a punta affilata. O loro versioni più da ragazzo con micro blazer doppiopetto, indossati principalmente dalle ragazze in questo défilé co-ed.
 
Ha variato le larghezze dei suoi pantaloni, ma la maggioranza di essi era enormemente ampia, con la stagione parigina che segnala un’altra volta la condanna a morte dei pantaloni skinny su misura a tubo.

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Paul Smith - Primavera-Estate 2020 - Menswear - Parigi - © PixelFormula

“Abbiamo sempre fatto della sartoria in ogni singola sfilata, e questa è la numero 82. Mi sembrava solamente più giusta per oggi”, ha detto Sir Paul, che ora è stato raggiunto nella piccola confraternita dei cavalieri della moda da Ralph Lauren.
 
Non si è visto nulla di particolarmente innovativo, ma tutto era molto convincente nello show di questo consumato professionista, il designer indipendente di maggior successo della Gran Bretagna.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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