Paris Fashion Week: silhouette slanciate, ma mai banali, da Haider Ackermann

È un vero rito di passaggio per i giornalisti di moda assistere di sabato mattina a un défilé di Haider Ackermann, uno dei più grandi puristi del mondo fashion.

Haider Ackermann - Primavera-Estate 2018 - Womenswear - Parigi - Photo: PixelFormula

La crema della moda francese era in prima linea: da Caroline de Maigret e Daniel de la Falaise a Harumi Klossowska e Lou Doillon. Oltre a un’autentica superstar: Kourtney Kardashian, che è arrivata accompagnata da due enormi guardie del corpo che scrutavano tutto con occhi penetranti.
 
I presenti sono stati testimoni di una dimostrazione di moda di un'austerità incantevole, apertasi con una mezza dozzina di outfit rossi tagliati con una precisione chirurgica, e continuata con lunghi mantelli sacerdotali ed eleganti smoking dotati di cintura – tutti completati da sorprendenti stivaletti di cavallino, molto appuntiti. Un look da elegantissima rockstar tirata con tanto lucido. Creati senza un solo tessuto stampato, i capi più belli della collezione combinavano con classe nero lucente, ecru e rosso sangue, su lunghi spolverini fluttuanti, o su una serie di perfetti top composti di tentacoli interconnessi di seta.
 
Assistere a una sfilata di Ackerman è quasi un’esperienza spirituale, per la purezza dei vestiti e per la musica sacra di sottofondo (in questo caso, “On the Nature of Daylight”, di Max Richter).
 
“Ero senza fiato, tutto era così incredibile”, ha sussurrato Kourtney a Haider, mentre posavano per i fotografi nel backstage. Rivolgendosi a un gruppo di giornalisti di moda, Ackerman ha spiegato sorridendo: “Volevo nitidezza, lineare e grafica, però con molta sensualità. E meno tagli affilati come quelli di un rasoio, perché la vita è già netta come il taglio di un rasoio in questo momento”, ha sorriso lo stilista.
 
Nel suo ultimo periodo di vita, Pierre Bergé amava raccontare a tutti che la maison Yves Saint Laurent ci aveva messo 15 anni a generare i primi profitti. Faceva questo esempio per sottolineare quanto i finanziatori odierni del settore della moda non siano più pronti a sostenere questo tipo di impegno a lungo termine.
 
In fondo al backstage, Anne Chapelle, la PDG e socia finanziaria di Haider Ackermann, ha riempito il designer di complimenti, anche se ha rivelato che il brand non riesce ancora ad essere redditizio. Un fatto notevole, tanto più che è distribuito in 280 indirizzi nel mondo, una cifra impressionante per uno stilista così netto e particolare come Ackermann. È quindi un bell’esempio che l’esempio di Pierre Bergé venga seguito, almeno da Anne Chapelle.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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