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Ansa
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13 mar 2009
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Parigi chiude pret-à-porter con nostalgia

Di
Ansa
Pubblicato il
13 mar 2009

PARIGI - Che tristezza, stavolta, Parigi. A dirlo sono compratori e giornalisti, sfiniti da una settimana abbondante di presentazioni e sfilate che sembravano terminare mai. Perchè, nonostante i lodevoli sforzi di alcune maison, che hanno portato un po' di allegria (ieri notte, per esempio, Fendi, con il concerto di Beth Ditto, icona alla Botero, e i The Gossip), il clima è stato plumbeo.


Sfilata John Galliano A/I 2009/2010 - Foto: François Guillot/AFP

Si trovava posto nei ristoranti, il Carrousel du Louvre era semideserto, piu' che i buttafuori servivano i buttadentro per riempire le sale delle sfilate, c'era meno traffico, meno champagne, poche tartine e niente fiori. Insomma Parigi era meno Parigi. E la moda, le tendenze, le suggestioni per il prossimo inverno? Va detto che, al contrario di Milano, non e' esplosa la voglia di Anni '80. Forse perchè non era stato un decennio di look molto francese o forse perche' qui ogni stilista va un po' per conto suo, nonostante la presenza dei due grandi gruppi multi-marchi, Lvmh e Ppr.


Sfilata Paul&Joe A/I 2009/2010 - Photo : François Guillot/AFP

Altro fenomeno da segnalare: i compratori, italiani inclusi, raccontano di aver tagliato il budget e di essere andati a cercare prodotti interessanti qua e la', nei saloncini del pret-a-porter (ai Giardini delle Tuileries, alla Borsa e al Carrousel dove Tranoi ha occupato alcuni spazi che un tempo servivano alle sfilate) e negli show room del Marais, piu' che sulle passerelle delle grandi maison.

La 'presentazione', semplice e carina o anche pretenziosa e complicata, ma comunque accessibile in qualsiasi ora della giornata senza perdita di tempo, sta avendo piu' successo della sfilata. C'e' chi sostiene che, se aumentassero le performances a scapito delle sfilate, la settimana parigina potrebbe ridursi a 4-5 giorni. Il problema è che la passerella finora aveva un più alto impatto mediatico e finiva anche sui vari siti di culto. Ma è caduto anche questo muro, tant'è che la presentazione di Rochas (che ha segnato il ritorno della griffe) è stata divulgata dal portale consultatissimo di Vogue.


Sfilata Elie Saab A/I 2009/2010 - Foto: Patrick Kovarik/AFP

A parte questo, ecco invece qualche tendenza del vestire: mantelle e cappe hanno furoreggiato, anche in versione giacchina da tailleur. Le gonne si sono allungate offrendosi in alternativa signorile alle minigonne, che sopravvivono soprattutto portate con gli onnipresenti stivali cuissard (altezza coscia).

Parigi ama la pelliccia in tutti i modi (anche come dettaglio decor), preferisce le gonne ai pantaloni (comunque larghi sui fianchi e stretti sul fondo), rilancia i piumini in versione couture, tenta un ritorno alla giacca anche maschile e oversize, ma nel complesso sogna la sua nouvelle vague e sembra animata piu' da elegante nostalgia che da sprint innovativo.

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