Parah rilancia Off Limits e progetta il primo monomarca a Milano

Parah, azienda di beachwear e lingerie fondata a Gallarate nel 1950 da Edda Paracchini e Giovanni Piazzalunga, ha annunciato il rilancio del marchio Off Limits, che aveva “congelato” nelle diverse fasi di ristrutturazione per dedicarsi con più forza al main brand Parah. Ma l’azienda ha in cantiere numerosi altri progetti, come ha raccontato a FashionNetwork.com Massimo Leonardo, AD di Parah.

Massimo Leonardo, AD di Parah
 
“Il rilancio di Off Limits parte dalla consapevolezza che per competere sui mercati emergenti e per portare avanti un piano retail non possiamo vivere solo di costumi”, ha spiegato Leonardo. “Per Off Limits abbiamo in programma una linea active e una distribuzione sia all’interno dei nostri monomarca sia nei principali department store europei, che ormai hanno tutti aree dedicate a un mercato giovane. Partiremo da El Corte Inglés, con cui abbiamo un ottimo rapporto; abbiamo infatti creato una struttura dedicata in Spagna. Il target di Off Limits va dai 16 ai 30 anni e il prezzo medio di un bikini è di 70 euro, contro i 130 euro di Parah”.
 
Oltre a Parah e Off Limits, la società possiede i marchi Impronte di Parah, la linea curvy; Sabbia, costumi e lingerie di ricerca; e Parah Uomo, con le linee intimo, pigiameria e mare. Sabbia e Parah Uomo, finora prodotte in licenza da Futura S.r.l., saranno presto riportate in house grazie alla fusione tra le due realtà, prevista entro quest’anno.

Sfilata Off Limits
 
Altre importanti novità sono previste sul fronte retail. Parah, che oggi conta sette monomarca in Italia, sette a Tenerife in franchising e uno, sempre in franchising, a Dubai, sta valutando di aprire entro la prossima primavera il suo primo store a Milano: “Stiamo vagliando diverse opportunità, sicuramente non sarà nel Quadrilatero, location che non ci rappresenta”, ha spiegato Leonardo. “Altre due piazze che consideriamo imprescindibili e su cui ci stiamo muovendo sono Capri e Cannes”.
 
Del resto Parah ha ampi margini di crescita all’estero, visto che i suoi 10 milioni di euro di fatturato vengono realizzati per il 70% in Italia; l’obiettivo è di portare il fronte internazionale al 40% del giro d’affari totale entro breve. Oggi i principali mercati esteri di riferimento per il marchio sono Spagna e Francia, in generale i Paesi della fascia mediterranea, ma anche Svizzera, Belgio e Olanda.
 
“Nel giro di tre anni vogliamo raddoppiare il fatturato, raggiungendo i 20 milioni di euro. Per farlo, punteremo sul prodotto, lavorando su ricerca e qualità”, ha proseguito Leonardo. “Il settore del beachwear è inflazionato e il sistema distributivo è in difficoltà: i negozi sono fagocitati dalle grandi catene e dal web, che oggi pesa ancora relativamente poco sul giro d’affari, ma che entro due o tre anni arriverà almeno al 20%. Per quanto ci riguarda, la scorsa primavera abbiamo portato a termine un restyling del sito, per renderlo più dinamico e coinvolgente. Vediamo già i primi risultati: circa il 70% di chi acquista sul nostro e-commerce è rappresentato da clienti nuovi”.

Impronte di Parah
 
Dal punto di vista della comunicazione, nell’ultimo periodo Parah, sotto la guida del nuovo AD che segue in prima persona anche questi aspetti, ha portato avanti anche un cambio di immagine puntando su una donna meno “patinata”, nella quale la clientela femminile possa immedesimarsi più facilmente.
 
Infine, tra i nuovi progetti dell’azienda, una linea sposa, che debutterà con la primavera/estate 2019: “Sarà basata su un forte concetto di italianità, molto importante all’estero, di artigianalità e di costruzione sartoriale, ma al contempo sarà in grado di dialogare con una ragazza di oggi, che vive i preparativi per il matrimonio con la giusta leggerezza. Questo sarà il concept della nuova campagna che scatteremo a breve in Sicilia”.
 
Concludendo l’intervista, Leonardo ha lanciato un messaggio importante alle aziende del settore: “È auspicabile che le realtà italiane superino i campanilismi provinciali e si uniscano facendo fronte comune per difendere l’immagine dell’Italia all’estero; mi riferisco in particolare ai saloni internazionali dedicati al nostro settore”. 

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