Palmieri (Gruppo Piquadro) conferma l'obiettivo dei 150 milioni di fatturato nel 2018

"Il 2018 per noi è stato un anno particolare perché abbiamo acquisito Lancel. Il bilancio lo chiudiamo il 31 marzo. Il gruppo dovrebbe arrivare non lontano dai 150 milioni di euro di fatturato". Lo ha detto Marco Palmieri, presidente di Piquadro, al Salone di Ginevra, dove ha presentato uno zaino realizzato in collaborazione con Lamborghini. "Solo 63 pezzi in vendita on line dal 18 marzo, una partnership divertentissima", sottolinea Palmieri.

Lo zaino realizzato da Piquadro in collaborazione con Automobili Lamborghini

"Abbiamo tutti e tre i brand che crescono. Lancel l'abbiamo appena acquisito, ma sia Piquadro sia The Bridge stanno crescendo, in termini di fatturato e di redditività. È stato un anno con le sue complessità ma positivo", ha aggiunto. "Il 2019 è la vera incognita per tutti, ma è iniziato meno peggio di quanto ci si poteva aspettare. In Italia è partito con fatica, non è un mercato che sta crescendo moltissimo, ma vediamo ancora un segno più. Abbiamo fatto questa acquisizione in Francia molto importante, quindi adesso ci confrontiamo anche con il mercato francese. L'Europa continentale per noi rimane un mercato importante come l'Est Europa, dove il gruppo fa gran parte del suo fatturato. Continuiamo a credere che per un'azienda come la nostra, delle nostre dimensioni, poter lavorare in un mercato relativamente vicino a casa sia funzionale a una crescita sana".

Quanto all'incertezza economica sui mercati, Palmieri ha osservato: "Una volta sono i dazi, una volta i gilet gialli in Francia, un'altra le sanzioni in Russia, un'altra i problemi in Cina. Gli imprenditori devono mettersi in animo che questo è il nuovo modo di fare business. Quindi rimanere per quanto possibile molto flessibili, essere molto veloci a spostare il business da una parte all'altra del mondo, credo che sarà la normalità. Siamo come tutti spaventati, forse più per quello che succede in Germania che in Italia. I segnali che abbiamo visto dalla Germania non sono brillantissimi, mentre per noi italiani è tutto più abituale, non lo so quanto lo sia per i tedeschi".

"Con Lamborghini”, ha proseguito Palmieri, “siamo a 100 km di distanza sulla via Emilia, ci siamo sempre guardati. E poi chi non ama Lamborghini? Quando ci hanno chiamato per fare qualcosa di divertente ci siamo impegnati. Fare queste partnership, al di là del business monetario, diventa fonte di ispirazione, perché vivere in ambienti così diversi, con logiche così diverse è eccitantissimo e apre la mente. Sono dei modi di diventare flessibili e gestire quello che dicevamo prima. La moda che è in parte dematerializzata, si sposa per un attimo con il mondo automotive, che è rigidissimo, rigorosissimo, iperstrutturato. Lo abbiamo fatto per amore, divertimento, formazione".

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