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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 lug 2021
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Pablo Isla (Inditex): “L'integrazione fisico-digitale ci fa ottenere ottimi risultati nonostante la pandemia”

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
14 lug 2021

“Il 2020 è stato un anno decisivo per la trasformazione strategica della società”, ha dichiarato Pablo Isla all'apertura del consiglio generale degli azionisti di Inditex, tenutosi martedì 13 luglio presso la sede del gruppo ad Arteixo, in Spagna. Nel suo intervento, il presidente del consiglio di amministrazione di Inditex ha analizzato e dettagliato l'attuazione della strategia del colosso dell’abbigliamento con sede in Galizia nel corso di un anno “profondamente segnato dalla pandemia”.

Pablo Isla, il presidente del Consiglio d'Amministrazione di Inditex - Inditex


Durante il proprio discorso al consiglio degli azionisti, Pablo Isla ha ribadito la sua “fiducia nella cultura e nella strategia dell'azienda, applicata da anni: un modello di business integrato, digitale e sostenibile”. Sottolineando la flessibilità che questa operazione comporta, ha elogiato “l'impegno, il talento e il duro lavoro” dei dipendenti della sua azienda.
 
“Come avevamo previsto, la trasformazione strategica iniziata nel 2012 sta dando frutti”, afferma il dirigente. “Dato il contesto”, si è detto soddisfatto dei risultati del 2020, anno paralizzato dalla chiusura generale dei negozi. Nell'ultimo esercizio, la società fondata da Amancio Ortega ha visto diminuire le vendite del 28%, a 20,402 miliardi di euro. Il fatturato delle vendite online è invece cresciuto del 77%, a 6,60 miliardi di euro, escludendo gli effetti valutari. “Grazie alle nostre decisioni in termini di tecnologia e gestione dell'azienda, con un inventario ridotto, abbiamo chiuso l'annata 2020 con risultati onorevoli nonostante il contesto particolarmente complesso”, afferma.

Durante questo periodo, le spese operative del gruppo sono state ridotte del 17%. L'utile netto è stato di 1,106 miliardi di euro. La “solidità dell'azienda” è testimoniata dalla sua disponibilità di cassa di 7,650 miliardi di euro. Pablo Isla ha anche ricordato che le scorte sono state ridotte del 9%. La loro “completa integrazione e gestione efficiente ci consentono di lavorare quasi in tempo reale per soddisfare le esigenze dei clienti”, spiega. Per quanto riguarda i prodotti, ne richiama “l'originalità e la qualità”, come testimonia “l'ottima accoglienza” riservata alle collezioni.
 
Tuttavia, il presidente di Inditex ha dovuto ammettere che il primo trimestre del 2021 è stato “fortemente colpito dalla pandemia, vista l’ampiezza della superficie commerciale totale completamente chiusa”. Nei primi tre mesi del 2021, Inditex ha iniziato a riprendersi con un utile netto di 421 milioni di euro e un fatturato di 4,942 miliardi di euro, in salita del 50% rispetto allo stesso periodo dell'anno fiscale precedente. Il canale digitale, dal canto suo, è cresciuto del 67%. I vari siti web dell'azienda hanno registrato visite medie giornaliere di 15 milioni di visitatori: alla fine dell'esercizio 2020, Inditex poteva vantare 132 milioni di utenti attivi delle sue applicazioni e 200 milioni di iscritti su tutti i suoi social network.
 
“Avanziamo verso il futuro con fiducia e ottimismo”, ha detto Pablo Isla. Attualmente è aperto il 98% dei negozi del gruppo e lo scorso marzo è stata aggiunta una nuova ala di 67.000 metri quadrati presso la sede di La Coruña per ospitare i locali di Zara.com. La costruzione dell'edificio ha richiesto un investimento di 130 milioni di euro. “Tra tutti i rivenditori online, abbiamo la crescita più forte (+77%) e la migliore redditività”, afferma.
 
Con oltre 11 miliardi di euro investiti dal 2012, la trasformazione strategica è stata uno dei cavalli di battaglia più importanti del colosso dell’abbigliamento negli ultimi anni. “L'integrazione tra negozi fisici e online ha richiesto un investimento significativo in tecnologia e una revisione completa del nostro spazio commerciale. Vogliamo che i nostri negozi siano vivi e consentano ai clienti di agire in modo molto più dinamico”, afferma Pablo Isla. Ripensando alle ultime operazioni di “apertura ed espansione”, sostiene che “i negozi giochino ancora un ruolo chiave. La qualità dello spazio commerciale è eminentemente strategica”. Ricorda inoltre che di recente sono stati aperti negozi ad insegna Zara a Pont Neuf (Parigi), Wangfujing (Pechino), Paseo de Gracia (Barcellona) e St James (Edimburgo).

I nuovi locali di Zara.com - Inditex


Inditex ha chiuso l'esercizio precedente con 6.829 negozi fisici e ha implementato la sua piattaforma online in 25 nuovi mercati. Gli e-shop del gruppo sono quindi disponibili in un totale di 216 nazioni, e 91 di essi sono già dotati del sistema di integrazione. Nell'ultimo anno, l'azienda ha anche effettuato la “implementazione rapida” di SINT, il suo sistema integrato di gestione dell'inventario, già disponibile in 5.777 negozi di 89 mercati. Questa tecnologia ha consentito la distribuzione in-store di 46 milioni di ordini, per un totale di 1,155 miliardi di euro.
 
“Ciò mette bene in evidenza i progressi della nostra azienda in termini di integrazione tra il settore fisico e quello digitale, che ci consente di ottenere ottimi risultati nonostante la pandemia”, sostiene il presidente. “Tale tecnologia e queste capacità sono state determinanti durante i periodi di lockdown e chiusura dei negozi, soprattutto quando l'88% di essi era chiuso in contemporanea”, ricorda.
 
Continuando la sua trasformazione, la società ha adottato un piano di investimenti per gli anni fiscali dal 2020 al 2022, che prevede lo svincolo di ulteriori 2,7 miliardi di euro. 1 miliardo di euro sarà dedicato alla digitalizzazione e 1,7 miliardi di euro saranno stanziati per l'integrazione delle ultime tecnologie nei negozi del gruppo. È prevista l’apertura di 450 flagship durante questo periodo.
 
Incoraggiando tale accelerazione, Pablo Isla assicura che gli investimenti in questa direzione consentiranno il corretto sviluppo della piattaforma tecnologica di Inditex, denominata IOP (Inditex Open Platform) e destinata a riprodurre online le diverse fasi del modello di business di Inditex e il ciclo di vita dei suoi prodotti. “Flessibile e adattabile”, la piattaforma sarà pienamente attiva entro la fine del 2021.
 
“L'azienda ha compiuto grandi progressi nella sua trasformazione strategica, i cui risultati ci consentono di guardare al futuro con ottimismo e solidità. Siamo fiduciosi nella nostra capacità di crescita”, ha affermato il presidente, rallegrandosi delle scelte dell'azienda.
 
“Sviluppo sostenibile e digitalizzazione hanno la stessa importanza nella nostra strategia”, continua. Il gruppo ha compiuto diversi progressi nel raggiungimento dei suoi obiettivi ambientali, “nonostante il contesto pandemico”.
 
Inditex è quindi lieta di offrire un 35% del proprio abbigliamento identificato dall'etichetta "Join Life", che contraddistingue i processi e le materie prime più sostenibili. L'obiettivo iniziale era del 25%. Inoltre, l'utilizzo di energie rinnovabili rappresenta già l'80% dei consumi dell'azienda, a fronte di un obiettivo del 65%. La società ha anche aumentato del 91% “l’utilizzo di cotone più sostenibile”.

Panoramica generale della nuova boutique Bershka al Forum Les Halles, a Parigi - Bershka


Alcuni obiettivi di sviluppo sostenibile sono stati quindi rivisti e ne sono stati aggiunti altri. Il target delle emissioni zero, inizialmente fissato per il 2050, dovrebbe essere raggiunto nel 2040; l'utilizzo di energie rinnovabili al 100% è previsto per il 2022; l'uso esclusivo di “cotone più sostenibile” è ora previsto per il 2023 e non per il 2025; il consumo di acqua della catena di approvvigionamento del gruppo dovrebbe ridursi del 25% entro il 2025 e la metà dei capi di abbigliamento dovrebbe essere etichettata come "Join Life" entro il prossimo anno.
 
Per quanto riguarda l'innovazione nel riciclo tessile, Pablo Isla ha affermato che l'azienda ha già recuperato più di 60.000 tonnellate di abbigliamento e che il riutilizzo sta avanzando a un “ritmo molto sostenuto, consentendo allo stesso tempo la creazione” di “lavori sociali”.
 
Tra queste varie sfide, infine, il presidente ha sottolineato l'eliminazione della plastica monouso destinata ai clienti e l'utilizzo di fibre di cellulosa sostenibili al 100% entro il 2023, nonché l'istituzione di un programma incentrato sulle condizioni sociali nella filiera, dal titolo “Il lavoratore al centro”. Il poliestere e il lino utilizzati dai vari brand del gruppo dovranno provenire interamente da fonti riciclate o sostenibili entro il 2025.
 
“I nostri dividendi stanno gradualmente aumentando di anno in anno e la nostra politica è attraente per gli azionisti”, afferma Pablo Isla. Il consiglio ha approvato la proposta del CdA di pagare un dividendo di 0,70 euro per azione. La metà di questo importo è già stata distribuita il 3 maggio 2021 e il resto sarà versato il 2 novembre 2021.
 
Infine, con la tassazione delle multinazionali che attualmente si trova al centro dei dibattiti internazionali, Pablo Isla non ha mancato di ricordare che Inditex adempie ai suoi obblighi tributari, con 4,689 miliardi di euro di tasse pagate nell'ultimo anno, di cui 1,201 miliardi in Spagna, paese si trova la sede del gruppo. Di tale importo, 620 milioni di euro rappresentano imposte dirette. L'aliquota effettiva pagata dall’azienda iberica per l'imposta sulle società è del 21,2%.

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