Origin Passion and Beliefs: espositori in aumento e focus sul Sud Italia

Crescono i numeri di Origin Passion and Beliefs, il salone che rappresenta le realtà manifatturiere della filiera moda, che per la terza volta si svolgerà in concomitanza con Milano Unica, dal 10 al 12 luglio presso FieraMilano Rho. Per questa edizione, la quinta dalla nascita della manifestazione in fiera a Vicenza nel 2014, saranno infatti 90 gli espositori (contro gli 80 della scorsa edizione, +12,5%) che mostreranno i loro prodotti e le loro competenze ai circa 6.000 visitatori attesi.

Marco Carniello, Direttore Divisione Jewellery & Fashion di IEG

“Si tratta di numeri ancora contenuti, se si pensa che il comparto della filiera moda comprende circa 75.000 aziende artigiane, la metà del totale del sistema moda”, ha spiegato a FashionNetwork.com Marco Carniello, Direttore Divisione Jewellery & Fashion di IEG, che organizza il salone. “Facciamo una selezione molto attenta di quelle aziende che sono in grado di attirare l’attenzione e interloquire con uffici stile e compratori internazionali. Grazie alla collaborazione con ICE, infatti, oltre ai buyer italiani sono attesi in fiera delegazioni provenienti da Canada, Cina, Colombia, Hong Kong, Emirati Arabi, Francia, Corea del Sud, UK, Israele, Russia, Turchia e Stati Uniti”.

Le regioni italiane rappresentate in Origin Passion and Beliefs sono 11, suddivise nelle diverse aree tematiche in base alle competenze distrettuali: l’area “Textile” vede in prima linea i distretti di Veneto, Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna, Toscana e Friuli Venezia Giulia; “Leather” riunisce le eccellenze manifatturiere di Campania, Marche, Puglia e Friuli Venezia Giulia; la categoria “Technology”, dedicata a prodotti e servizi ad alto contenuto di innovazione, al semilavorato tecnologico e ai brevetti, vede in particolare aziende provenienti dai distretti di Emilia Romagna, Marche e Toscana; infine, l’area “Stone”, focalizzata su bijoux e gioielli, ha un’elevata presenza di espositori toscani e veneti. 

Particolare attenzione viene riservata in questa edizione alle regioni del Sud Italia, attraverso l’inserimento della manifestazione all’interno del Piano Expo Sud 2, il progetto di finanziamento per le regioni del meridione  volto a supportare le aziende, attraverso programmi di promozione e formazione finanziati con i fondi dell’Unione Europea, nel loro percorso di internazionalizzazione: “Grazie alla collaborazione con ICE e con le Associazioni di Categoria, in particolare Confartigianato, siamo riusciti a coinvolgere una trentina di aziende delle 5 regioni che rientrano nel piano: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”, ha precisato Carniello. “Le presenza del Sud Italia è in crescita a Origin Passion and Beliefs; si tratta di un’area con una produzione molto diversificata per quanto riguarda la filiera moda, con molte piccole imprese che si rivolgono al tessile e abbigliamento”.


Un altro grande focus del salone è lo “storytelling”, come spiega Carniello: “Le aziende rappresentate da Origin Passion and Beliefs non hanno un prodotto finito attraverso il quale raccontarsi, abbiamo quindi deciso di far parlare gli imprenditori, attraverso il nostro sito e i nostri canali social. Inoltre, come già per le passate edizioni, anche quest’anno avremo quattro designer che svolgeranno il ruolo di ambassador e all’interno di un’area specifica del salone racconteranno attraverso le loro creazioni le realtà che hanno contribuito a realizzarle”. Gli ambassador di questa edizione sono Laura Strambi, l’unica designer italiana autrice di una collezione prêt-à-porter interamente realizzata con tessuti eco; Giovanni Cavagna, grande esperto di maglieria, consulente di griffe italiane e internazionali; Diego Dossola, autore della collezione Ultrachic; e Clorinda Covino, erede di una famiglia di conciatori di Solofra (Avellino), specializzata in abbigliamento in pelle.

Per quanto riguarda i progetti futuri del salone, Carniello pone l’accento sulle attività volte all’internazionalizzazione delle aziende italiane: “I distretti devono essere aiutati a crescere, fornendo alle piccole imprese che li compongono le competenze e le tecnologie necessarie per ampliare i propri orizzonti dal punto di vista commerciale. Intendiamo creare una piattaforma per portare le aziende del made in Italy all’estero, focalizzandoci su alcuni mercati come Cina, Stati Uniti, India e Middle East. Stiamo lavorando con ICE e con le associazioni di categoria per portare Origin Passion and Beliefs al di fuori dei confini nazionali, magari all’interno di altre manifestazioni come succede per Milano Unica. È un lavoro che facciamo già da tempo col gioiello, vogliamo iniziare a farlo anche con il fashion”.

Sulla possibilità, già emersa in passato, di far diventare Origin Passion & Beliefs un appuntamento semestrale anziché annuale, Carniello ha commentato: “È uno dei punti sempre all’ordine del giorno. Le aziende del comparto sono spesso piccolissime e per loro diventerebbe gravoso andare in fiera due volte all’anno; stiamo pensando a soluzioni differenti, come ad esempio una presenza più dal punto di vista della comunicazione all’appuntamento di febbraio, oppure una clusterizzazione merceologica degli espositori, che ci consentirebbe di portare aziende diverse nei due momenti”. 

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