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Online e nuove tecnologie: quali sfide per il retail nel 2020?

Pubblicato il
6 dic 2019
Tempo di lettura
2 minuti
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L'espansione dell'online e della tecnologia sta modificando le abitudini di acquisto dei consumatori. Gli effetti sul retail non hanno tardato a manifestarsi, tanto che il settore sta attraversando una profonda metamorfosi ed è proiettato verso scenari ancora tutti da scoprire (e disegnare). Chi sarà in grado di calvacare i cambiamenti in atto e come potrà farlo? A tratteggiare le possibili evoluzioni del retail è la società di servizi immobiliari Cushman & Wakefield all’interno del suo report “Outlook 2020”.

@urw_group


La parola d’ordine è 'omnichannel', e la shopping experience sarà il vero banco di prova del retailer del futuro. Dovrà essere sempre più integrata, combinando online e offline ed esaltandone le rispettive potenzialità. La sopravvivenza dei negozi tradizionali passerà soprattutto dalla loro capacità di adattarsi a questa mutazione, che è già in atto, e il cui segno più evidente è dato dalla crescita del peso delle vendite web sulle vendite complessive. 
 
In Italia il dato è ancora basso (mediamente valgono circa il 5% del totale nel 2019). Il Bel Paese è il fanalino di coda in Europa; fanno peggio solo Portogallo e Turchia. Ma il Regno Unito è già al 22% e alcuni analisti pensano che la quota dell’online continuerà a crescere fino a diventare quella preponderante. Per Cushman & Wakefield, invece, dovrebbe stabilizzarsi intorno ad un 35% dei ricavi totali.

Il Vecchio Continente sarà teatro di ulteriori chiusure di negozi e razionalizzazioni di network di vendita, afferma lo studio, che precisa come il settore abbia già affrontato cambiamenti strutturali nella sua storia. Viene citato l’esempio dei centri commerciali e dei supermercati fuori città, che hanno modificato radicalmente il modo di fare acquisti dei consumatori.

Il Regno Unito guida la classifica UE per peso percentuale di vendite online sulle vendite totali 2019 - Cushman & Wakefield


Come ripensare la retail experience? Qualcuno ci ha già provato, e con successo. Lo studio mostra alcuni casi vincenti, dai camerini di Mango, dov’è possibile scegliere la playlist musicale preferita, al Neff Appliances Showroom di Dublino, contenitore di ‘idee’ privo di merci direttamente acquistabili in negozio. Occorre creare esperienze in-store memorabili, che l’online non è (ancora) in grado di generare.

Un altro punto fondamentale sarà il green. I consumatori saranno sempre più attenti al contenuto di sostenibilità (ambientale, economica e sociale) dei prodotti che intendono acquistare. Tuttavia, sottolinea il report, l’offerta con il prezzo più conveniente continuerà a guidarne le scelte.
 
Ultimo, ma non meno importante: la fiducia. Questa volta tutta a vantaggio del negozio fisico, dove il cliente può interagire personalmente con uno staff competente o, più semplicemente, provare e testare direttamente i prodotti. La capacità di gestire e analizzare i suoi dati e un uso disinvolto delle nuove tecnologie completano la ricetta per il successo del retailer del (prossimo) futuro.

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