Officine Creative consolida l’internazionalizzazione guardando a Stati Uniti e Cina

Nato nel 1996 nel laboratorio artigianale Duca del Nord della città marchigiana di Montegranaro, il marchio di calzature e accessori in pelle d’alta gamma Officine Creative è stato fondato da Roberto di Rosa, che ne è tuttora il CEO, e al 95esimo Pitti Uomo a Firenze ha tirato per FashionNetwork.com le somme di un anno in forte crescita e ha raccontato quali obiettivi si è prefissato per il futuro.

Officine Creative, AI 2019/20

Dopo aver presidiato Parigi, New York e Amsterdam con l’apertura di 3 punti vendita monobrand che misurano dai 45 ai 65 metri quadrati, a testimonianza di un processo di internalizzazione avviato e consolidato, il brand aprirà prossimamente altri due monomarca, a Los Angeles e a Shanghai.
 
“Il mercato estero rappresenta il 90% del nostro fatturato di 16 milioni di euro, anche quest’anno aumentato in doppia cifra”, afferma dallo stand di Pitti Uomo il direttore commerciale Tobias Dariz. “Puntiamo a chiudere a 18 milioni quest’anno per arrivare a 20 milioni di euro nel 2020. Il mercato di riferimento del brand sono gli Stati Uniti, col 25% del fatturato, che è il Paese in cui siamo cresciuti di più nell’ultimo quadriennio. Fu nel 2014 che vi insediammo la nostra filiale con i primi impiegati che si occupavano del wholesale, poi un anno e mezzo fa vi abbiamo inaugurato il monomarca newyorchese e l’e-commerce dedicato”.
 
“In Europa i nostri primi mercati sono la Russia, anch’essa col 25% del giro d’affari, poi l’Europa che pesa per oltre il 35%, grazie soprattutto a Germania e Francia, seguite da Regno Unito e Benelux; il resto è ottenuto dai mercati asiatici”, prosegue Dariz.
 
Le calzature di Officine Creative hanno un posizionamento alto, che va dai 400 euro al pubblico come entry price agli 800 euro per le scarpe più importanti. Il marchio è distribuito in circa 570 multimarca top nel mondo, il maggior numero dei quali si trova in Europa. “L’anno scorso siamo penetrati in Cina, ma quest’anno porteremo avanti il progetto sia sul lato wholesale tramite la joint venture già in atto, sia in ambito retail attraverso l’apertura in un secondo momento del monobrand di Shanghai”, precisa Tobias Dariz.

Officine Creative, AI 2019/20

Usualmente identificato come brand di prodotti da uomo, perché con quelli iniziò l’attività, in realtà Officine Creative ha presentato immediatamente dopo un’offerta di calzature femminili, che da un anno è persino arrivata a scavalcare l’uomo nel giro d’affari generato (55% a 45%).
 
Ma non solo, Officine Creative realizza anche borse e piccoli accessori di pelletteria. “In tempi recenti abbiamo iniziato a confezionare borse intrecciate tinte in capo e oggi ne proponiamo sia per l’uomo che per la donna. Stiamo cercando di spingere maggiormente sulla piccola pelletteria”, conclude il direttore commerciale. Il brand marchigiano sta infine definendo un piano strutturato di diversificazione del prodotto che porterà alla creazione di linee esclusive per i monobrand store, per il retail o per i partner online.

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