×
1 626
Fashion Jobs
BOTTEGA VENETA SRL
ww Distribution Planner
Tempo Indeterminato · MILANO
CONFIDENZIALE
Project Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
EDAS
Responsabile Amministrativo/a
Tempo Indeterminato · ROMA
ANONIMA
Digital Manager
Tempo Indeterminato · AREZZO
MANPOWER PROFESSIONAL
Expansion Manager Franchising
Tempo Indeterminato · CESENA
VIVIENNE WESTWOOD SRL
Purchasing And Procurement Assistant
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Controller
Tempo Indeterminato · MILANO
JIL SANDER SPA
IT Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
BETTY BLUE S.P.A.
Product Manager Maglieria
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
CONFIDENZIALE
Responsabile Controllo Qualita'
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Impiegato/a Commerciale - Accessori e Minuterie- Settore Fashion
Tempo Indeterminato · PADOVA
NUOVA TESI
Responsbaile di Produzione Tessile -nt/1234
Tempo Indeterminato · MODENA
PFCMNA SPA
Area Manager - Ispettore Retail
Tempo Indeterminato · MILANO
COMUNELLO & ASSOCIATI SRL
Responsabile Linea Montaggio Calzature
Tempo Indeterminato · VENEZIA
BETTY BLUE S.P.A.
Area Manager Direct Retail
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
PAGE PERSONNEL ITALIA
Area Manager Milano
Tempo Indeterminato ·
GIORGIO ARMANI
Retail Operation Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
ANONIMA
Product Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
WAYCAP SPA
Impiegato/a Commerciale
Tempo Indeterminato · MIRANO
ANONIMA
Visual Merchandising Manager
Tempo Indeterminato · AREZZO
GIFRAB ITALIA S.P.A.
HR Manager
Tempo Indeterminato · PALERMO
CONFIDENZIALE
Visual Merchandising Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
Pubblicità
Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 ago 2019
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

Non solo Versace, anche magliette di Coach e Givenchy scatenano polemiche in Cina

Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 ago 2019

Nei giorni scorsi, intense polemiche hanno investito il brand Versace, e la sua direttrice artistica Donatella Versace, in Cina. I media cinesi hanno denunciato che su una t-shirt venduta da Versace nel Paese asiatico apparivano nomi di città con la nazione di appartenenza sbagliata, in particolare non venivano elencate Hong Kong e Macao come parte della Cina.

Il retro della maglietta incriminata messo in risalto da un post cinese su Weibo - Ansa


Dopo la rivolta sui social, l'attrice cinese Yang Mi ha deciso di interrompere la cooperazione con Versace, accusando la casa di moda di voler attentare all'integrità nazionale. Versace ha fatto sapere di aver ritirato le magliette dai negozi il 24 luglio scorso e di averle poi distrutte.
 
Immediatamente, Donatella Versace si è scusata sui social network: “Mi dispiace profondamente per lo sfortunato errore”, ha scritto su Facebook. “Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità Nazionale della Cina”.

Lo scorso autunno era stato il marchio Dolce & Gabbana a finire nella bufera in Cina per uno spot ritenuto offensivo, che aveva portato alle scuse dell'azienda e all'annullamento di alcune sfilate.

Le scuse di Donatella Versace - Ansa


Intanto, gli ambassador cinesi di alcuni marchi di moda, tra i quali Coach e Givenchy, hanno rotto il contratto con loro perché affermano che non abbiano rispettato la sovranità della Cina, identificando Hong Kong e Taiwan come nazioni indipendenti.

Pechino è particolarmente attenta al modo in cui le società straniere descrivono territori come Hong Kong e Macao, ex colonie europee che ora fanno parte della Cina, ma che operano con un alto grado di autonomia.
 
Hong Kong, ex colonia britannica restituita alla Cina nel 1997, è piombata da alcune settimane nella sua più grave crisi politica da decenni a questa parte, una spina nel fianco per il governo centrale di Pechino.
 
Liu Wen, la modella testimonial di Coach in Cina, ha dichiarato su Weibo di aver rotto il suo contratto con il marchio di New York per una T-shirt simile, che definiva Taiwan uno stato, mentre la Cina ritiene che l'isola sia una provincia ribelle ed intende recuperarne la sovranità.

Coach, come Versace, è finito in una bufera mediatica in Cina - Coach


“Chiedo scusa a tutti per il danno che ho causato a causa della mia scelta poco saggia del marchio!”, scrive in un post pubblicato su Weibo, l’equivalente cinese di Twitter. “Amo la mia patria e proteggo fermamente la sovranità della Cina”, ha aggiunto.

Coach, di proprietà del gruppo Tapestry, ha dichiarato di aver scoperto questo “grave errore” nel maggio del 2018 e di aver immediatamente ritirato le T-shirt da tutti i canali distributivi. “Coach rispetta e sostiene la sovranità e l'integrità territoriale della Cina”.
 
Nel frattempo, il cantante cinese Jackson Yee ha dichiarato sempre a Weibo di aver rotto con il francese Givenchy, marchio di proprietà di LVMH, dopo le critiche a una delle sue magliette, che presentava Taiwan e Hong Kong come nazioni a sé stanti.
 
Givenchy non si è reso disponibile nell’immediato per commentare queste informazioni.

Con Ansa

© Thomson Reuters 2021 All rights reserved.