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Pubblicato il
17 ott 2012
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Non c'è pace per il Gruppo Sixty

Pubblicato il
17 ott 2012

Continua il calvario del Gruppo teatino Sixty, da settembre in concordato preventivo, e soprattutto dei suoi dipendenti, che vedono il proprio futuro diventare sempre più incerto.

Una pubblicità di Energie

All'incontro del 16 ottobre, a Roma, presso il ministero dello Sviluppo Economico, la nuova proprietà Crescent Hyde Park (che continua a non mostrarsi, preferendo inviare agli incontri solamente i suoi rappresentanti legali), al fine di scongiurare il fallimento dell'azienda avrebbe proposto la creazione di una nuova società, nella quale confluirebbero però solamente 50 dei 400 dipendenti in organico.

Senza contare, poi, che il piano di salvataggio del fondo asiatico prevede anche la chiusura di 40 punti vendita, sui 60 totali aperti in tutta Italia dal Gruppo, con la conseguente perdita di altri 250 posti di lavoro.

L'offerta non è stata digerita dai politici locali e dai sindacati, che fanno sapere di ritenere più idonea quantomeno la procedura di amministrazione controllata in luogo del fallimento e che, non solo temono che si arrivi allo smantellamento dell'impianto, ma anche che Crescent Hyde Park abbia esclusivamente l'obiettivo di impossessarsi dei 5 brand del gruppo di moda giovane (Miss Sixty, Energie, Killah, Murphy&Nye e RefrigiWear) che dal 1° gennaio saranno a loro disposizione, considerato che a dicembre scade l'affitto da parte di Sixty SpA.

Giovedì 18 ottobre è in agenda un'assemblea generale con tutti i lavoratori e verranno messe a punto le iniziative per contrastare il fallimento. In programma poi un nuovo tavolo d'incontro tecnico con il ministero il 29 ottobre, sempre a Roma.

Gianluca Bolelli

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