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Pubblicato il
1 dic 2020
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Nomisma: in Italia sale un'onda verde di consumi sostenibili delle persone e di sensibilità green nella moda

Pubblicato il
1 dic 2020

La terza ed ultima tappa romana (dopo quelle di Milano e Firenze) dell'iniziativa “The age of new visions”, studiata da UniCredit in collaborazione con Pitti Immagine, Camera Nazionale della Moda Italiana, Altaroma e Nomisma per riflettere sugli scenari economici e le strategie per agevolare la ripartenza del settore moda, ha fatto capire come la pandemia di Covid abbia fatto aumentare l'attenzione degli italiani per gli acquisti di prodotti di moda sostenibili che rispettino l'ambiente e il benessere degli animali, e che durino più di una stagione.


L'analisi Nomisma presentata in occasione dell'incontro di Roma mostra infatti una 'onda verde' che sta modificando le abitudini degli italiani. Il forum, coordinato da Cristiano Seganfreddo, Presidente e Editore di Flash Art, è stato aperto dai saluti di benvenuto di Silvia Venturini Fendi, Presidente di Altaroma, Raffaello Napoleone, Amministratore Delegato di Pitti Immagine, e Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana.

Per Francesco Giordano, Co-CEO Commercial Banking Western Europe di UniCredit, “i modelli di consumo degli italiani sono sempre più attenti alla sostenibilità ambientale, etica e sociale, anche nel comparto moda. Il trend della maggiore attenzione a simili temi si è rafforzato durante la pandemia: il 27% degli italiani ha infatti aumentato gli acquisti di prodotti sostenibili/eco-friendly ed è cresciuta anche l'attenzione delle istituzioni nazionali e globali”.


“Come UniCredit siamo consapevoli che la costruzione di un futuro sostenibile è una sfida più che mai decisiva”, ha continuato Giordano. “Lavoriamo sempre più in questa direzione: dal 2008 abbiamo dimezzato le emissioni di gas serra, per arrivare ad un -60% entro il 2020 e ad un -80% entro il 2030. Per quanto riguarda il settore delle energie rinnovabili, aumenteremo i finanziamenti del 25% entro il 2023”.

Anche secondo lo studio presentato da Silvia Zucconi, Responsabile Business Intelligence della società bolognese Nomisma, l’emergenza sanitaria da Covid non ha spostato l’attenzione del consumatore dai temi della sostenibilità. Ha, anzi, aumentato la consapevolezza degli impatti che le attività umane producono sull’ambiente: nel mondo 7 cittadini su 10 sono oggi più consapevoli di questo, mentre il il 57% degli europei nell'ultimo anno ha cambiato stile di vita per adottare comportamenti sostenibili.


Non solo, “dall’inizio della pandemia il 27% dei consumatori italiani ha aumentato l’acquisto di prodotti sostenibili ed ecofriendly e il 21% da punti vendita che promuovono prodotti sostenibili. Prodotti di aziende che operano nel rispetto dei lavoratori sono invece stati scelti con maggior frequenza da 1 italiano su 5”, ha rivelato la Zucconi.

Nei prossimi 12 mesi, continua lo studio di Nomisma, per quasi 1 italiano su 2 sarà importante acquistare abiti, calzature e accessori prodotti con metodi che rispettino l'ambiente e tutelino il benessere animale. Il 37% degli italiani, invece, si appresta a fare acquisti ragionati prediligendo capi che durino più di una stagione. Otto italiani su 10 vorrebbero conoscere la provenienza delle materie prime utilizzate nella produzione degli abiti, calzature e accessori che acquistano. Il 72% invece vorrebbe conoscere l'impatto ambientale collegato alla produzione dei prodotti moda e lusso che comprano (in termini di emissioni di CO2, impronta idrica, ecc…).


Già prima della pandemia le aziende del fashion italiano erano attive sul fronte della sostenibilità: il 64% delle imprese del tessile, abbigliamento e pelletteria adottavano misure per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività, ha continuato Silvia Zucconi nella sua presentazione, mostrando che il Covid ha rappresentato un acceleratore rispetto all’adozione di strategie per la sostenibilità dell’offerta e dei processi produttivi dell’azienda (29% delle imprese), alla revisione della supply chain tramite una catena di fornitura più legata al territorio (20%) e all’implementazione di strategie a favore della sostenibilità sociale (18%).

Per le imprese del settore moda e lusso italiano, la sostenibilità rappresenta, inoltre, una leva per la ripartenza del settore, nota Nomisma: nei prossimi 12/18 mesi l’11% delle società proporrà prodotti sostenibili e attenti all’ambiente come strategia di risposta agli effetti e ai cambiamenti generati dal Covid. Per lo stesso motivo, il 6% adotterà processi di produzione a basso impatto ambientale, mentre il 4% delle aziende investirà in iniziative e strategie sostenibili.

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