Nina Ricci nomina direttori creativi i vincitori di Hyères 2018, Rushemy Botter e Lisi Herrebrugh

Nina Ricci ha nominato i vincitori del Festival di Hyères 2018, Rushemy Botter e Lisi Herrebrugh, suoi nuovi condirettori artistici, scegliendo quindi due stilisti relativamente sconosciuti per dirigere una delle case di moda parigine più famose.

La coppia Rushemy Botter e Lisi Herrebrugh - Leon Mark

La prima collezione di Botter e Herrebrugh per Nina Ricci sarà quella per la stagione Pre-Fall 2019, che viene generalmente presentata nel mese di gennaio di ogni anno. Invece, la loro prima collezione completa sarà l’Autunno-Inverno 2019/20, che sarà presentata nel marzo del 2019 nel corso della sessione di sfilate parigine.
 
La coppia olandese è balzata agli onori della cronaca ad aprile quando i due hanno vinto l’ultima edizione del Première Vision Grand Prix a Hyères, storicamente il riconoscimento più ambito in Europa per i giovani designer. La lista dei precedenti vincitori del premio include bei nomi come quelli di Anthony Vaccarello e Viktor & Rolf.
 
Il duo, che vive in Olanda, ha prodotto una collezione di abbigliamento maschile che presentava immagini di pescatori dei Caraibi e che era indossata da un cast di modelli tutti di pelle nera. Un'estetica giocosa, con un messaggio sociale incluso, che comprendeva abiti multi-decostruiti e motivi forti e vivaci dipinti direttamente sui tessuti: i codici della moda venivano quindi sovvertiti e mescolati con uno stravagante umorismo.
 
In breve, un'estetica che è ben lontana da quella raffinata e romantica della fondatrice Nina Ricci, che ha lanciato la propria casa di moda nel 1932.
 
“Siamo estremamente onorati di prendere parte a questo fantastico progetto. Con la sua moda decisamente femminile, Nina Ricci per noi incarna lo splendore e il savoir-faire delle grandi case di moda. È questo DNA che intendiamo utilizzare per creare una nuova ventata d'aria fresca, quello di una donna ancorata nella sua stessa epoca, una donna forte e positiva”, hanno detto Botter e Herrebrugh in un comunicato.
 
Invece Charlotte Tasset, direttore generale di Nina Ricci, ha commentato: “Sono molto felice di dare il benvenuto a Rushemy e Lisi nel cuore della casa di Nina Ricci. Fondamentalmente ancorato nella loro epoca, il loro universo creativo esprime forza emotiva, un'onestà davvero singolare e impertinenza. Associata con la delicatezza e la poesia che fanno parte della loro visione, questa estetica unica darà alla luce una nuova donna Nina Ricci”.
 
Botter (32 anni), è nato nell’isola caraibica di Curaçao, mentre la Herrebrugh (28 anni), è nata ad Amsterdam, dove entrambi sono cresciuti. Il primo ha studiato all’AMFI di Amsterdam, la seconda all’Accademia di Anversa, dove la coppia ha vissuto per nove anni.
 
La casa di moda francese è controllata dalla famiglia Puig di Barcellona, che controlla anche altre quattro maison – Jean Paul Gaultier, Paco Rabanne, Carolina Herrera e Dries Van Noten, l’ultima delle quali hanno appena comprato nell’estate di quest’anno.
 
Sebbene sia un nome famoso, i cui designer hanno spesso ricevuto grandi apprezzamenti dalla critica, Nina Ricci ha cambiato sei stilisti in questo scorcio di secolo, prima della nomina odierna. La lista include creatori molto ammirati, come Lars Nilsson, Olivier Theyskens, Peter Copping e Guillaume Henry.
 
Il gruppo Puig è principalmente conosciuto come azienda di profumi, e non è noto per investire notevoli risorse nelle sue case di moda. In effetti, ha fermato l’attività nel prêt-à-porter di Gaultier appena un anno dopo aver acquisito il controllo del’azienda dello stilista francese, pur mantenendo il suo atelier di alta sartoria e le sfilate. Quindi, data la mancanza di esperienza del duo olandese, saranno sicuramente fatte insinuazioni e speculazioni nelle prossime settimane sul fatto che che Nina Ricci abbia voluto scegliere un'opzione relativamente economica piuttosto che ingaggiare un designer rinomato.
 
Detto questo, i Puig saranno anche applauditi per aver affidato un marchio di moda di questo calibro nelle mani di due relativi neofiti. Non si potrà mai dire che non sono stati audaci.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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