New York Fashion Week: i principali trend

Forse è stata una fashion week alquanto tranquilla quella di New York, con più colpi di scena per quanto riguarda le location (l’allegra combriccola della moda è andata ovunque, da East Brooklyn al Carlyle Hotel, da un vicolo malmesso a Chinatown al garage a Bedford di Ralph Lauren), ma alcuni trend chiave sono comunque emersi. Eccone 5:

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Fenty X Puma - PE2018 - Womenswear - New York © PixelFormula - © PixelFormula

L’athleisure è ben lontano dall’essere finito

Rihanna ha riassunto l’intera ossessione per l’active sportswear con i suoi short da ciclista, i top in neoprene e le salopette in nylon blu Pacifico, abbinate a scarponcini da montagna logati. Public School ha presentato trench in nylon semitrasparente tagliati come abiti da cocktail e felpe come mini-abiti. La scarpa della stagione è stata senza dubbio la calzatura tecnica e sportiva, come da Dion Lee, con alcuni modelli notevoli con borchie cromate, o da Marc Jacobs, dove i sandali high-tech sembravano pantofole o erano ricoperti da frange e fiocchi.
“Non dimentichiamo che per New York lo sportswear è importantissimo. Non vedrete niente del genere quando tornerete in Europa! Ma tessuti stretch, parka tecnici con cordoncino in vita, capi in seta di nylon sono ancora alla moda in America”, ha dichiarato Linda Fargo, Fashion Director di Bergdorf Goodman, il cui unico punto vendita è il più celebre department store di moda del Paese.

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Tom Ford - PE2018 - Womenswear - New York - © PixelFormula

Tailleur e spalline anni ’80
Tom Ford ha inaugurato la stagione con un blazer rosa dorato con spalline a punta, e ha presentato una dozzina di giacche larghe nel suo show. Da Oscar de la Renta, il duo Laura Kim e Fernando Garcia ha presentato giacche allungate per tutta la sfilata. Mentre per il loro brand, Monse, hanno fatto sfilare in passerella blazer doppiopetto in tessuti a quadri. “Il tailleur con le spalline non è ancora finito, credetemi!”, ha commentato sorridendo Tracy Margolies, Chief Merchant di Saks Fifth Avenue.
 
Morbido versus strutturato

I vestiti tendevano a fluttuare questa settimana a New York, con molti abiti “foulard” o da sera che ondeggiavano senza toccare il corpo. Tory Burch ha aperto la sfilata con caftani e tuniche in stile David Hicks che sventolavano nel bellissimo giardino del Cooper Hewitt institute. Mentre da Coach il fulcro della collezione è stato un piccolo abito scivolato che si gonfiava a ogni passo, e le camicie da uomo di Monse erano ampie come dei paracadute.
“Mi piace quello che Laura e Fernando stanno facendo per Monse. Penso abbiano ‘spaccato’ in questa stagione”, ha dichiarato entusiasta Fargo.
 
Moda nostalgica
Il desiderio di un’epoca più elegante, lontana dalla grettezza dell’attuale dibattito politico americano. Soprattutto da parte dei designer non newyorchesi. Come il texano Brandon Maxwell con il suo glamour da cocktail, o la venezuelana Carolina Herrera, con la sua ode a Audrey Hepburn e Grace Kelly all’interno del Museum of Modern Art. O ancora la brillante collezione di Creatures of the Wind, i cui soprabiti artigianali si ispiravano alla ribellione contro culturale degli anni ’60.

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Calvin Klein - PE2018 - Womenswear - New York - © PixelFormula

Americana
Più che da qualsiasi altra parte, il suo spirito soffiava da Calvin Klein, anche se la visione di Raf Simons corrisponde di più al lato turbolento del sogno americano. Mentre da Coach, un omaggio a Keith Haring ha trasmesso l’ottimismo della scena artistica newyorchese.

Versione italiana di Laura Galbiati

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