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AFP-Relaxnews
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
23 ago 2022
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Negli Stati Uniti, una hotline aiuta i giovani a rinunciare alla fast fashion

Di
AFP-Relaxnews
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
23 ago 2022

Fanatici della fast fashion, volete disintossicarvi? Negli Stati Uniti è appena stata istituita una hotline per consentire alle generazioni più giovani di finirla con la moda usa e getta, considerata estremamente inquinante e nefasta per l'ambiente. Un'iniziativa firmata ThredUp, specialista dell'usato, in collaborazione con una delle star della serie Stranger Things, Priah Ferguson.

DR


Tanto popolare quanto contestata, la fast fashion è l'obiettivo di una nuova importante campagna, che negli Stati Uniti ha preso forma con l’istituzione di una hotline, ovvero una linea diretta, telefonica. La piattaforma di vendite di vestiti di seconda mano ThredUp ha collaborato con la giovane attrice americana Priah Ferguson, nota per il suo ruolo nella serie di successo Stranger Things, per sensibilizzare gli adolescenti sui mali della “moda veloce”. Un'iniziativa che segue la pubblicazione di un report sulle abitudini di acquisto della Gen Z americana, che mostra una certa dipendenza dalla moda usa e getta.

Una vera dipendenza

Condotto in collaborazione con GlobalData, il sondaggio rivela che un acquirente su tre della Gen Z si autodescrive come un drogato di fast fashion. Un'osservazione che può sorprendere alcuni, ma che soprattutto dimostra la necessità per questa fascia di età di accedere alle nuove tendenze a un costo inferiore, nonostante una forte coscienza ecologica.

Contrariamente alla credenza popolare, gli Z hanno ben in mente che la fast fashion ha effetti dannosi sull'ambiente. Più di un giovane intervistato su due (51%) dichiara di voler interrompere o ridurre i propri acquisti di fast fashion, giustificando tale posizione con la volontà di rivolgersi a una moda più sostenibile ed etica. Ma la tentazione data dai prezzi allettanti - per non dire ridicoli - sembra prevalere, dal momento che quasi la metà degli intervistati definisce difficile resistere a questa moda effimera.

Risultato: ThredUp ha affrontato il problema frontalmente con l’istituazione della sua “Fast Fashion Confessional Hotline”. Sebbene il lancio di una linea diretta per porre fine alla fast fashion possa far sorridere, l'iniziativa è in realtà molto seria.
 
La piattaforma dell'usato ha invitato l'attrice americana Priah Ferguson a incoraggiare le nuove generazioni, attraverso messaggi diffusi sulla suddetta hotline, accessibile tramite il numero 1-855-THREDUP, a “rompere definitivamente con la fast fashion (...) e ad adottare abitudini d'acquisto più sostenibili”.

Una campagna di grande portata
 
Non ci è voluto molto perché il numero di questo ‘telefono amico’ facesse il giro dei social, promosso dall'eroina di Stranger Things, ma anche da giochi e concorsi proposti su varie piattaforme, tra cui Instagram. Le 'Fast Fashion Addicted' sono addirittura invitate a lasciare un messaggio vocale per raccontare aneddoti (negativi) sulla moda usa e getta. Non contenti di ascoltare i consigli di Priah Ferguson, i consumatori possono anche scoprire la sua selezione di abbigliamento per l’autunno su ThredUp.

“Sono una grande fan della moda, sempre alla ricerca delle ultime tendenze, ma ci tengo anche a mantenere il nostro pianeta sano e forte. (…) Dopo aver appreso quanto la fast fashion sia dannosa per l'ambiente, ho deciso di non fare più acquisti in questo modo. Spero che la hotline ispiri le persone a cambiare le loro abitudini di acquisto e a pensare ai negozi dell'usato. Anche piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza per il nostro futuro”, ha affermato l'attrice in un comunicato.

Come si sarà compreso, questa iniziativa attacca sì le malefatte della fast fashion, ma punta contemporaneamente a promuovere il concetto della seconda mano, che permette di prolungare la vita dei vestiti a condizione… di non consumarne in modo eccessivo. Va ricordato che questa non è l'unica alternativa per consumare in modo più ragionato. Puntare su determinati materiali sostenibili, come canapa e lino, o optare per l'upcycling, persino la stampa 3D, o farsi riparare i vestiti invece di buttarli via, sono tutte soluzioni per ottenere un guardaroba più ecologico. Alcuni attori della moda, come Clear Fashion, offrono ai consumatori l'opportunità di fare acquisti più consapevoli anche fornendo loro informazioni sull’impatto causato dai vestiti sulla salute delle persone o sull’ambiente.
 
Alternative che alla fine potrebbero distogliere il pubblico dalla fast fashion. Tuttavia, resta un elemento, di non poca importanza, di cui tenere conto: l'inflazione. Il costante rialzo dei prezzi in molti settori potrebbe rimescolare le carte, in un modo o nell'altro, favorendo servizi volti ad allungare la vita degli abiti, o, al contrario, incoraggiando un modello basato su prezzi molto bassi a scapito delle condizioni di lavoro dei dipendenti e del pianeta.

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