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Pubblicato il
14 feb 2020
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Moncler: passaggio a voto maggiorato incrina l'immagine del brand

Di
Reuters
Pubblicato il
14 feb 2020

La proposta di introdurre il voto maggiorato rischia di danneggiare l’immagine di Moncler agli occhi degli investitori. Il gruppo italiano, famoso per i suoi piumini da oltre 1.000 dollari, intende concedere più potere di voto agli investitori fedeli. La mossa rafforzerebbe la posizione del numero uno e principale azionista Remo Ruffini nelle trattative potenziali con pretendenti come Kering, ma potrebbe irritare gli investitori. 

@moncler


L’assemblea del 16 marzo ruoterà attorno al presidente e amministratore delegato Ruffini, l’architetto della straordinaria evoluzione di Moncler da marchio fallito di abbigliamento da sci a stella del settore del lusso. Moncler vuole introdurre la possibilità di raddoppiare i diritti di voto agli investitori che mantengono le azioni per almeno due anni. Ciò permetterebbe a Ruffini, che ha il 22,5% di Moncler, di aumentare i suoi diritti di voto fino al 29,9%, ha spiegato il gruppo. 

La proposta si discosta dal principio ‘un’azione, un voto’ che ha funzionato per Moncler fin dalla quotazione nel 2013, rendendola una delle poche aziende del lusso a livello mondiale non controllata attraverso schemi azionari speciali o tramite le partecipazioni sproporzionate dei fondatori. Il presidente di Richemont, Johann Rupert, probabilmente il peggior esempio di questo fenomeno, controlla metà dei diritti di voto del gruppo svizzero con una quota inferiore al 10%. La legge italiana del 2014, a cui Moncler si rifà per adottare il voto multiplo, aveva come obiettivo quello di incoraggiare le aziende a controllo familiare a quotarsi o a sbloccare capitale per investimenti, non di aumentare l’influenza dei manager delle società quotate. 

È difficile credere che i cambiamenti proposti siano scollegati da possibili scenari di fusioni e acquisizioni future. Il successo di Moncler ha trasformato l’azienda in una preda. Ruffini ha detto a dicembre di aver avuto contatti con il colosso del lusso Kering, anche se entrambi i gruppi affermano che non ci sia niente sul tavolo. Con il voto maggiorato Ruffini potrebbe bloccare più facilmente una proposta di acquisto sgradita. 

Moncler sta anche proponendo alcuni miglioramenti a livello di governance. Separerà il ruolo di amministratore delegato da quello di presidente e aumenterà il numero dei consiglieri indipendenti. Una clausola di caducità cancellerà lo schema di voto maggiorato nel 2028, quando Ruffini avrà circa 65 anni. 

Si tratta di una scelta difficile per gli azionisti. Ruffini ha lavorato molto bene finora. Sostenere il voto maggiorato significa concedergli ancora più peso nelle decisioni strategiche future. Tuttavia, anche senza i diritti di voto aggiuntivi, il manager ha già molto potere decisionale: gli investitori potrebbero cadere nel panico se un’offerta ostile lo allontanasse. Riscrivere le regole di voto rappresenta un passo indietro.

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