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Pubblicato il
13 ott 2019
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Moda, vino e arte: Italia e Francia a confronto nel forum a Casa Vendemmia

Pubblicato il
13 ott 2019

Il binomio Francia-Italia è sinonimo di cultura. Due Stati fortemente connessi, contrassegnati da storiche rivalità e portatori nel mondo di invidiate eccellenze, quali vino, moda e arte. Il rapporto tra i due Paesi è stato discusso nel forum “Moda, vino e arte. Italia e Francia a confronto”, andato in scena a Milano, nella cornice di Casa Vendemmia, lo scorso 9 ottobre, per i 10 anni di La Vendemmia.


Organizzato da Montenapoleone District in collaborazione con Class Editori, l’incontro ha fatto emergere spunti di riflessione molto interessanti su turismo, cultura, esportazioni, internazionalizzazione e sostenibilità ambientale, tutti argomenti trasversali ai tre settori analizzati.
 
“Grazie al patrimonio italiano senza pari di biodiversità agroalimentare e enogastronomica, possiamo offrire quello che altri non sanno offrire. L’esperienza sensoriale sta diventando sempre più importante nella scelta della destinazione turistica. Con il Made in Italy della moda e del design ci sono grandi potenzialità per l’economia italiana che vanno organizzate a sistema. L’enoturismo e il fenomeno dei wine lovers unito alle bellezze artistiche e architettoniche del nostro Paese può valorizzare le cantine”, ha commentato l’assessore regionale, Fabio Rolfi.

“Siamo arrivati al decimo anniversario con risultati importanti. Con La Vendemmia abbiamo voluto offrire una esperienza a 360 gradi. Abbiamo creato un concept per far vivere a clienti e associati una esperienza unica. Da una serata con 18 brand, siamo oggi ad oltre 100. Celebriamo i vini italiani con l’asta, il Wine Tasting ed abbiamo coinvolto anche gli hotel che si movimentano così anche in un mese tra i più tranquilli dell’anno”, ha proseguito il presidente di Montenapoleone District, nonché CEO e Presidente di Larusmiani, Guglielmo Miani.
 
“La Vendemmia rappresenta oggi una ragione in più per venire a Milano. Esportando l’evento prima a Roma e poi a Shanghai vogliamo far conoscere il vino italiano all’estero e il pregio dei nostri prodotti. Per quanto riguarda la mia esperienza come imprenditore nella moda, Italia e Francia hanno sempre collaborato, l’Italia è fondamentale per i marchi francesi. Se nella moda sfruttano molto il nostro know-how, nel vino abbiamo molto imparare da loro soprattutto nel marketing, nelle strategie di distribuzione e internazionalizzazione. E poi c’è il tema della sostenibilità, in Larusmiani produciamo abiti fatti a mano in Italia. Sartoriale è una parola abusata. La nostra manualità e l’artigianalità sono i valori che il mondo ci chiede, in Italia è sempre più difficile però siamo in grado di dare vita a prodotti meravigliosi che i clienti più sofisticati al mondo ricercano. Inoltre, il mondo sta cambiando in maniera veloce, anche noi da 20 anni produciamo tessuti ecosostenibili e gruppi come Kering hanno incominciato ad acquistare questi prodotti. Così si assiste ad una accelerazione nelle richieste da parte dei clienti, segno che si sta sviluppando una cultura più attenta all’ambiente. Questo deve essere il challenge nel nostro futuro”, ha aggiunto Miani.
 
“Moda, vino e arte sono una cosa sola che sintetizza le caratteristiche dell’Italia”, ha spiegato Paolo Panerai, vice-presidente esecutivo del Comitato Grandi Cru d’Italia, editor-in-chief e CEO del gruppo Class e proprietario di importanti aziende vinicole. “Nell’asta straordinaria di martedì a favore di Dynamo Camp, dove sono stati raccolti oltre 45 mila euro, c’è stata una sintesi tra vino e arte” ed ha aggiunto: “La competizione con la Francia c’è. Là esiste una gran tradizione, ma ricordiamo che furono gli etruschi i primi a vendere il vino ai francesi, che fino ad allora bevevano la birra perché erano barbari. Il Comitato Grandi Cru d’Italia è stato fondato per rappresentare la diversità offerta dall’Italia e il nome stesso Gran Cru ha un senso anche in Cina dove i vini italiani sono assolutamente competitivi”, ha concluso Panerai.

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