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28 mar 2022
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Moda motore della ripresa del Made in Italy

Di
Ansa
Pubblicato il
28 mar 2022

"L'industria della moda si candida a essere uno dei principali motori della ripresa italiana: lo dimostrano il dinamismo, la vitalità e la capacità di plasmare l'innovazione e anticipare i cambiamenti, di cui si è parlato in questa due giorni fiorentina sul futuro del fashion, che vuole diventare un forum annuale di riferimento per il settore". È il bilancio tracciato dal presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi, su 'Future For Fashion 2022', primo evento italiano dedicato alla moda e alle sue interazioni, organizzato da Confindustria Firenze, in collaborazione con il Comune e il Centro Firenze per la Moda Italiana.

Il tessile di Parto - @cittadiprato


"Ora”, ha proseguito Bigazzi, “si tratta di far diventare le numerose proposte, idee, spunti emersi, in azioni di politica industriale dedicata ad un settore che porta nel mondo la bandiera del made in Italy".

"Quello della moda è mondo che, pur attraversando un momento molto complesso, non rinuncia alla crescita, all'espansione, alla conquista di nuovi mercati e di nuovi settori. E lo fa con una visione chiara: non rinunciare alle proprie caratteristiche. La situazione è difficile ma siamo un grande Paese, con una classe imprenditoriale fenomenale: ce la faremo anche stavolta", ha detto Maurizio Marchesini, vice presidente di Confindustria e presidente di Marchesini Group Spa. "Sono personalmente convinto che il desiderio di cultura, di libertà, di piacere che la moda rappresenta crescerà. La moda è l'antitesi della guerra, perché appunto è cultura, è bellezza, è voglia di vivere, e per questo ci sarà sempre fame di moda non appena il mondo sarà rinsavito. È importantissimo per il settore moda italiano che i capi filiera si prendano cura della propria supply chain, e noi, come Confindustria, faremo la nostra parte per evidenziare al governo italiano ed europeo le esigenze di questa particolare, preziosa, ma anche fragile filiera".

"Da sempre”, prosegue Marchesini, “il fattore dimensionale ha rappresentato un limite alla crescita e allo sviluppo delle imprese italiane, anche se va detto che proprio la dimensione ridotta ha salvaguardato i valori di artigianalità, cura maniacale per il prodotto e passione per il mestiere, tipica di questo mondo". "Ai problemi endemici si è aggiunta la crisi energetica, che sta letteralmente impedendo alle filiere più a monte di lavorare. La filiera è importante non solo per questioni etiche, ma per fini strettamente industriali: avere un forte background di fornitori, di partner preparati ed appassionati è la nostra garanzia contro l'omologazione, la nostra carta vincente per la flessibilità, l'adattamento a nuove esigenze e a nuovi mercati", aggiunge il vice presidente di Confindustria. “Se dovessi riassumere in uno slogan, direi local come produzione e global come mercato”. “Certamente non tutti i problemi della moda italiana e tutte le soluzioni possono essere contenuti in questa formula".

Marchesini ha ricordato il progetto 'Brave Italy', coordinato da Renzo Rosso, "con lo scopo di trasformare la way of life italiana, riconosciuta e ammirata in tutto il mondo, in un modello di vita e di business, connotandola in chiave di modernità, sostenibilità e attenzione al sociale".

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