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9 giu 2020
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Moda junior: diversificazione e approccio digital per uscire dalla crisi

Pubblicato il
9 giu 2020

La moda bambino vede almeno un anno in flessione: meglio dell’adulto, ma il suo vero banco di prova sarà il prossimo estivo. Luce in fondo al tunnel più vicina, invece, per chi ha investito su digitale e diversificazione delle produzioni, che permetteranno di compensare più velocemente le perdite. 

Licia Angeli


Licia Angeli, imprenditrice del kidswear con il marchio Nanan e vicepresidente nazionale dei Giovani di Confindustria, ha le idee chiare su come uscire dalla crisi del covid. FashionNetwork.com l’ha incontrata per parlare delle strategie di rilancio del comparto, tornato in pista tre settimane prima dell’adulto, beneficiando di una riapertura anticipata dei negozi.
 
In questo periodo “sono aumentate le vendite legate alla continuità della nascita dettate dalla necessità, ma è mancato l’acquisto emozionale”, spiega Angeli, in corsa per il rinnovo della presidenza degli under 40 di Confindustria con delega a ‘Manifattura e Made in Italy’ nella squadra di Riccardo di Stefano.

Lo scoppio della pandemia ha frenato la “forte crescita del comparto evidenziata da Smi nei primi due mesi dell’anno”, prosegue l’imprenditrice. “Il 70% dei rivenditori, ad oggi, non ha ancora venduto l’estivo. Lo slittamento dei saldi ad agosto potrebbe aiutare, ma” – sottolinea – “il vero danno si vedrà a partire dalla Pe 2021, con ordini che rischiano di essere dimezzati o cancellati”.
 
Per recuperare il terreno perso, afferma, “le aziende dovranno orientare l’attività oltre l’abbigliamento, verso accessoristica e nuovi canali, per esempio facendo leva sulla conversione di parte delle produzioni, avviata da febbraio per la fornitura di mascherine”.
 
L’approccio digital sarà il vero spartiacque per il settore. Il mercato “premierà le aziende che hanno già intrapreso questo percorso; chi è arrivato tardi va incontro a un calo maggiore del business e dovrà attendere più tempo per vederne i benefici”.
 
La crisi richiede uno sforzo di sistema e anche le istituzioni hanno dovuto fare la loro parte. “Le misure del governo”, però, “non sono sufficienti e le tempistiche ancora da rivedere”, sostiene Angeli. “Molte imprese hanno anticipato la cassa integrazione ai dipendenti. Il credito bancario è stato snello, ma è pur sempre un indebitamento. Infine, la burocrazia sarà di ostacolo alla ripresa”.
 
Anche la moda bambino, basata sulle stesse tempistiche dell’adulto, è stata investita dalla riflessione sui ritmi del fashion scaturita durante il lockdown. “Veniamo da anni di rincorse frenetiche tra case di moda, con gli stilisti chiamati a disegnare collezioni considerate ‘vecchie’ ancora prima di essere presentate. Oggi occorre ridurre le uscite e riscoprire l’eleganza senza tempo, come ha suggerito il maestro Armani”, conclude Licia Angeli.

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