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Moda italiana al palo nel primo trimestre

Di
Reuters
Pubblicato il
today 20 mag 2019
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Brusca frenata per il settore della moda italiana, cresciuta nel primo trimestre del 2019 di solo 0,2% dopo un decennio di espansione intorno al 3% annuo. Lo ha detto il presidente della Camera nazionale della Moda Carlo Capasa che ha chiamato in causa le tensioni internazionali sul commercio che pesano su un comparto industriale trainato dalle esportazioni. 

@valentino


Un rallentamento al quale “si deve prestare attenzione” e che rafforza l’appello lanciato al governo di non alzare l’IVA sul settore. 

“Sento parlare di aumenti dell’IVA per alcuni settori specifici. Spero non si pensi alla moda, che è la seconda industria italiana e la prima per export. Ammazzare la gallina perché fa uova buone non mi sembra una scelta intelligente”, ha dichiarato il presidente della CNMI in occasione della presentazione della settimana milanese della Moda Uomo, che poi sarà solo un weekend lungo dal 14 al 17 giugno.

“La moda non è solo lusso, ma un’industria che occupa migliaia di persone e che è trainante per tutta l’economia italiana”, ha detto Capasa. “La situazione internazionale è quel che è, l’aumento dell’IVA certo non aiuterebbe”, ha commentato. 

La Moda Uomo, preceduta da Pitti a Firenze, sarà aperta come di consuetidine da Ermenegildo Zegna e chiusa il lunedì pomeriggio da Giorgio Armani, che così contribuisce ancora una volta a presidiare anche l’ultima giornata prima che il sistema volga i suoi occhi alle sfilate di Parigi. 

Secondo i dati forniti da Capasa, la moda maschile vale il 39% delle esportazioni italiane del settore e, se si toglie l’Europa, supera quella femminile salendo al 55% dell’export extraeuropeo “grazie alla forte domanda del mercato Uomo cinese”.

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