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Moda e coronavirus: arrivano le mascherine fashion, ecologiche e per i bambini

Pubblicato il
1 mag 2020
Tempo di lettura
4 minuti
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Il prolungarsi della pandemia di coronavirus ha fatto sì che molte aziende del fashion abbiano iniziato a convertire la propria produzione in dispositivi di protezione, come mascherine e camici. Ora anche questa attività, così come le disposizioni governative, sta entrando in una sorta di “Fase 2”, che accanto ai dispositivi di tipo tradizionale, vede la produzione di mascherine colorate, in tessuti particolari o addirittura abbinabili ai capi di abbigliamento.

La mascherina Maestrale di Fly 3

 
È il caso, ad esempio, del brand marchigiano Fly 3, che da una quindicina di giorni ha avviato la produzione di una vera e propria “capsule collection” di mascherine filtranti, realizzate con i tessuti presenti in azienda, in un’ottica di riuso e riciclo, e con TNT, il “tessuto non tessuto” impiegato nella produzione di abbigliamento medico. Poetici i nomi scelti per i vari modelli, che richiamano il mondo dei venti e del mare, a cui il marchio è particolarmente legato: Maestrale, Tramontana, Scirocco, Libeccio e Levante. Per adattarsi meglio alle differenti dimensioni del volto, l’azienda ha realizzato le mascherine in due “taglie”, M e S, oltre ad aver pensato ai più piccoli, con tre modelli declinati anche in versione bimbi; per il prossimo inverno, quando probabilmente le mascherine faranno ancora parte della nostra quotidianità, Fly 3 sta lavorando a modelli realizzati in maglia a due strati, con la possibilità di inserire il filtro nella tasca intermedia, e abbinabili alla collezione del brand.
 
Hanno pensato ai bambini anche lo specialista aretino del kidswear Monnalisa, che ha avviato una produzione di mascherine under 12 in fresco cotone 100%, realizzate con le iconiche fantasie del brand (che ha consegnato il primo lotto al reparto pediatrico dell’Ospedale San Donato e fornirà il secondo a una casa famiglia del territorio, oltre a darle come omaggio per gli acquisti e-commerce), e il marchio di abbigliamento 0-3 anni Ninnaoh, che ne ha donate migliaia ai vari enti comunali del territorio e ai reparti malattie infettive dell'Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, al quale ha donato anche 1.000 gambali protettivi.

Ninnaoh ha realizzato mascherine per i più piccoli

 
Wrad, design studio e marchio di moda green, ha deciso di avviare la produzione di mascherine riutilizzabili, prodotte con le rimanenze di tessuti a magazzino e realizzate in fibre organiche recuperate dalle passate produzioni; il 10% dei ricavi ottenuti dalla vendita delle mascherine sarà devoluto al progetto di CNMI #TogetherForTomorrow, una raccolta fondi volta a supportare la nuova generazione di designer italiani e piccole aziende di moda. La torinese Pattern, a cui fa capo il brand di capispalla Esemplare, ha annunciato il lancio della mascherina “E Mask”, progettata grazie alla tecnologia 3D in chiave sostenibile, riutilizzabile, confortevole e made in Italy; al progetto hanno collaborato diverse realtà italiane, come Olmetex, azienda comasca specializzata nei tessuti tecnici cotonieri, e DualSanity, azienda proprietaria del marchio Gibaud.

Tra le altre importanti imprese del nostro Paese che hanno convertito la propria produzione in mascherine ci sono anche Carlo Pignatelli, che donerà i dispositivi di protezione realizzati nella sua sartoria di Torino ad enti locali che li distribuiranno alla città di Torino; Mirabello Carrara, lo specialista della biancheria da letto, che da fine maggio venderà sul proprio e-commerce mascherine in tessuto di puro cotone, sottoposto a uno speciale trattamento idrofobico e antimicrobico e con strato interno filtrante in TNT, in cinque diverse fantasie; e l’azienda pugliese di design Natuzzi, che ha iniziato a produrre nel proprio stabilimento di Ginosa (TA) mascherine chirurgiche caratterizzate da una capacità di filtraggio dei batteri del 99,7% e da un’ottima traspirabilità.

Anche il brand di moda green Wrad ha avviato la produzione di mascherine

 
Sul fronte internazionale, Chantelle, gruppo francese specializzato in lingerie, ha annunciato di aver avviato una produzione di 500.000 mascherine alla settimana, realizzate nei propri stabilimenti con materiali certificati Oeko-Tex 100. Dopo aver prodotto e donato 2 milioni di mascherine al Ministero della Salute, che le ha distribuite nei centri ospedalieri di tutte le regioni della Spagna, l’insegna catalana di abbigliamento Mango confezionerà 13.000 camici di polietilene usa e getta destinati al personale sanitario, dopo aver trasformato il suo abituale processo di creazione di campionario in un sistema di produzione di camici su grande scala, che coinvolge 30 dipendenti dell’azienda.
 
Infine, numerose realtà hanno deciso di donare dispositivi di protezione per sostenere medici, infermieri, ricercatori e volontari impegnati in prima linea nella lotta contro il Covid-19. Tra queste, Carvico e Jersey Lomellina hanno donato 10.000 mascherine all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; la maison cinese Hui ha fornito 10.000 mascherine e 200 visiere facciali protettive al Dipartimento della Protezione Civile del Comune di Milano; mentre Kiko, l’insegna cosmetica controllata da Antonio Percassi, ha annunciato la donazione di 50.000 dispositivi di protezione individuale a favore del territorio, di cui 10.000 all’Ospedale da Campo di Bergamo allestito presso lo spazio Fiera e 40.000 all’ATS Bergamo (Agenzia di Tutela della Salute), che le ridistribuirà a circa 1.000 medici di famiglia e pediatri, alle USCA (unità speciali di continuità assistenziale) e alle 65 case di riposo del territorio.                                                                                   

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