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Pubblicato il
18 mar 2020
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Moda: Confindustria Toscana Nord lancia il Patto di filiera "anti-coronavirus"

Pubblicato il
18 mar 2020

In questo periodo di emergenza, Andrea Cavicchi, Presidente della Sezione Moda di Confindustria Toscana Nord, si è fatto promotore di un patto tra le imprese volto nell’immediato a preservare la filiera del comparto, ma che pensa anche alle potenziali problematiche post pandemia, proponendo un “Tavolo post-emergenza Covid-19”.

Andrea Cavicchi, Presidente della Sezione Moda di Confindustria Toscana Nord

 
Il sistema moda dell'area Prato-Pistoia-Lucca conta su 7.300 imprese e oltre 43.000 addetti dei settori tessile, abbigliamento e calzature, per un export totale di circa 2,7 miliardi di euro. Le imprese associate a Confindustria Toscana Nord sono il 5% del totale, ma rappresentano circa il 70% del fatturato.  
 
“Il nostro territorio presenta una filiera produttiva composta da tantissime aziende di micro, piccole e medie dimensioni, molte artigianali e a conduzione familiare, con lavorazioni anche molto diverse tra loro”, ha spiegato Andrea Cavicchi a FashionNetwork.com. “La situazione attuale avrà un impatto immediato in termini di chiusure, per quelle realtà in cui un dipendente o anche un esterno in contatto con l’azienda dovesse risultare positivo al virus, o per quelle imprese che, per tipologia di produzione, si rendono conto di non potersi adeguare alle norme di sicurezza. Per questo motivo abbiamo deciso di promuovere un patto di solidarietà che abbia le sue basi sui concetti di unità di distretto, di collaborazione e di correttezza, per salvaguardare le realtà più colpite”.

In termini di azioni concrete, il patto potrebbe riguardare ad esempio lo scambio di materie prime tra le aziende o il fatto che un’impresa svolga in contro terzi, e a costi particolari, il lavoro di un’altra impresa costretta alla chiusura. La correttezza si potrà concretizzare invece nel non approfittare dello stop di una delle realtà del distretto per sottrarle i clienti.
 
“In un solo giorno, 50 imprenditori, su circa 400 aziende associate, hanno risposto positivamente al nostro invito. Il mio appello è aperto anche ad altri distretti e ad altre categorie, Confartigianato ha già dato la propria disponibilità a condividere gli obiettivi del Patto”, prosegue Cavicchi. “Ma pensare solo all’immediato non basta, a mio avviso la vera crisi arriverà in seguito, in termini ad esempio di mancati pagamenti da parte dei clienti”.
 
Per questo motivo il Presidente auspica la creazione di un Tavolo di crisi permanente, che veda la partecipazione delle imprese, delle istituzioni e degli Istituti di credito per la creazione di progetti di filiera volti a superare le criticità legate all’epidemia, ma anche quelle già esistenti, come la necessità di maggiore innovazione e internazionalizzazione.
 
“Abbiamo attraversato diverse crisi di tipo economico, come quelle del 2001 e del 2008, ma oggi siamo di fronte a una situazione diversa, completamente nuova, per cui è davvero difficile prevederne le conseguenze”, conclude Cavicchi. “Volendo dare un messaggio positivo, potrebbe anche essere una scossa utile per abbandonare certe esasperazioni del nostro settore, come i consumi eccessivi, e per cominciare a fare davvero Sistema”.

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