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22 feb 2022
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Mipel Lab torna a Lineapelle con 16 aziende espositrici e una nuova Immersive Room

Pubblicato il
22 feb 2022

Mipel Lab, il concept fieristico e digitale ideato da Assopellettieri, che ha fatto il suo debutto lo scorso settembre all’interno di Lineapelle, torna per la sua seconda edizione nel salone dedicato al settore della pelletteria, che si svolge dal 22 al 24 febbraio a FieraMilano Rho, con alcune importanti novità, come ha raccontato a FashionNetwork.com Franco Gabbrielli, Presidente di Assopellettieri.


Franco Gabbrielli, Presidente di Assopellettieri

 
“Per questo secondo appuntamento abbiamo aumentato gli espositori dai 12 di settembre a 16, con l’ingresso di alcune importanti realtà. L’opportunità di partecipare al progetto non è aperta a tutti, le aziende sono attentamente selezionate da un comitato di cinque persone sulla base di molteplici requisiti”, spiega il Presidente. “La maggior parte di queste aziende producono conto terzi e non hanno un loro brand, quindi non potevano presenziare ad un salone come Mipel. Mipel Lab nasce proprio per consentire anche a queste realtà, che dispongono di competenze industriali e artigianali eccezionali, di mostrare il loro lavoro ai buyer presenti a Lineapelle, che in questo modo oltre ai materiali possono trovare in fiera anche dei partner produttivi".
 
New entry del progetto sono BMB Manifattura Borse, Colonnelli 2.0, Falor e Frassineti, che si aggiungono alle 12 aziende già presenti sin dalla prima edizione: Bric’s, DiMar Group, Mabi International, Metalstudio, Most, Pelletteria Fiorentina Montecristo, Sapaf, Tigamaro, P.&C., Rica, Tivoli e Tripel Due. Sedici realtà che sviluppano complessivamente un giro d’affari di oltre mezzo miliardo di euro e occupano circa 2.500 addetti diretti, oltre all’indotto, e hanno una presenza media sul mercato da oltre 40 anni.

Un’altra novità di questa seconda edizione di Mipel Lab è la “Immersive Room”: uno spazio in cui il visitatore può vivere un’esperienza immersiva alla scoperta di tutte le fasi della filiera della manifattura italiana di pelletteria, rappresentate attraverso una serie di oggetti iconici che, una volta appoggiati sul tavolo interattivo al centro della stanza, ne mostrano con brevi video ogni aspetto e ne fanno comprendere caratteristiche e sfaccettature, riproducendo addirittura i rumori della manifattura.


Lo spazio Mipel Lab all'interno di Lineapelle

 
Infine, un altro progetto che dovrebbe vedere la luce tra circa un mese è la piattaforma digitale ideata da Mipel Lab per mettere in contatto brand di tutto il mondo con i produttori italiani di pelletteria più adatti alle loro esigenze. “I marchi potranno inserire nella piattaforma le caratteristiche dei prodotti che vogliono realizzare e l’intelligenza artificiale proporrà loro fino a un massimo di tre aziende in grado di soddisfare le loro richieste”, ci spiega Gabbrielli. “La piattaforma partirà con i 16 espositori di Mipel Lab, ma è aperta ad altre realtà che presentino i requisiti richiesti. È anche un modo per aiutare le aziende italiane ancora poco internazionalizzate a farsi conoscere all’estero. Con Lineapelle siamo già stati a New York e saremo anche a Londra e a Shanghai; inoltre, grazie alla preziosa collaborazione di ICE, per questa edizione milanese aspettiamo delegazioni di brand dagli Stati Uniti e dal Regno Unito”.
 
Per quanto riguarda l’andamento del comparto italiano della pelletteria nel 2021, Gabbrielli si mostra ottimista: “I numeri ci portano a pensare in positivo, anche se c’è una differenza tra le aziende che producono conto terzi, che hanno performato molto bene, e quelle che invece hanno marchi propri, che hanno incontrato maggiori difficoltà. Il 2022 è partito bene, l’unico problema a livello di fatturati è che a gennaio a causa della pandemia ci sono stati dei problemi legati alla forza lavoro, con un 20% circa di presenze in meno”.

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assopellettieri, nei primi 9 mesi del 2021 il settore della pelletteria made in Italy ha registrato un aumento del +23,7% nella domanda estera e del +16,3% delle vendite in Italia, rispetto al 2020. In particolare, nel terzo trimestre i fatturati sono cresciuti del 19,8% e gli ordini del 24,3%.
 
Il divario rispetto al 2019 pre-Covid resta però significativo: nei primi 9 mesi l’export risulta del -10% in valore al di sotto, mentre gli acquisti al dettaglio in Italia del -13%; a soffrire maggiormente sono le piccole e medie imprese. Secondo le prime proiezioni sulla chiusura d’anno, il 2021 dovrebbe presentare un fatturato settoriale in crescita del +25%, con un gap sul 2019 compreso tra il -15 e il -20%. Il processo di progressivo recupero è ostacolato principalmente dal forte aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi dell’energia, oltre che dalle preoccupazioni relative all’evolversi della pandemia.

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