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Milano saluta sneaker e felpe, in passerella torna il vestito

Di
Ansa
Pubblicato il
20 set 2018
Tempo di lettura
3 minuti
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Bye bye sneaker e felpe, le donne vogliono tornare a vestirsi e a farlo senza tante sovrapposizioni, perché spesso basta un abito per sentirsi eleganti: il messaggio parte dalla passerella di N21, rimbalza su quella di Alberta Ferretti, risuona nella fabbrica abbandonata scelta da Jil Sander per la sua sfilata.

Alberta Ferretti - PE 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Magari non sarà un addio allo streetstyle, che nei negozi rimarrà sempre, ma una dichiarazione di intenti questo sì. Lo dice chiaro e tondo Alessandro Dell'Acqua, che con la sua N21 ha scelto di "guardare al passato per pensare al futuro". "Dopo tante stagioni di moda street, sportiva, che ha obbligato tutti a fare i ragazzini”, ha raccontato il creativo, “volevo tornare al vestito vero, perché il nostro compito è anche quello di educare alla creatività".

Ecco quindi un lavoro di sottrazione, quasi di scarnificazione, con gli abiti T-shirt di jersey indossati sotto un'intelaiatura di paillettes o di piume e con le scarpe di plexi che lasciano il piede nudo. E poi la mini e la T-shirt in duchesse con volant e piccola fibbia, l'abito in chiffon vetrificato, il cappotto di struzzo color mandarino, la gonna a matita in multiprene, tessuto solitamente usato per le coppe dei reggiseni, l'anorak in duchesse verde con zip sulla schiena e i tubini couture con grandi fiocchi in cotone tie and dye.

Da applausi, così come il racconto sfaccettato della femminilità contemporanea portato in passerella da Alberta Ferretti. Sotto i grattacieli, sfilano sulle note di Lucio Battisti "le mie donne speciali, forti e attente a ciò che accade loro intorno, ma delicate e piene di poesia". Le loro "innocenti evasioni" - incarnate in passerella da Gigi e Bella Hadid, Kendall Jenner e Kaia Gerber - vanno dagli abitini di cotone in pizzo sangallo ai maxi zaini in crochet, dalle mini con grandi tasche ai giubbini di denim, dal top di seta con pizzo ai cargo a vita alta, dagli abiti in chiffon ricamati alle tute corte in popeline, dalle camicie ampie in chiffon ricamato ai capi lunghi costruiti come sahariane.

Jil Sander - PE 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Da Jil Sander la coppia Lucie e Luke Meier trova l'equilibrio nei contrasti, partendo dal concetto di uniforme per esplorare il confine tra libertà e disciplina. Così le bluse color mastice hanno volumi boxy, i pantaloni sono ampi e con un maxi risvolto, portati con i sandali da samurai con la zeppa altissima. La camicia a righe lunga come un vestito si porta con gli stivali a calza spuntati, i risvolti delle maniche della T-shirt si fanno evidenti così come i revers della giacca che scivolano sul dorso, nella variante del blazer portata al rovescio e abbinata allo stivaletto da boxe con la punta da scarpetta da danza classica.

Un mix che funziona anche nella fusione tra materiali tecnici e altri organici, la stessa che si vede in passerella da Arthur Arbesser, che abbina juta e tessuti spalmati in oro. Elementi primitivi e riferimenti sartoriali sono anche al centro della collezione di Brunello Cucinelli, che veste il suo “charme rustico” di lino e canapa e li accosta a tele paracadute e fluide viscose, proponendo la giacca come nuovo cardigan, da abbinare alle gonne in tulle o ai pantaloni extralarge, stretti in vita da fusciacche.

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