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Milano: la moda laboriosa è tornata

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 26 feb 2019
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Il saluto che a Milano viene generalmente rivolto ad un amico è ‘buon lavoro’, augurio che, dopo una settimana molto impegnativa vissuta nella capitale della moda italiana, riassume benissimo lo stato d'animo e lo stile di Milano.

Sportmax - Autunno-Inverno 2019 - Milano - Foto: Sportmax/ Instagram


“Milano è come una bolla in Italia. Il pPaese sarà anche in difficoltà, ma qui in città si percepisce una nuova energia. Marchi rinascono, nuovi edifici sorgono e nuove idee emergono”, afferma Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda.
 
I vestiti da party sono stati rari e si sono visti in poche sfilate molto lontane tra loro; a dominare le scene è stata l’eleganza pulita. La parola d'ordine era "sostenibile", dalla moda all’architettura – come la nuova struttura iconica della città, il notevole “Bosco Verticale” a Porta Nuova; due condomini, ognuno alto 120 metri, ricoperti di piante e fiori in un eco-paesaggio bio-diversificato.

Qual è stato il più grande accessorio della stagione? La borsa da uomo per le donne lavoratrici, realizzata come fondina, gilè o sciarpa di pelle per viaggiatori globali indaffarati. Al suo meglio l’abbiamo ammirata, in una splendida e frizzante espressione dello sportswear italiano, da Sportmax.

Sportmax - Autunno-Inverno 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Sportmax
La collezione junior di Max Mara (probabilmente la più influente marca di cappotti da donna d’alta gamma del mondo), ovvero Sportmax, ha realizzato una bellissima sfilata in questa stagione.
 
La collezione ha anche visto il debutto di una nuova gamma di occhiali, prodotti da Marcolin, che fabbrica tra gli altri anche quelli di Tom Ford, Pucci e Zegna – molti dei quali realizzati in forme asimmetriche. Invece le due idee principali nel ready-to-wear sono state lo split suit– in una stagione in cui gli abiti da festa sembravano esser stati ufficialmente banditi – con giacche tagliate come bomber e giubbotti; e la gonna – resa futuristica, ma storta.
 
Sebbene la sorpresa più grande siano probabilmente state le grosse cinture e sciarpe e i massicci gilet di cuoio – tutti con le zip; nuovi accorgimenti funzionali che hanno aggiunto una spinta militaresca alla moda.

Jil Sander - Autunno-Inverno 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Jil Sander
Da Jil Sander l'invito ha anticipato l'idea giorni prima che la prima delle modelle uscisse in passerella.
 
Canovacci d’alta classe in juta di lino - materiale pratico e robusto rifinito con una striscia rossa. Proprio come molti degli abiti in questa collezione per l’Autunno 2019, presentata dentro a una nuova location per le sfilate, un’ex fabbrica di panettonenella zona nord di Milano.
 
Uno spettacolo di classe, in cui un violoncellista si è esibito prima, durante e dopo il défilé, suonando alcune note molto profonde all’apparire della prima modella. A volte, la costruzione e il taglio sono diventati un po' troppo complicati, ma la coppia di designer Luke e Lucie Meier merita di essere applaudita per la propria visione singolare. Cappotti e abiti in lana Melton senza maniche, con collo a V, spalle larghe e spacco ai lati, di colore nero oppure in molteplici versioni in bianco, ecrù, crema e pietra. Molti rifiniti con bellissimi disegni di uccelli selvatici. La risposta a quella noiosa domanda che tanti giornalisti hanno chiesto per mesi (“Chi otterrà i favori del cliente Celine, prima fedele a Phoebe Philo?”) si trova probabilmente da Jil Sander.

Salvatore Ferragamo - Autunno-Inverno 2019 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Salvatore Ferragamo
È stato il giorno delle veterane da Salvatore Ferragamo, dove un cast di espertissime supermodelle ha sfilato in uno show e con una colonna sonora che hanno fatto riferimento agli anni '80.
 
Con sullo sfondo il classicone dei Tears for Fears “Everybody Wants to Rule the World”, la collezione ha evidenziato la pura forza produttiva di Ferragamo, presentando alcuni abiti estremamente ben fatti.
 
Creata in una tavolozza di colori austera (dal grigio scuro al verde foresta) la linea si è aperta con gonne al ginocchio tagliate in modo fluido; tute gessate o in pelle di vitello e strette in vita come quella indossata da Maggie Rizer. Il cast includeva una mezza dozzina di veterane come Liya Kebede, Alek Wek e Kirsty Hume.
 
Le gonne a metà polpaccio con taglio impeccabile in lana scozzese, e le piccole borse realizzate in tessuti simili, sono sembrate eccezionali, come parecchi stivali logati. Tantissima pelle, in particolare in notevoli pantaloni e caban in pelle scamosciata rifiniti con strisce di pelle a contrasto; mentre un immenso cappotto cocoon color mogano, ha però riassunto uno dei punti deboli della collezione – la silhouette poteva essere un po’ più elegante e slanciata.
 
Questa collezione co-ed è stata la prima di Paul Andrew da quando è stato promosso questa settimana nel ruolo di direttore creativo globale del brand. Il gentiluomo americano è generosamente uscito a salutare il pubblico insieme a Guillaume Meilland, che rimane in società come designer dell’abbigliamento maschile di Ferragamo, e si unisce ad Andrew come direttore del suo studio.

Borsalino, campagna pubblicitaria - Foto: Borsalino


Borsalino
Una vecchia conoscenza ed un uomo esperto del mondo del lusso, Giacomo Santucci, è apparso da Borsalino e improvvisamente il marchio di cappelli più famoso al mondo sembra di nuovo in movimento.
 
Il suo primo progetto: concentrarsi su alcune collaborazioni di alto profilo. E Santucci ha già parecchie grandi idee in cantiere. Per l’alta moda, spera di poter collabore con alcune tra le più importanti maison di Haute Couture, tra cui ad esempio Christian Dior. Per gli amanti della moda di ricerca, il produttore di cappelli con 162 anni di storia lavorerà con Sacai, dove il designer Chitose Abe ha reso questo marchio con sede a Tokyo amato da tutti coloro che apprezzano l'avanguardia.
 
Lo scorso luglio, il gruppo di investitori con sede in Svizzera Haeres Equita ha acquisito il controllo di Borsalino come unico offerente nell'asta per aggiudicarsi il marchio, famoso per aver realizzato il cappello floscio di Humphrey Bogart in "Casablanca" e il cappello di Harrison Ford in "Indiana Jones".
 
“Borsalino è un accessorio davvero unico. Quindi si è trattato di creare nuovi dialoghi molteplici in un mercato sempre più complesso”, ha dichiarato Santucci, ex vicepresidente di Gucci ed ex Managing Director della divisione vendita al dettaglio e licenze di Dolce & Gabbana.

Vivetta - Autunno-Inverno 2019 - Milano - Foto: Vivetta/ Instagram


Vivetta
Da quando Brunello Cucinelli è apparso dall’Umbria per diventare il più grande nuovo boom nei settori dell’alta moda e del lifestyle in Italia, la gente ha cominciato a cercare potenziali nuove stelle provenienti da quella regione.
 
L’ultima a fare sensazione è stata Vivetta, una astutamente insolita ed eccentrica creatrice di una moda bizzarra d’ispirazione retrò. Da quando Alessandro Michele ha reso questa una cosa ‘in’ da Gucci, il mercato è andato in cerca di un designer dalle idee simili, e la risposta deve proprio essere Vivetta Ponti, con il suo zuccheroso stile surrealista. La Ponti è cresciuta ad Assisi, dove ci permettiamo di ricordare che il più famoso abitante della città, San Francesco, era solito parlare con gli uccelli….
 
Cappotti di seta floreali e astratti a macchie; pantaloncini di seta rosa con enormi fiocchi; giacche a quattro tasche in stile Chanel e stravaganti velluti floreali; cappelli giganti con le fessure per gli occhi nelle loro tese. Inoltre, un cappotto enorme fatto di orsacchiotti color sorbetto; o un tutù da ballerina rifinito con un pettorale in velluto borchiato e ricami dorati. Lo show è stato allestito a Palazzo Clerici, la location ideale, visto che sul soffitto si poteva ammirare il giustamente famoso affresco di Tiepolo della corsa dei carri degli dei dell'Olimpo. Funky operistico con un tocco commerciale.

Foto: 032C/ Instagram


032C
Poche persone lavorano più duramente dei DJ impegnati, e la loro boutique prediletta è Antonioli, sui Navigli di Milano. Claudio Antonioli è ora una figura chiave della moda milanese, perché oltre al suo negozio ha lanciato nel contempo New Guards, gruppo che comprende fra gli altri i brand Off-White, County of Milan e Heron Preston.
 
In questa stagione ha organizzato una festa divertente per 032C, la rivista di Berlino che possiede una propria linea di abbigliamento. Da tute tecniche in grigio stucco e Felpe Omen ad alcune attraenti nuove T-shirt con sopra ritratti di Walter Benjamin, il grande saggista e critico culturale ebreo tedesco. Sul retro delle magliette nere si potevano trovare le parole di Bertolt Brecht: “Nei tempi bui. Si canterà ancora? Sì, si canterà ancora. Dei tempi bui”.
 
La moda come utile promemoria della fragilità dei nostri ideali e Paesi democratici – per non dimenticare quanto è bello vivere in uno stato multipartitico dove si può effettivamente votare per il proprio governo.

Arizona Muse per Officina del Poggio a Milano


Officina del Poggio
Infine, un marchio che lavora con impegno sulla sostenibilità: Officina del Poggio, disegnato da Allison Hoeltzel Savini, una texana che vive in Toscana, e supportato dalla supermodel ed eco-attivista Arizona Muse.

Le due hanno mostrato borsette rettangolari e ovali fatte di parti di pelli di animali che erano state buttate via (come delle zampe di struzzo); oppure delle tote bag in affascinante pelle di salmone. Il tutto seguito da borse leggere, ma robuste, con interni fatti di pioppo, il più vigoroso degli alberi.
 
“Si tratta di evitare gli sprechi. Usando ciò che prima era stato gettato”, ha detto la Muse a proposito del brand, la cui ultima collezione è chiamata “Journey to the Serengeti” (“Viaggio nel Serengeti”, ndr.).

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