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Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
10 gen 2020
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4 minuti
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Milano Fashion Week uomo: London Calling!

Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
10 gen 2020

La settimana milanese della moda maschile, che ha preso il via venerdì 10 gennaio nella capitale lombarda, conta su una collaborazione inedita con la sua omologa britannica, la London Fashion Week Men’s. Partnership che le ha consentito, in particolare, di integrare nel calendario la sfilata del designer londinese d’avanguardia Samuel Ross con il suo brand A-Cold-Wall. Inoltre, ha guadagnato una mezza giornata, concludendosi infatti martedì 14 gennaio, anziché lunedì come d’abitudine, con la sfilata di Gucci.

La settimana della moda uomo di Milano è ai blocchi di partenza; in questa foto un look Magliano - CNMI


Il marchio principale del gruppo Kering, che da diverse stagioni faceva sfilare al sua linea maschile durante la Fashion Week femminile, è infatti tornato a Milano Moda Uomo, così come N°21 e Salvatore Ferragamo. A questi tre nomi vanno aggiunti Iceberg, che torna a Milano dopo tre stagioni sulle passerelle londinesi; Miaoran, dopo la defezione della scorsa stagione; Prada, dopo la sfilata a Shanghai lo scorso giugno; e MSGM, che aveva scelto di celebrare il suo decimo anniversario a Pitti Uomo.
 
Dei ritorni importanti per l’appuntamento milanese, in caduta libera da anni, penalizzato dalla fuga di molti marchi verso altri formati o destinazioni e dalle difficoltà dei brand più giovani a consolidarsi in un contesto sempre più competitivo. Il capoluogo lombardo moltiplica gli sforzi per restare attraente, tanto da aver annunciato la presentazione di 77 collezioni per l’autunno/inverno 2020-21, tra cui 27 sfilate ufficiali. Ma non è riuscito a impedire, ancora una volta, una miriade di defezioni.

A partire da Versace, che farà sfilare l’uomo durante la moda donna, così come Philipp Plein, che sfilerà con la donna a febbraio. Tra gli assenti anche: Palm Angels, che ha deciso di non sfilare durante l’uomo; Pal Zileri, senza Direttore Artistico al momento; United Standard, che ha optato per una presentazione, così come Les Hommes, in fase di transizione con un nuovo management; Miguel Vieira, tornato in Portogallo. Altre label emergenti non potranno sfilare questa stagione, come M 1992, EdithMarcel, Youser e il brand giapponese Bed J.W. Ford.
 
La collaborazione con il British Fashion Council (BFC), ente che rappresenta la moda britannica, cade alla perfezione, portando a Milano aria nuova con il tanto atteso show di A-Cold-Wall, lunedì 13. Un’altra iniziativa, denominata "London Show Rooms", permetterà di scoprire il lavoro di dieci designer britannici emergenti e di cinque giovani italiani che frequentano scuole londinesi. Da notare anche la presenza a Milano delle griffe inglesi Stella McCartney e Alexander McQueen.
 
“Noi siamo un’eccellente piattaforma commerciale, mentre Londra è più creativa. Abbiamo sempre voluto promuovere questo tipo di avvicinamento tra le diversità di ciascuna Fashion Week. È una ricchezza. È anche un messaggio politico abbastanza forte, in pieno dibattito sulla Brexit, per dimostrare che noi ci auguriamo che i nostri Paesi continueranno a collaborare”, sottolinea Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana.

Il brand cinese Reshake sfila per la prima volta a Milano - Reshake Instagram


Accanto agli stilisti inglesi, le passerelle milanesi ospitano questa stagione altri tre talenti emergenti internazionali: il marchio urban danese Han Kjøbenhavn, che nelle ultime stagioni ha sfilato a Parigi fuori calendario; la label di streetwear alto di gamma Reshake, nata a Shanghai nel 2013 e detenuta dal colosso cinese dell’abbigliamento Mark Fairwhale, che conta più di 130 boutique in Cina.
 
Il terzo nome nuovo è JieDa, brand fondato nel 2007 da Hiroyuki Fujita, che si ispira alla cultura street giapponese. Dopo aver lavorato per 10 anni nell’industria tessile, il designer quarantenne ha lanciato in parallelo l’insegna multimarca Kikunobu, che conta tre boutique a Tokyo, Osaka e Shimane. Prodotto in Giappone, JieDa è distribuito nel Paese in una quarantina di negozi.
 
Tra i nuovi arrivi, infine, Marco De Vincenzo con la sua nuova linea di prêt-à-porter maschile, lanciata lo scorso giugno a Pitti Uomo, e Fabio Quaranta, che ha già sfilato a Milano nel 2013, all’interno di White. Non mancano inoltre i “tenori” del Made in Italy, da Armani a Dolce & Gabbana, passando per Fendi.
 
Milano ha anche ospitato alcuni momenti speciali, come lo show-anniversario di DSquared2, che ha festeggiato i suoi 25 anni durante la serata di apertura, il 10 gennaio, nell’ex scalo ferroviario di Porta Romana, diventato un’enorme sala concerti, la Social Music City.
 
La sfilata di Ermenegildo Zegna ha invece accolto il mondo fashion al lato opposto della città, nella zona nord, nell’ex quartiere industriale della Bovisa, all’interno di una fonderia. Stesso quartiere, domenica, per Sunnei, che ha scelto degli studi televisivi. I party di Michael Kors, Brunello Cucinelli e GQ hanno infine animato una settimana eccitante.

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