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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 set 2022
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4 minuti
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Milano Fashion Week: in chiusura Giorgio Armani, Benetton e Moncler

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
26 set 2022

Ultime 24 ore fatte di contrasti nella stagione delle passerelle milanesi, con protagonisti lo stilista più famoso d'Italia (Armani) e il marchio più mass market dello Stivale (Benetton, con il debutto di Andrea Incontri), seguiti da una marcia di massa da Moncler.

Giorgio Armani: rassicurazioni elegiache
 
C'era qualcosa di rassicurante nell'ultima sfilata di Giorgio Armani: il fatto che dopo la pandemia, la guerra in Ucraina e la crisi economica uno stilista potesse ancora presentare una collezione così disinvoltamente elegante e raffinata.

Giorgio Armani - Primavera-Estate 2023 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Presentata all'interno di uno showroom grigio pallido realizzato su misura all'interno del suo storico palazzo di Via Borgonuovo, la collezione aveva tutta l'eleganza argentina che si associa alla linea distintiva di Armani, insieme a un accurato mix di ricami degni dell’alta moda.

Molto prima che gli stilisti europei diventassero ossessionati dalla Cina, Armani nella sua immaginazione era già andato in quel luogo e infatti molteplici riferimenti asiatici erano alla base di questa collezione. Il set era persino composto da versioni in vetro di rami di bambù verticali.

Dai dhoti ai pantaloni salwar; a giacche coolie e blazer rifiniti con motivi del Rajasthan. La maggior parte della decorazione floreale faceva riferimento a fiori e fauna tropicali, mentre i gioielli esotici sembravano tutti orientali.

Nel finale, una dozzina di modelle, tutte vestite in argento, hanno compiuto una languida passeggiata lungo la passerella. Quasi un tutorial di moda, in cui lo stilista piacentino ha messo in mostra l'abilità che possiede nel drappeggio e la precisione del proprio atelier.

Non c'è da stupirsi che la maggior parte del pubblico si sia alzata in piedi per attribuirgli un'intensa ovazione quando è uscito a salutare. Dopo i suoi passi esitanti e il finto barcollare che ha mostrato da Emporio giovedì, c'è stato un sospiro di sollievo collettivo quasi percepibile quando è apparso.

Non c’è da preoccuparsi: con gli occhi lucidi, e vestito con un abito decostruito blu navy, un Armani ben saldo e sicuro sulle gambe ha sfruttato apertamente il momento, abbandonandosi alle adulazioni. Felice come raramente aveva dimostrato di essere, in quanto sapeva di aver tirato fuori una limpida e corposa dichiarazione di moda. Un designer che – persino a 88 anni – non smette mai di lavorare.

Benetton: i frutti della vita
 
C'è un designer più popolare a Milano, o in Italia, di Andrea Incontri? Lo stilista si è goduto ben due minuti di ovazione al termine del suo debutto da Benetton.

Benetton - Primavera-Estate 2023 - Womenswear - Milano - Benetton


Ogni secondo era meritato, vista la collezione allegra, super brillante e ricoperta di frutta che ha realizzato per l'etichetta veneziana, allestita all'interno del suo flagship in Corso Buenos Aires, la principale via dello shopping per il mass market a Milano.

Meglio aver preso un cappuccino prima di questo show programmato alle 10 di mattina, così brillante era la tavolozza dei colori, che si apriva con una ventina di look letteralmente in rosa e arancione. Tutto era in queste tonalità, dai vestitini Coco in leggero tweed di cotone alle minigonne a portafoglio; dalle gonne in maglia a coste lunghe fino al ginocchio ai reggiseni in maglia; fino alle vestaglie in spugna celesti o giallo canarino.

Una collezione completa, con sneakers alte, armoniosi coccodrilli Benetton e persino stivali da giardinaggio in gomma con stampa di limoni. Borsette, tote e pochette erano abbinate alla vibrante tavolozza dei colori.

Dozzine di maglie avevano motivi di frutta; mele alte 20 centimetri, manciate di fragole,  maglieria con motivi di pesche bianche e nere. Elementi visti in un total look di shorts, due pezzi, tote bag e cappello a cloche. Cui sono seguiti completi simili, ma con ciliegie e mele selvatiche.

“Volevo focalizzarmi sul prodotto, un prodotto industriale, dove i contrasti sono molto importanti. Ma anche su un po' di dolcezza e sull'idea della cura di sé. Ecco perché ho messo così tanta frutta. Le persone vogliono il corpo perfetto, quindi è bello avere il frutto perfetto!”, ha spiegato Incontri.

Moncler: il trionfo del piumino

Questa domenica, cinquanta milioni di italiani si sono recati alle urne, pronti a eleggere il primo governo così orientato a destra dai tempi dell'epoca fascista. Sabato sera, Moncler ha organizzato uno show pubblico con circa 1.972 comparse che si sono esibite in marce sincronizzate e saluti in stile militare. Tutto conforme a un unico codice di abbigliamento: interamente bianco. Il tutto pensato per celebrare i 70 anni di Moncler e dei suoi ormai onnipresenti piumini.

Moncler, la collezione PE 2023 presentata nell'evento a Milano davanti al Duomo - Moncler


La somiglianza visiva con marce e raduni dei regimi totalitari era francamente inquietante. Non vogliamo in nessun modo accusare Moncler o il suo staff di avere opinioni politiche reazionarie. Ma data l'attuale situazione politica come minimo ci ha fatto pensare.

Troppo spesso, i gesti manuali dei figuranti e le manovre ripetitive hanno ricordato quelle folli manifestazioni di massa per Kim Jong Un in Corea del Nord, o il Trionfo della Volontà di Leni Riefenstahl. Se vi sembra troppo allarmistico, potete facilmente controllare tali somiglianze rivedendo i video su Google.

Inconsapevolmente, la celebrazione del compleanno di Moncler ha imitato il linguaggio cinematografico della propaganda. Infinite marce di gruppo o movimenti sincronizzati e saluti militari in scena davanti al Duomo di Milano, come se la cattedrale vi stesse offrendo la propria benedizione.

Diversi giornalisti in apertura hanno espresso la loro preoccupazione, anche se nell'euforia trasmessa dallo show nessuno sembra aver scritto di parallelismi visivi che paiono ovvi. Dopo una giornata stabile, tanta pioggia, che ha fatto sì che lo spettacolo si sia svolto molto tardi sabato sera.

Durante tutto il fine settimana, molti stilisti - da Cavalli, Gucci e Bottega Veneta, solo per citarne alcuni - hanno espresso pubblicamente la loro preoccupazione per la minaccia che credono rappresenti la leader di destra Giorgia Meloni. Meloni vuole negare ai gay il diritto di adottare, vuole espellere gli immigrati, ridurre i diritti LGBT e limitare l'aborto. Anche se quando chiediamo un’opinione su questo ai dirigenti del lusso la loro reazione è generalmente solo una smorfia imbarazzata.

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