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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 giu 2020
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Michael Kors rinuncia a sua volta a sfilare in settembre

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
15 giu 2020

Michael Kors rilancia il dibattito sul calendario della moda. Il designer newyorchese annuncia che non sfilerà il prossimo settembre, ma presenterà la propria collezione tra la metà di ottobre e la metà di novembre tramite una presentazione i cui contorni sono ancora da definire. Questa lontananza dalle passerelle forse continuerà anche fino a febbraio 2021.

L'ultimo show di Michael Kors per l'AI 2020/21 - © PixelFormula


L'idea del marchio è di tornare con la sua linea Michael Kors Collection a produrre e presentare due collezioni all’anno, una per la primavera-estate e l’altra per l’autunno-inverno, in modo da permettere “un approccio più razionalizzato nei negozi”. La decisione viene presa dopo che la pandemia di Covid-19 ha rivelato le distorsioni dell'attuale sistema moda, con i propri ritmi frenetici e la sua sovrapproduzione di capi, tanto da generare una presa di coscienza di questi eccessi tra molti stilisti.
 
“Penso da molto tempo che il calendario della moda debba cambiare. Sono entusiasta di vedere il dialogo aperto sul calendario lanciato all'interno della comunità della moda – da Giorgio Armani a Dries Van Noten passando per Gucci e Saint Laurent fino ai principali dettaglianti di tutto il mondo – sui modi in cui possiamo rallentare il processo e migliorare il modo in cui lavoriamo. Tutti abbiamo avuto il tempo di riflettere e analizzare le cose, e penso che molti concordino sul fatto che è tempo di adottare un nuovo approccio per questa nuova era”, sottolinea in un comunicato.

Le consegne dei prodotti saranno programmate per arrivare gradualmente nei negozi nel corso di ogni stagione, in modo da rispondere il più possibile alle esigenze dei clienti, annuncia inoltre l’etichetta statunitense. “È indispensabile dare al consumatore il tempo di assorbire le consegne dell’autunno, che arriveranno in settembre, e non confonderlo con un eccesso di idee aggiuntive, nuove stagioni, prodotti e immagini”, spiega ancora lo stilista.
 
Secondo Kors, settembre e marzo devono restare “mesi chiave per lanciare l'avvio della campagna vendita ai consumatori”. “È in quel momento che vengono pubblicati i principali contenuti editoriali e multimediali, che il tempo inizia a cambiare e che le persone sono pronte ad assorbire nuove collezioni e nuovi prodotti che possono indossare e acquistare immediatamente”, nota. Michael Kors sta anche rivalutando il modo in cui presenterà la collezione autunno-inverno al pubblico e alla stampa, “probabilmente tra marzo e aprile”.
 
Giorgio Armani è stato uno dei primi a invitare la comunità della moda a reagire, per “correggere cosa non va”, “eliminare il superfluo” e “riscoprire una dimensione più umana”. Sulla scia, Saint Laurent ha annunciato a fine aprile che si srebbe ritirato dal calendario della moda pagina del 2020 “per seguire la propria agenda”. In maggio è stata la volta di Alessandro Michele, il direttore artistico di Gucci, spiegare che avrebbe adottato il suo ritmo, precisando che non avrebbe sfilato in settembre e confermando la sua partecipazione alla Settimana della Moda digitale di Milano a luglio.
 
Parallelamente, lo stilista belga Dries Van Noten e la giovane designer francese Marine Serre hanno lanciato un manifesto firmato da molte piccole case di moda e rivenditori (fra gli altri Chloé, Thom Browne, Y/Project, Lemaire, Alexandre Mattiussi, Nordstrom, Bergdorf Goodman, Selfridges e Harvey Nichols) chiedendo un vero cambiamento, che preveda una riduzione di produzione, trasferte e promozioni, oltre a sfilate più ecologiche.

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