Miahatami ad Altaroma con “Revolutionary Road”

Narguess Hatami è tornata a Roma con il suo marchio Miahatami per presentare la sua “Revolutionary Road”, la collezione con cui compie una riflessione su un importante movimento storico che vede come protagonista il suo paese d'origine, l'Iran.

La sfilata di Miahatami a Roma

La collezione è un viaggio attraverso la Rivoluzione Bianca, un programma di riforme lanciato nel 1963 dallo Scià Mohammad Reza Pahlavi. Il progetto introdusse alcune riforme sociali ed economiche per modernizzare la società persiana, con l'intento di trasformare l'Iran in una potenza industriale. Tra le 19 riforme alcune furono volte a migliorare la condizione della donna, dal diritto di voto a un sostegno per la maternità e altre incisero sul territorio, modificandolo profondamente, come l'abolizione del latifondo e la distribuzione della terra ai contadini. Tradotto in moda, l'obiettivo della designer non è quello di mixare le etnie, ma le culture dando una seconda vita all'arte, ai monumenti e ai colori e facendo rivivere le bellezze dell'Iran attraverso gli abiti.

Protagonisti della collezione il mondo militare e la società iraniana, in cui si combinano capi tradizionali, indossati da contadini, e giacche rubate al guardaroba maschile, rivisitate in uno stile unico. Le numerose applicazioni gioiello presenti sui capi, sono una rivisitazione di quelle tradizionali delle contadine iraniane dell'epoca e vengono applicate ai capi come se fossero medaglie militari.

Il mix di tessuti scelti dalla designer spazia dalla seta all'Oxford super light, dal cotone, a panni e diagonali di lana. Richiamano le forme e i tessuti dei cappotti dei militari i capi in panno rigido e militare, combinati insieme a tessuti morbidi dalle preziose stampe, realizzate per addolcire le forme e rendere i capi armonici e femminili. La palette punta ai colori dell'autunno, giallo e arancione, e a quelli militari, blu, grigio antracite, verde oliva e bordeaux. Importante l'uso del bianco, come richiamo al nome che porta la rivoluzione. Sempre presente anche una proposta knitwear, caratterizzata da lavorazioni a maglia e progettata con diversi punti, mescolati come in un tessuto lavorato a telaio. Ricche di colore anche le calzature che richiamano le calze dei contadini.

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