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Pubblicato il
9 mar 2010
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Mi Milano: successo Prêt-à-Porter

Pubblicato il
9 mar 2010

Malgrado l'accorciamento a soli 4 giorni della fashion week milanese che certo non ha giovato agli operatori del settore costringendoli a correre da un capo all'altro della città nel tentativo di onorare gli impegni più prestigiosi, Mi Milano Prêt-à-Porter è riuscito ancora una volta a ritagliarsi il proprio spazio nell'universo del fashion, registrando persino un aumento delle visite rispetto all'anno prima.



Il salone del prêt-à-porter femminile, svoltosi dal 26 febbraio al 1° marzo, ha chiuso con un totale di 7.223 visitatori professionali, +6% rispetto all'edizione di febbraio 2009, con un positivo ritorno di buyer stranieri provenienti da Giappone, Corea e Russia e una buona tenuta di quelli europei.

Sempre più ricercato nella scelte stilistiche e negli spazi espositivi, Mi Milano Prêt-à-Porter ha comininciato il 2010 con un nuovo slancio. Molta attenzione riservata ai talenti emergenti, per i quali è stato allestito uno spazio esclusivo, The HotHouse, nel quale sette giovani promesse della moda italiana hanno potuto esporre le loro creazioni.

Significativo anche l'arrivo di nuovi espositori e il ritorno di certuni che mancavano dai tempi di Milano Vende Moda, le cui collezioni hanno dato alla manifestazione, che sempre più si muove anche in questa direzione, un tocco di "haute couture".


Buyer allo stand Marie Louise durante i giorni di fiera a Mi Milano Prêt-à-Porter 2010

Dei numerosi espositori incontrati da FashionMag i più si sono detti soddisfatti. Molti hanno apprezzato la maggior cura dei dettagli rispetto alla precedente edizione e l'atmosfera "più glamour e sofisticata" che si respirava tra gli stand. "Noi non possiamo lamentarci, abbiamo lavorato bene, a volte non c'è stato neanche il tempo di fermarci per un caffé" ha dichiarato a FashionMag Giorgia Foschini, Sales Manager dell'azienda Marie Louise. Altri si aspettavano invece "più passaggio, come in settembre" e hanno riconosciuto che di certo non ha giovato in questo senso la contrazione con conseguente stravolgimento del calendario delle passerelle milanesi.

Anche Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano, si è detto soddisfatto dei risultati, ma ha aggiunto che "si deve fare di più. Le fiere sono uno strumento fondamentale per sostenere i diversi comparti industriali. Purtroppo nel caso della moda l’offerta fieristica si presenta molto frammentata a scapito della salute dell’intero settore. E’ quindi necessario ragionare in un’ottica di sistema e unire le forze per lavorare insieme al fine di sostenere le nostre aziende e aiutarle ad affrontare al meglio il mercato".

Un consiglio saggio che, ci auguriamo, altre manifestazioni chiave del settore sapranno cogliere e mettere in pratica già dai prossimi appuntamenti.

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