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MCS: il cowboy è tornato in sella grazie a Nemesis

Pubblicato il
today 18 set 2019
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Dopo l’annuncio lo scorso anno del suo rilancio in Francia grazie all’azienda parigina Central Way, lo storico marchio di abbigliamento e lifestyle ispirato allo stile dei cowboy americani MCS (ex Marlboro Classics), è tornato ad essere presente anche in Italia (e in tutta l’area EMEA) grazie alla società Nemesis, di Montebelluna (TV), in passato produttrice di alcune linee di MCS e del marchio di sportswear Rapax.

Lo stile del nuovo corso di MCS


“Central Way è il licenziatario per il solo mercato francese, viceversa Nemesis ha come raggio d’azione tutti i mercati EMEA - esclusa ovviamente la Francia - in tutti i canali (wholesale, retail ed e-commerce). Le due società sono completamente indipendenti”, precisa a FashionNetwork.com Gianfranco Sovernigo, CEO di Nemesis S.r.l.
 
Nemesis si è assicurata la licenza per la produzione e distribuzione del marchio MCS per il mercato EMEA per i prossimi 10 anni, con opzione d’acquisto del brand. “La strategia commerciale è ovviamente stata quella di ripartire dal mercato italiano, storicamente il più importante sbocco per il marchio, attraverso l’ausilio di una master agency per il coordinamento della rete vendita con 12 agenzie sul territorio nazionale, cui si aggiungono un’agenzia in Spagna, un’agenzia in Portogallo e un distributore in Grecia. La direzione commerciale rimane in capo a Nemesis”, rivela Sovernigo.

Dopo aver riposizionato il brand sul mercato italiano attraverso una distribuzione wholesale composta da multimarca indipendenti, clienti storici e nuovi clienti, l’azienda ha ampliato il network della vendita all’ingrosso raggiungendo proprio in questi giorni un accordo per l'apertura di 6 shop-in-shop in vari centri commerciali della Sicilia.
 
Ora il business plan a 3 anni di Nemesis per MCS prevede la realizzazione di una capsule collection per l’Autunno-Inverno 2020 che sarà presentata a gennaio, basata sul vero DNA del brand, ovvero ispirandola a capi d’archivio e utilizzando tagli e materiali più contemporanei, ma mantenendone intatto l’heritage. La capsule sarà la prima di una serie di limited edition che affiancheranno le tradizionali stagionalità Primavera-Estate e Autunno-Inverno e verrà “affidata a poche agenzie selezionate”, prosegue il CEO. “Questo permetterà uno sviluppo della rete wholesale in negozi di fascia medio-alta, portando visibilità al brand con lo scopo di consolidare l’awareness sul nostro target di riferimento raggiungendo al tempo stesso nuovi clienti e fasce di mercato”. Saranno attivati l’e-commerce e poi “un contratto di agenzia per il mercato scandinavo, storicamente il terzo sbocco a valore per MCS”, anticipa Sovernigo.

MCS


La fase successiva, che sarà avviata tra il 2020 e il 2021, prevederà l’inaugurazione di negozi monomarca in franchising e il consolidamento del canale wholesale, con ampliamento dei mercati Internazionali all’Est Europa (Polonia, Bulgaria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Russia).
 
“Solo dopo amplieremo le collezioni e svilupperemo il canale retail con l’apertura di negozi monomarca di proprietà, inizialmente in località decentrate, ma importanti sotto il profilo commerciale, per poi passare nei centri delle principali città”, puntualizza Gianfranco Sovernigo.
 
In questo momento MCS può contare su un portafoglio di circa 200 clienti in Italia e, oltre a Spagna e Portogallo, l’azienda sta approntando l’ingresso in Belgio. Al momento sono 9 i punti vendita monomarca del marchio dallo stile western, il cui core business “rimarrà legato all’heritage di ispirazione americana, ma con un forte legame al design italiano per quanto riguarda ricerca di materiali e vestibilità dei capi”, assicura il CEO di Nemesis.
 
Nemesis, che ha recuperato i colori storici di MCS e il logo originale del 1987, quello del rider con l’ombra, collocherà i propri prodotti all’interno del segmento premium e sta pensando alla reintroduzione di linee di accessori e calzature, “ma abbiamo appena iniziato e bisogna darsi necessariamente delle priorità”, ricorda il manager.

MCS


Lo storico marchio del cowboy proviene da un lustro costellato da varie vicissitudini. Era stato il fondo d’investimento Emerisque Brands dell’imprenditore indiano Ajay Khaitan, con sede a Londra, ad entrare sul mercato italiano nel 2013 comprando prima il brand MCS Italia da Red and Black, società indirettamente controllata dal fondo Permira e dalla famiglia Marzotto, attraverso la società Cavaliere Holdings, e poi acquistando il gruppo Industries Sportswear Company (ISC), proprietario in particolare dei brand Marina Yachting e Henry Cotton's ed allora in orbita Moncler. Quattro anni dopo, queste tre realtà dello sportswear italiano vennero dichiarate fallite. Ancora nel 2012, MCS fatturava 110 milioni di euro e ISC 135 milioni.
 
Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 fallirono di volta in volta le società con sede a Mestre MCS Cavaliere, ISC-Industries Sportswear Company ed Emerisque Italia Group. A gennaio 2019 è stata poi dichiarata fallita dal Tribunale di Venezia la MCS Distribuzione. Ora la doppia rinascita italo-francese di MCS.