Maze: la seconda edizione ha chiuso con oltre 5.000 presenze a Torino

Si è conclusa con la presenza di oltre 5.000 partecipanti, la seconda edizione del salone Maze, che si è svolta da venerdì 29 giugno a domenica 1 luglio tra piazzale Valdo Fusi e l'ex Borsa Valori, a Torino, nell’ambito della Torino Fashion Week.

Un outfit di Fila durante una della due sfilate - Erik Castello

“Primo festival e contenitore creativo italiano interamente dedicato alle tendenze streetwear e streetfashion e al mondo della streetculture in tutte le sue sfaccettature, Maze è stato contemporaneamente sia una manifestazione fieristica, aperta al pubblico e agli addetti ai lavori, che una rassegna dinamica in cui si sono incontrate le numerose anime della cultura di strada”, ha ricordato l'organizzatrice Jennifer Caodaglio, che ha curato la manifestazione insieme alla Camera di Commercio.
 
La moda è stata protagonista trasversale di tutte le giornate, con 2 fashion show e con la presenza di 14 brand protagonisti dello streetwear italiano e mondiale: Fila, Kappa, Fred Perry, Vans, Pop 84, Mizuno, MINS (Made in Scampia), Trush and Luxury, Italia 90, Dreamyourself, Bad Deal, e, per la prima volta in esposizione in Italia, Infinite Society e Grapes da New York e Daomey da Londra.
 
Lo streetwear è nato dalla surf and skate culture di Los Angeles tra la fine degli Anni ’70 e l’inizio degli Anni ‘80, ma in realtà è il mix di diversi stili e approfondimenti culturali: West Coast mood, snowboard & mountain sport, fotografia, musica sperimentale, design, ma anche la sub-culture urbana degli Eighties con i graffiti e l’hip hop. Dall'inizio del 2000 ad oggi ha catturato l’attenzione di brand del calibro di Fendi, Prada, Gucci, Balenciaga e Louis Vuitton, che hanno virato verso questo stile, ricorda il comunicato ufficiale. "L'obiettivo di Maze è andare oltre al concetto di "nicchia" e aprirsi al pubblico, dando voce a questa rivoluzione culturale, a partire dai suoi aspetti più "pop", come il fashion, fino a quelli più specifici", aggiunge la Capodoglio.

Un momento del talk con Boglione e Burlon - Erik Castello

Attorno all'evento fashion, costituito di numerosi corner destinati ai brand, per momenti destinati al BtoB e al BtoC, si è strutturato un vero e proprio festival, con una ricca programmazione di attività aperte al pubblico: esibizioni e battle di streetdance, breakdance e beatmaking, contest di skateboard, tornei di streetbasket, mostre, concerti live, party, dj set, live painting, performance di aerosol art, workshop, laboratori e conferenze.
 
Momento significativo di Maze è stato il talk show con due figure professionali quasi agli antipodi, reduci da storie personali molto diverse: lo stilista Marcelo Burlon, creatore del brand County of Milan, ed il patron del gruppo BasicNet Marco Boglione, in rappresentanza del marchio Robe di Kappa. Burlon, arrivato dalla Patagonia, con un passato in fabbrica e poi come buttafuori e dj nei più noti locali della movida milanese, è stato capace, anche sfruttando le potenzialità dei social media, di imporsi come "un creative director che dirige un gruppo di designer", il quale mette assieme "i pezzi, come ho sempre fatto in altre occasioni", ha detto durante il talk. Boglione, ex ragazzino con problemi di apprendimento ma dalla precocissima vocazione imprenditoriale, ha creato un impero e, recentemente, è riuscito a imporre Robe di Kappa, marchio fino a pochi anni fa prettamente sportivo, nel fashion.

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