Maruti punta deciso sull'Italia

Pur essendo olandese, il marchio di calzature Maruti ha un po' d'Italia dentro. Il suo nome deriva infatti dalla fusione delle prime lettere del nome dei due proprietari, Marcus e Ruben Bos, con l'aggiunta delle lettere “ti” (“it” rovesciato) a simboleggiare il loro amore per l'Italia, perché hanno sempre guardato con grande ammirazione al Made in Italy.

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“Siamo commercializzati in 400 negozi nel mondo, ma solo ora cominciamo la nostra avventura in Italia, dove abbiamo cominciato a distribuirci dal mese di febbraio”, racconta a FashionMag Edoardo Bernard, responsabile della distribuzione.

All'inizio, il Bos Group, nato nel 1934 a Weert, vicino Eindhoven, dall'iniziativa di P.J.M. Bos, era una ditta edile a gestione familiare, che dal 1965 ha cominciato a produrre mattoni. La sua evoluzione l'ha poi portata nel 1980 a creare la Kesbo Sport BV, società tramite la quale ha cominciato a distribuire prodotti per lo sport in Olanda, come le racchette da tennis Wilson. Nello stesso periodo (1986) ha fondato il campo da golf Crossmoor, uno dei più belli d'Olanda, situato nella riserva naturale di Laurabossen. Così, dal 2002 il business aziendale è stato progressivamente spostato, focalizzandolo verso l'industria della moda e dello sport.

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Dal 1992 Marc Bos assieme a suo zio Albert hanno avviato il Bos Group International distribuendo il marchio di scarpe sportive Brooks. Dopo pochi anni, il gruppo olandese si è assicurato la distribuzione di molti altri brand, come Australian, Wolverine e, da due anni a questa parte, anche O'Neill.

“A fine anni '90 abbiamo cominciato a distribuirci in quasi tutta Europa. Nel 2000 il gruppo diventa licenziatario di Converse (oggi la lista di marchi curati per Olanda e Benelux dal gruppo Bos comprende anche FootBalance, Geox, Keds, Babolat e Moving Comfort, ndr.). Alla fine, i Bos si sono resi conto che tutto questo non gli bastava più, che non gli dava grande soddisfazione lavorare solamente con la distribuzione. Perciò, si pensò di creare un marchio tutto nostro. Nacque così Maruti, il progetto al quale teniamo più di tutti, in cui iniettiamo quindi tutta la nostra anima, energia e passione”, rivela Bernard.

Tante "Gimlet"

Dopo una partenza inizialmente un po' lenta, negli ultimi 2-3 anni abbiamo avuto un'esperienza di crescita incredibile, soprattutto nel Nord Europa e adesso, dopo 7 anni dalla fondazione del marchio, abbiamo deciso di penetrare il mercato italiano.

Maruti, il cui modello top seller è la scarpa “The Gimlet” e che vanta partnership con molti negozi in Olanda, in marzo è entrato in uno showroom a Milano di circa 300 metri quadri. Il suo fatturato nel 2014 è cresciuto del 150%. “Da 2 anni a questa parte abbiamo avuto un boom”, rivela Bernard.

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“L'obiettivo in Italia è di entrare in 100-200 negozi nel biennio 2015-2016. una ventina di negozi a regione ci farebbe raggiungere il quorum desiderato. Il nostro primo mercato è l'Olanda, seguita da Germania e Scandinavia in generale, area in cui stiamo crescendo tantissimo: nella fiera di Copenhagen abbiamo scritto tantissimi ordini. Vengono poi Belgio e Lussemburgo, Per ora siamo distribuiti in larga maggioranza in Europa, ma stiamo cominciando a diffonderci in Israele e USA, soprattutto nel distretto di New York, e sono tantissime le richieste che ci sono pervenute per entrare nel mercato asiatico (Corea e Giappone soprattutto)”, conclude il giovane manager di Maruti.

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