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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 nov 2020
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Marks & Spencer in perdita semestrale per la prima volta nella sua storia

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
6 nov 2020

L’emblematica catena britannica di negozi Marks & Spencer ha registrato una perdita nel primo semestre per la prima volta nella sua esistenza, a causa del crollo delle vendite di abbigliamento per colpa dei lockdown primaverili, decisi per combattere la nuova pandemia di coronavirus.

Reuters


La perdita netta del gruppo nel primo semestre dell'anno chiuso a settembre ha raggiunto i 71,6 milioni di sterline, contro l’utile di gruppo di 122,4 milioni di sterline registrato nel medesimo periodo di un anno prima, secondo un comunicato emesso mercoledì scorso.
 
Il gruppo ritiene che la sua performance nel primo semestre sia “migliore del previsto” vista la chiusura dei propri punti vendita durante la fase di contenimento, con un fatturato in contrazione del 15,8% nel periodo, a 4,09 miliardi di sterline, soprattutto a causa delle scarse vendite di abbigliamento e articoli per la casa.

“Se una perdita storica non può essere ignorata, Marks & Spencer sta comunque lavorando per trasformare il proprio business e appaiono già i primi segnali di successo”, fa rimarcare Richard Hunter, analista di Interactive Investor.
 
Il gruppo inglese sta inoltre riducendo i costi e prevede un risparmio annuo di 115 milioni di sterline. La catena di negozi aveva annunciato ad agosto il taglio di 7.000 posti di lavoro a causa del calo dei visitatori nei negozi e dell’impatto della pandemia che sta provocando danni considerevoli alle imprese del Regno Unito spingendole a reinventarsi.
 
I risultati della divisione abbigliamento e articoli per la casa “hanno sofferto molto per il lockdown causato dal Covid-19 nel primo trimestre, per le misure di distanziamento sociale che perdurano e per la priorità data allo smaltimento delle scorte”, che ha portato all’attuazione di iniziative promozionali, sostiene il gruppo nel suo comunicato stampa.
 
Le vendite della divisione sono scese del 41% nel semestre. Al contrario, le vendite online del gruppo sono salite del 34% mostrando un aumento del traffico, con i consumatori che hanno accelerato la crescita della tendenza ad acquistare sempre più online nel Regno Unito durante la chiusura primaverile delle attività. M&S beneficia in particolare della sua alleanza con Ocado, il gruppo di ordini online e consegna di generi alimentari.
 
Alla vigilia di una riconferma del blocco per almeno quattro settimane nel Regno Unito e di altri “lockdown”, anche se parziali, in corso in diversi altri Paesi, tra cui la Francia, l’Austria, la Spagna e l’Italia, il gruppo sottolinea che sta entrando in un periodo di “nuove restrizioni legate al Covid-19”, il che “ancora una volta peserà sulle vendite di abbigliamento e arredo casa, con un calo parzialmente attenuato dalla crescita delle vendite online”.
 
Infine, Marks & Spencer aggiunge che i suoi piani in vista dell'effettiva uscita del Regno Unito dall'Unione Europea il 1 ° gennaio, alla fine del periodo di transizione post-Brexit, “sono ben avviati”, con investimenti informatici, un lavoro a monte con i fornitori e la creazione di un centro specializzato nell'esportazioni verso l’Irlanda situato a Motherwell (Scozia).
 
Comunque M&S non è certo il solo a soffrire per questa pandemia in Gran Bretagna. È stata colpita pesantemente dalle sue conseguenze anche la catena di negozi di fascia alta John Lewis, che possiede inoltre i supermercati Waitrose.
 
Il gruppo ha annunciato mercoledì l'eliminazione di 1.500 posti di lavoro amministrativi entro aprile 2021, per semplificare la sua organizzazione, avere meno livelli gerarchici… e sostanzialmente risparmiare soldi.
 
John Lewis aveva già svelato un piano per chiudere otto negozi pochi mesi fa, che aveva portato alla perdita di 1.300 posti di lavoro.

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