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Pubblicato il
7 gen 2009
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Marks & Spencer: 27 chiusure e 1.230 licenziamenti

Pubblicato il
7 gen 2009

Le catene britanniche sembra siano state le grandi perdenti degli ultimi mesi. Quando Dedenhams e Next annunciano uno dei più neri bilanci delle vendite di fine anno della loro giovane storia, i portabandiera del gruppo Mosaic, si rivolgono agli specialisti dello studio Deloitte perché indaghino sulle loro difficoltà, e l’istituzione Woolworths sta per chiudere i battenti in mancanza di qualcuno che rilevi l’attività, il più grosso venditore di abbigliamento d’oltre Manica, Marks & Spencer si vede costretto a reagire alla crisi.


Reparto di un negozio Marks & Spencer a Londra - Foto: Shaun Curry/AFP

Lancia un piano economico comprendente la chiusura di 27 dei suoi magazzini – 25 Simply Food “con performance insufficiente” e 2 piccoli negozi Marks & Spencer – causando il licenziamento di 1.230 dipendenti. Questo piano, che riguarda il personale dei magazzini citati (780 posti) e della sede (480 posti), è stato reso noto quando le vendite delle ultime settimane (periodo di 13 settimane chiuso il 27 dicembre scorso), sul mercato interno, si è registrata una flessione globale del 7,1% (-5,2% nel campo alimentazione e –8,9% in quello delle “merci generali”).

Già una settimana prima di Natale, circolava già la voce di grosse difficoltà nelle vendite e questo faceva indietreggiare il titolo del distributore nella City. Alcuni specialisti del settore parlavano di riduzioni del volume d’affari dell’ordine del 25% in certi magazzini nonostante le promozioni proposte sui cachemire e sui gioielli.

Il gruppo, che denuncia un debito di 3 miliardi di sterline, l’anno scorso aveva annunciato che avrebbe ridotto i premi di fine rapporto del personale licenziato. Aveva indicato all’inizio di novembre che il suo profitto netto era crollato del 43% nel corso del primo semestre 2008 a causa del calo delle vendite.

Di Elena Passeri (Fonte: AFP)

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