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Marketplace: un primo sguardo alle future regole europee

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 7 mar 2018
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La Commissione Europea esaminerà nelle prossime settimane una nuova regolamentazione delle piattaforme online, in particolare dei marketplace. Si prevedono cambiamenti nei rapporti tra mercati e venditori?

Un comitato di lavoro di Ecommerce Europe all'opera nel febbraio del 2018 - Ecommerce Europe


E-commerce Europe e la Fevad (la federazione francese delle vendite online) hanno fornito un primo assaggio delle direzioni prese dal testo, a seguito delle riunioni tenutesi con Werner Stengg, responsabile del commercio elettronico all’interno di DG Connect, struttura della Commissione Europea responsabile del mercato unico online. Lo scopo di questo progetto di regolamento sarebbe quello di inquadrare e migliorare le pratiche Platform to Business (P2B) per i portali che impiegano più di dieci persone e realizzano oltre 2 milioni di fatturato annuo.
 
In caso di applicazione, il testo attuale implica che i portali dovranno accordare un preavviso di 15 giorni prima di qualsiasi modifica delle loro condizioni generali. Dovranno inoltre motivare e giustificare qualsiasi decisione di sospensione o risoluzione dell'account di un utente professionale. I portali dovranno inoltre essere trasparenti sulla modalità di classificazione dei venditori professionisti, così come sulle differenze dei trattamenti offerti o delle proposte ai venditori.

I siti che impiegano più di 50 persone e che realizzano oltre 10 milioni di euro di fatturato dovranno parallelamente creare uno strumento su Internet per ricevere i reclami da parte degli utenti professionali. E assicurarsi che questi vengano trattati “in tempi brevi e proporzionati alla complessità del problema sollevato", riferisce la Fevad. Sarebbe inoltre richiesta una risposta chiara e inequivocabile, così come la pubblicazione di una relazione semestrale sul funzionamento e l'efficacia del sistema di trattamento dei reclami.
 
“Le organizzazioni o associazioni che hanno un interesse legittimo a rappresentare gli utenti professionali dovrebbero poter agire in tribunale, conformemente alla legislazione nazionale dello Stato membro dove l’azione è intrapresa, allo scopo di impedire o porre fine a qualsiasi inosservanza da parte delle piattaforme degli obblighi del presente regolamento”, aggiunge inoltre la Fevad, che indica che seguirà da vicino i futuri cambiamenti del testo.
 
Le vendite online in Europa hanno generato nel 2016 un fatturato di 530 miliardi di euro, crescendo del 15%, e dovrebbero aver superato il limite dei 600 miliardi nel 2017. Circa l’80% delle aziende ormai vende online, direttamente o tramite partner. Bruxelles intende arrivare a unificare il mercato europeo delle vendite online, per facilitare le vendite transfrontaliere. Nel 2016, il 18% degli acquirenti europei online aveva già effettuato ordini in un altro paese dell'UE, contro il 12% del 2013.

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