Mario Dice porta la sua griffe verso l’Oriente e l’America

Lo stilista italiano, che ha lanciato la propria linea Mario Dice per Uomo e Donna nel 2007, ha sfilato a Milano fuori calendario in un loft in zona Porta Venezia mostrando, con apprezzamento unanime, una collezione di prêt-à-porter che ha spesso sconfinato nel territorio dell’alta moda, mentre la distribuzione del suo marchio si sposta sempre più verso l’Oriente e gli Stati Uniti, ma senza disdegnare l’Italia.

Mario Dice, PE 2019

Mario Dice può vantare una lunga esperienza all'interno di grandi griffe, da Calvin Klein agli atelier delle Sorelle Fontana e Gattinoni, ai 7 anni in Trussardi passando per Zuhair Murad, “una consulenza che ha rappresentato un po’ il suo exploit”, afferma Simone Cereda, Managing Director e socio al 50% dello stilista, “portandolo ad essere molto conosciuto in Medio Oriente. Nelle ultime tre stagioni, però, ci siamo andati a sviluppare anche nel nostro Paese, per cui Medio Oriente e Italia rappresentano i nostri primi due mercati, con il 30% ciascuno del giro d’affari, arrivato in 3 anni d’attività a un milione di euro nel 2017, con previsione a 1,2 milioni a fine 2018. Segue l’Europa (soprattutto Russia)”. Un fatturato per il 90% ottenuto con il prêt-à-porter, e per il restante 10% dalle linee Bridal e Red Carpet.
 
Mario Dice è distribuito in una cinquantina di boutique selezionate di alto livello in una ventina di nazioni, come N° 30 in Via della Spiga a Milano, Bernardelli di Mantova, Penelope di Brescia, Tiziana Fausti di Bergamo, o presso il gruppo Etoile in tutto il Medio Oriente, Fifty One East in Qatar, Pois a Singapore.

Stilisticamente, Mario Dice si sta affrancando progressivamente “dal mondo del fully embroidered, una tendenza dalla quale gli stessi clienti mediorientali e russi si stanno allontanando in favore di un prodotto più sofisticato con tessuti ricercati”, afferma Cereda. L’obiettivo in due anni dichiarato dall'imprenditore è di arrivare almeno a raddoppiare questo tipo di distribuzione fino a 100 vetrine. Il Managing Director ha poi rivelato che Mario Dice ha iniziato a collaborare con uno showroom che ha molti contatti con i mercati sudamericani, Brasile in particolare.

Mario Dice

I primi anni di attività di Mario Dice, oggi quarantenne, si caratterizzarono per la proposta di una serie di capsule collection di altissima gamma da red carpet. Poi l’esordio nel ready-to-wear con l’uomo (oggi non più prodotto), mentre il progetto sfilate nasce nella donna con l’Autunno-Inverno 2015/16. Con l’Autunno-Inverno 2017/18 è nata invece, con una capsule-test, la linea sposa.
 
L’Italia è stato il mercato maggiormente cresciuto lo scorso anno, soprattutto grazie al successo della linea per la Primavera-Estate 2018. Mario Dice ha in progetto una nuova distribuzione negli Stati Uniti, partendo da un paio di catene di department store con le quali le trattative sono in corso di definizione. La collezione Primavera-Estate 2019 che ha sfilato nel loft milanese – con il suo approccio couture, il denim nobilitato, le forti influenze sudamericane, le frange in cristallo, viste in particolare su una jumpsuit con uno scollo drappeggiato a disegnare un motivo grafico tribale, o il T-shirt dress realizzato assemblando diversi nastri di seta, stampati con una tecnica a cera – strizza l’occhio anche ai gusti estremo orientali.

Mario Dice, PE 2019

Tessuti italiani, confezione in Italia, con prezzi che Mario Dice tiene a far rimanere interessanti. Il capo più caro, totalmente ricamato, viene venduto a livello wholesale a 1.600 euro; l’entry price, per abiti da sera in organza con dettagli ricamati, rimane sui 900 euro, con il core business che si colloca nella fascia prezzi 1.000-1.200 euro.

Mario Dice, PE 2019

Dice è stato anche per quattro stagioni, dal settembre 2016, lo stilista della collezione di prêt-à-porter della storica maison Capucci, il cui rilancio era stato pensato dall'imprenditrice romana sua odierna azionista di maggioranza Paola Santarelli; una riuscita reinterpretazione in chiave moderna, giovane e fresca del DNA della casa di moda, ma una collaborazione conclusasi anche per la mancata volontà del marchio Capucci di far sfilare le linee disegnate da Dice, per concentrarsi su altre strategie. Per un anno, dalla Primavera-Estate 2017, lo stilista ha anche lavorato per il brand Maria Grazia Severi.

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