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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 giu 2022
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5 minuti
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Maria Grazia Chiuri e l’accostamento della Madonna al flamenco nella sua cruise per Dior

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 giu 2022

La stagione delle cruise collection della moda è proseguita questa settimana a Siviglia con una linea di ispirazione iberica disegnata da Maria Grazia Chiuri per Christian Dior. Abbiamo incontrato la designer italiana per conoscere quale sia la sua visione del marchio francese.

Maria Grazia Chiuri - Foto: Ria Mort, cortesía de Dior


Nei suoi sei anni in Dior, Chiuri è diventata la stilista più audace e capace di prendersi i rischi maggiori quando ha realizzato delle cruise collection (o linee di resortwear, che dir si voglia). Collaborando con artisti locali, performer, musicisti e produttori di tessuti e facendo riferimento nelle sue sfilate a vari periodi dell’arte e dell’architettura locali: ad Atene, Marrakech e ora a Siviglia, dove ha voluto accostare le visioni della Madonna – che vanta decine di statue e santuari dedicati a Siviglia – con lo stile del flamenco e lo chic equestre andaluso nell'ultimo show per la cruise collection di Dior.
 
In questa stagione, la designer ha comunicato alcuni dei suoi concept sul proprio profilo Instagram, con decine di immagini della Vergine Maria e video di visite guidate alle basiliche storiche.

 


Quindi, quale può mai esser stata la nostra prima domanda, quando Fashion Network si è recato ad un'anteprima pre-show con Maria Grazia a Siviglia?...

…Perché l'ossessione per la Madonna? 
 
“Ho ricevuto un'educazione cattolica, ma non ho mai pensato a questa educazione come legata alla moda. Si tratta di un pensiero recente - vedere come vestire la Madonna abbia molti riferimenti nella moda, e come, almeno per le donne europee, questo abbia una grande influenza sul modo in cui le donne si vestivano - e su come usassero ricami o pizzi. 
 
“Da nessun’altra parte è più evidente come qui a Siviglia. Ogni quartiere ha la sua Madonna! Una regina di ogni quartiere, dove ogni locale si riconosce nella propria Madonna. Praticamente è come un membro della loro famiglia. Ci sono anche piccoli specialisti di ogni chiesa locale che hanno il diritto di entrare in una cappella e vestire materialmente la loro Madonna. E ogni Madonna ha il suo particolare guardaroba. Con abiti speciali per determinati giorni di festa o stagioni o celebrazioni religiose!”.
 
“Non ho mai visto una mostra che esprima quest’idea delle influenze della Madonna. Sì, c'era “Heavenly Bodies” al Metropolitam Museum of Art, ma era più sull'influenza liturgica che non sulla figura della donna”.
 
“C'è anche un grande libro Ave Mary. E la chiesa inventò la donna di Michela Murgia, che si occupa dell'idea di come il modo in cui abbiamo vestito la Madonna abbia portato a come abbiamo vestito le donne.

Foto: Dior


E perché il suo primo video più recente su Instagram è iniziato con una visita a Santa Maria Maggiore, la più grande chiesa dedicata alla Vergine Maria a Roma?
 
“Certo, ho iniziato con la mia Madonna locale!”, ride. “Lei è espressione della Grande Madre e simbolo di fertilità. Una cosa che amo della cruise collection è che ti dà il piacere di riflettere sulla moda da un punto di vista diverso. E ti permette di riflettere su idee che non sono mai apparse nella moda, come nel caso dell'appropriazione culturale”.
 
Ci dia qualche esempio?
 
“Tipo, cosa significa quando si dice originale? Ad esempio, la mantilla. Si tratta in realtà di uno scialle che è nato a Manila nelle Filippine, è stato prodotto in Cina ed è stato ripreso in Messico, prima di arrivare in Spagna, dove è diventato un cliché spagnolo. Oppure si consideri il ventaglio, nato in Cina, ma diventato famoso in Spagna e a Venezia”.
 
Quali sono state le icone moderne di questa collezione?
 
“Chiaramente il primo simbolo è Carmen Maya, che usava mosse e gesti maschili del flamenco che non erano mai stati provati prima da una donna, e si vestiva da uomo. E quell'idea arriva con Blanca Li e le sue 40 ballerine, che si sono esibite dal vivo durante la sfilata. Quella è stata la prova più dura della mia vita. Quaranta donne che non potevamo tenere ferme! Perché poi non si limitavano a ballare, ma a creare musica con i loro stessi movimenti e il battito dei loro piedi. Diventando loro stesse degli strumenti musicali”.

Foto: Dior


Chiuri andava a cavallo da bambina e lo faceva anche in vacanza in Argentina, ma sempre “non professionalmente”, tiene a sottolineare. La Cruise di quest’anno includeva anche riferimenti ad amazzoni di classe come la duchessa d'Alba e Jackie Kennedy. Come mai? 
 
“Ognuna di loro era un’icona di stile legata a Siviglia, quindi non si poteva non averle in sella, date le tradizioni equestri locali. Qui ha sede la Scuola Reale Andalusa di Arte Equestre. La cosa interessante delle squadre di dressage in Andalusia è che ciascuna sceglie insieme il proprio stile di abbigliamento. L’aspetto è fondamentale per loro. Ed è molto democratico: si può vedere nel museo equestre. Il taglio è molto diverso da quello delle giacche inglesi da cavallerizza, anche se c'è una sorprendente differenza nei tagli tra le diverse squadre.

Cosa vuole che pensino le persone dopo aver assistito a questo show?
 
“Spero che abbiano belle emozioni ed energia positiva. Il bello della cruise collection è che non è solo uno show, ma un gigantesco lavoro di squadra. Probabilmente il più grande spettacolo che facciamo, viste le aggiunte dell'orchestra, delle ballerine, della produzione che ci sta dietro, degli artigiani. Senza considerare la bellezza del backstage, le modelle e i vestiti. È un progetto che coinvolge un numero enorme di persone, così vasto che perdo il conto quando provo a sommarle tutte”.

Foto: Dior


Perché ha sfilato così tardi nella stagione?
 
“In realtà, questo tipo di progetto richiede il suo tempo. E, grazie a Dio, Dior ci permette di farlo quando siamo davvero pronti! Obiettivamente, a livello logistico per allestire questo tipo di show fino a quaggiù, nel sud della Spagna, lavorare localmente apporta una bellezza unica Lo scambio di idee, atelier, artigianato e competenze rende queste esperienze qualcosa di molto raro”.
 
Dopo una serie di cruise collection presentate da nomi del calibro di Chanel e presto Max Mara, si può dire che siamo tornati alla normalità nella moda?
 
“No, parlare di normalità in questo momento mi sembra molto prematuro. È troppo presto. L'umanità sta affrontando un momento difficile, soprattutto a causa di questa terribile guerra. Anche il nostro ultimo défilé, per la collezione Pre-Fall in Corea a maggio. A causa della chiusura dello spazio aereo sopra la Russia, non avete idea di quale viaggio sia stato e di quante ore ci siano volute solo per arrivare a Seoul!”.

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