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Mantero lancia il tessuto tracciabile Resilk e sfiora i 100 milioni di fatturato nel 2019

Pubblicato il
31 mag 2020
Tempo di lettura
7 minuti
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Il gruppo tessile comasco Mantero Seta lancia Resilk, un progetto che ha lo scopo di dare nuova vita alla seta, che sarà disponibile a partire dall’Autunno-Inverno 2020. Non solo tessuto di pregio, Resilk è un processo tracciabile completamente Made in Italy, certificato GRS (Global Recycled Standard), volto a ridurre gli sprechi nati dagli scarti e dalle eccedenze di tessuti inutilizzati, studiato per rigenerare il filo di seta e creare tessuti innovativi dall’inaspettata morbidezza e calore, nel pieno rispetto dell’etica sostenibile. Resilk nasce da tessuti molto pregiati, di seta al 100%, ma scartati nel percorso della lavorazione in quanto ritenuti seconde scelte o pezzi in eccesso tra quelli commissionati da grandi brand.

Franco Mantero, AD Mantero Seta


“La sfida con Resilk è stata realizzare un prodotto che assomigli al cashmere, ma sia fatto al 100% di seta”, ha raccontato l’AD Franco Mantero, in carica da quasi 10 anni, che in una conference call con la stampa ha illustrato il progetto di cui si mostra orgoglioso. “In realtà, su questa novità i nostri laboratori erano al lavoro da 4 anni, ma la crisi ha dato ulteriore spinta al progetto”. Nel processo ideato dalla Mantero Seta, gli scarti e i prodotti derivanti da sovraproduzione vengono ritrasformati in filati e sbiancati (in realtà diventano di color ecrù), pronti per diventare il nuovo tessuto pregiato, che è anche riciclabile.
 
C’è ovviamente un limite quantitativo degli scarti ottenibili, e quindi del Resilk ricavabile. “Quando sarà veramente raggiunto questo limite e quindi non si riuscirà a star dietro alla richiesta di questo prodotto vorrà dire che avremo raggiunto il nostro obiettivo”, afferma Franco Mantero. “Mi piace pensare che la Mantero del futuro sarà molto legata a progetti di questo tipo. Il progetto Resilk si evolverà. Oggi si è focalizzato su un filato per produrre diversi tipi di tessuto, ma potrebbe mixarsi con cotoni, lane o cashmere. Non solo creatività e bellezza estetica, dunque, ma la possibilità di realizzare prodotti molto piacevoli esteticamente rispettando veramente l’ambiente, che conducano il cliente finale ad acquistare un capo che lo porti a contribuire all’eco-sostenibilità e all’economia circolare anche senza saperlo”.

Quando la seta prodotta internamente e gli stock di rimanenze non basteranno più per produrre Resilk, e nel momento in cui il progetto sarà sostenibile su larga scala, Franco Mantero anticipa che lo step successivo sarà il convogliare anche la seta di seconda scelta di altri (concorrenti, fornitori, trasformatori della seta clienti dell’azienda, come stampatori o tessitori, ecc.) in questo processo di trasformazione.
 
Resilk, realizzato in partnership con Ecotec di Marchi & Fildi, va sul mercato B2B (perché è rivolto solo alle aziende, soprattutto del lusso) con un prezzo paragonabile o addirittura uguale a prodotti simili. Ad esempio, uno scialle tinto fatto con Resilk, rispetto ad uno di lana-seta o seta al 100% costa quasi allo stesso modo.
 
Mantero presenterà una capsule collection di capispalla Resilk inserendola nella prossima stagione Fall-Winter. Anche la linea Mantero 1902 avrà in collezione una quota di prodotti Resilk. “Essendo un prodotto un po’ laniero, è giusto che appaia in una collezione Autunno-Inverno, ma stiamo studiando per farlo diventare un prodotto più leggero e adatto a tutte le stagioni”, rivela l’AD.

Un foulard Mantero


Nata nel 1902 dall’intuizione imprenditoriale di Riccardo Mantero, che aprì sul lago di Como un deposito di stoffe, e oggi guidato dalla quarta generazione familiare, Mantero Seta è un’azienda in salute, che produce tessuti e accessori tessili (cravatte, foulard, sciarpe) per i marchi del lusso e della moda, sia europei, che americani ed orientali.
 
Nel 2019 il fatturato di Mantero Seta è stato di 97 milioni di euro, +10% sul 2018, con EBITDA del 10%, a 9,7 milioni di euro (fu di 8 milioni l’anno precedente). “Questo ci dà la possibilità di effettuare grandi investimenti in prodotto, archivi e sostenibilità. Nell’esercizio 2020 abbiamo già investito 5 milioni di euro in questi campi. Siamo una macchina che funziona”, tiene a sottolineare Mantero. “Ho parlato anche di archivio perché lo stiamo ingrandendo. Qualche giorno fa l’abbiamo ulteriormente arricchito rilevando gli archivi dello studio di disegni Avantgarde di Como, che dopo 40 anni d’attività è andato fuori mercato, e che stiamo trasferendo in società proprio in queste ore”.
 
Franco Mantero parla però di “tutta un’altra musica” nel 2020. “Il nostro esercizio comincia a settembre, per cui abbiamo già concluso il 1° semestre il 29 febbraio, ed è stato molto positivo, sempre con un’EBITDA del 10%, poi sono arrivati marzo e aprile… I numeri purtroppo cambieranno fortemente nel resto dell’esercizio”.
 
Mantero nutre maggiori ambizioni quest’anno per il brand Mantero 1902, soprattutto per distribuirlo meglio in Europa e Giappone, ma non direttamente. “Ovvero, investiremo nel suo prodotto, ma non apriremo negozi o shop-in-shop. Lavorando a stretto contatto con i clienti partendo da zero (un’idea, gli archivi, degli spunti), nuove collezioni nostre di tessuto o foulard non le facciamo quasi più. La linea Mantero 1902 ha anche questo scopo: essere uno spunto, di ciò che Mantero sa fare, dello stile e delle tecniche nuove che l’azienda sa ideare. Un modo per dialogare con i top brand nostri clienti, da cui possano nascere prodotti innovativi”, spiega l’Amministratore Delegato.
 
Lanciato negli anni ’70 come marchio di foulard, Mantero 1902 propone solo da poche stagioni un total look donna ed è distribuito in grandi magazzini del lusso, tra cui Printemps, Bon Marché, Rinascente, Isetan e Hankyu, e in circa 40 selezionate boutique nel mondo, oltre che online con un proprio e-commerce.
 
Mantero, la cui produzione è per il 70% di tessuti 100% seta, possiede anche il marchio inglese Holliday & Brown, acquisito nel 2000, fondato a Londra nel 1926 e attivo nella produzione di cravatte artigianali, il quale sviluppa collezioni molto apprezzate in Italia, Inghilterra e Giappone e dai retailer più sartoriali. “La cravatta, ahimé, è in forte crisi da tanti anni e il Covid purtroppo temo avrà un effetto ancor più devastante su questo prodotto”, si rammarica l’AD. “Per Holliday & Brown non abbiamo progetti di sviluppo retail, ma guarderemo soprattutto alle vendite online, perché lo riteniamo un canale molto adatto per la cravatta”.
 
I dipendenti sono diventati quasi 500, e circa 100 sono under 30, la maggior parte di essi addirittura sotto i 25 e molti di essi sono stati inseriti negli ultimi anni. Mantero collabora da anni con scuole di moda di Como, Milano e Londra e oggi ha dipendenti di 17 nazionalità in azienda. Franco Mantero ha tenuto a sottolineare come Mantero Seta nel 2018 sia stata tra i 15 grandi gruppi industriali italiani premiati dall'UNHCR per aver favorito l’inserimento in azienda di rifugiati. “È stata una grande trasformazione per la nostra società, che ha implementato programmi di formazione importanti. E trasformare un’azienda è più facile se lo staff è composto da molti giovani”. Inoltre ha rivelato di avere in cantiere un programma per arrivare a generare internamente l’80% del proprio fabbisogno di energia elettrica (ora è solo il 20%), oltre a proseguire i programmi di efficientamento energetico, riduzione dell’inquinamento atmosferico e abbattimento dei consumi.

Uno scialle in Resilk, il cui simbolo è quello dell'infinito - Mantero


A proposito del Coronavirus ha detto: “Siamo un’azienda di produzione e creatività e che ha basato molto del suo business sui propri archivi, uno dei più grandi al mondo nel tessile. Insomma, per DNA siamo quanto di più lontano ci sia dallo smart working. Per cui siamo rimasti scioccati dal dover restare a casa nei mesi drammatici della pandemia di Covid-19. Tanto più che gli uffici stile dei nostri clienti erano a casa anche loro, ma pretendevano di poter comunque toccare con mano i nostri prodotti. Questo tema ci ha dato l’opportunità di pensare ad un’azienda nuova, più digitalizzata e capace di trovare nuovi sistemi di proporre un prodotto che fino ad oggi si era sempre dovuto toccare”, ha puntualizzato l’AD.
 
“Dall’altra parte, soprattutto nell’universo fashion, si è molto parlato di rimettere in discussione tante certezze e tradizioni. Molti brand hanno detto la loro sul futuro della moda: chi non vuol più fare le sfilate, chi non vuole più le capsule, chi non vuole più riempire all’estremo ed in continuazione il mercato di prodotti nuovi. Qui entra in ballo l’idea di Resilk, tessuto che fa parte del nostro programma di sostenibilità “Respect”. Nei nostri magazzini abbiamo una grande quantità di meraviglioso tessuto ritenuto in eccedenza e saperlo destinato alla distruzione emotivamente era sempre più pesante”, sostiene. “In sostanza, il grande problema del Covid-19 ci ha veramente fatto mettere in discussione cosa sia importante e cosa no, quali sono le priorità nella nostra mission e l’ordine dei nostri obiettivi. Se prima la digitalizzazione e la sostenibilità avevano una posizione importante, oggi l’hanno prioritaria”.
 
Un’attenzione all’ambiente che per Mantero Seta è testimoniata dal percorso di eliminazione dei prodotti chimici non certificati intrapreso negli ultimi tre anni aderendo allo standard ZDHC (Zero Dischage Hazardous Chemicals). “Siamo tessitoria e stamperia, ma soprattutto stampatori, e la stamperia è la fase produttiva più critica per l’impatto ambientale. Credo che il tema delle certificazioni, nato alcuni anni fa con il programma Detox di Greenpeace, poi sostituito da ZDHC, e seguito dal pressing effettuato da tanti marchi importanti (anche nostri clienti) che hanno sposato la causa ambientale, abbia creato un circolo virtuoso nel settore”, chiosa Franco Mantero, “per cui se oggi le aziende vogliono esistere (ancor di più nel post Covid) devono essere molto più attente all’ambiente in tutti i processi produttivi. Chi non farà così, in futuro non sarà più accettato sul mercato e dovrà uscirne”.

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