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17 set 2021
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Made in Italy: export oltre i livelli pre covid grazie al rimbalzo dell'economia

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Ansa
Pubblicato il
17 set 2021

Il rimbalzo dell'economia globale trainerà l'export Made in Italy che raggiungerà livelli più alti di quelli pre-pandemia. Lo afferma Sace nel Rapporto Export 2021 "Ritorno al futuro: anatomia di una ripresa post-pandemica". 

ansa


Sace stima un rimbalzo dell'11,3% dell'export di beni, con pieno ritorno ai livelli pre-pandemia già nel 2021 quando le vendite raggiungeranno 482 miliardi. Nel 2022 la crescita sarà del 5,4% e del 4% nel biennio successivo. Tale ritmo, superiore di quasi un punto al tasso medio pre-crisi (+3,1%, in media annua, tra 2012 e 2019), consentirà di raggiungere nel 2024 il valore di 550 miliardi di export di beni. 

Tuttavia il mancato contenimento della pandemia costringerebbe l'economia globale a rallentare. In questo scenario - ha stimato Sace - la crescita delle nostre esportazioni sarebbe più limitata quest'anno (+7,2%) e pressoché nulla nel 2022. Il pieno recupero delle vendite Made in Italy nei mercati esteri sarebbe quindi rimandato al 2023. 

"Il periodo che stiamo attraversando”, ha sottolineato, “sarà uno spartiacque per la nostra storia. Il 2021 verrà ricordato come l'anno in cui l'export italiano ha ripreso il percorso di crescita con risultati a doppia cifra", ha detto il presidente di Sace, Rodolfo Errore. 

"Stiamo recuperando la più forte caduta di prodotto dal dopoguerra”, ha detto il ministro dell'economia Daniele Franco, intervenuto alla presentazione del rapporto. “È importante”, ha aggiunto, “il processo di vaccinazione e contenere il diffondersi della malattia per consolidare il processo di crescita".

Sempre secondo lo studio Sace, "una piena realizzazione delle riforme strutturali del Pnrr e del loro mantenimento in un orizzonte di medio periodo" accentuerebbe "l''intensità della crescita del Pil italiano soprattutto nell'ultimo triennio: nel 2025 l'output nazionale aumenterebbe del 2,7% come riflesso della spinta degli investimenti e delle riforme con ricadute positive sul Pil potenziale".

Inoltre, le riforme strutturali del Pnrr incrementerebbero anche la competitività delle imprese italiane attive sui mercati esteri: il livello delle esportazioni di beni, in valore, nel 2025 aumenterebbe infatti del 3,5% rispetto a quanto previsto nello scenario base. 

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